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Guardate Billie Eilish, imparate a fare i concerti in livestreaming

Ieri sera con lo show in diretta ‘Where Do We Go?’ la pop star californiana ha alzato l’asticella di quel che si può fare in una performance digitale

Billie Eilish

Foto da 'Where Do We Go? The Livestream' del 24 ottobre

Fluttuiamo nello spazio con Billie e Finneas. Ora siamo in un pozzo in cemento ad ascoltare il tema del nuovo James Bond e poi in una strana foresta. Finiamo con la cantante in fondo al mare, immersi in geometrie astratte, seduti su una panchina a chiacchierare di ansiolitici, circondati dai volti dei fan che cantano in diretta.

Ieri sera Billie Eilish ha alzato l’asticella di quel che si può fare in un concerto in livestreaming. Le sono bastati 60 minuti per zittire chiunque abbia pensato che le performance digitali non sono, non possono essere un mezzo espressivo potente. Grazie all’utilizzo in diretta della cosiddetta extended reality, che sarebbe poi un bel modo per dire che quel che si vede è una miscela di realtà e finzione digitale, Eilish, il fratello Finneas e il batterista Andrew Marshall si sono esibiti immersi in ambienti cangianti di diversa forma, aspetto, dimensioni, profondità riprodotti su grandi schermi al led.

Eilish aveva promesso che lo show sarebbe stato un giro nella sua testa. E ce l’ha fatto fare, con l’aiuto del regista Tarik Mikou, direttore creativo di Moment Factory che ha curato tour di Madonna, Arcade Fire, Jay-Z, Childish Gambino e della stessa Eilish. Nell’ora di pre show introdotta dal padre della cantante si sono viste immagini tratte dal documentario di R.J. Cutler Billie Eilish: The World’s a Little Blurry che arriverà su Apple TV nel febbraio 2021 e una breve anticipazione del quarto episodio delle interviste che la pop star concede a Vanity Fair a distanza di un anno l’una dall’altra, divertendosi a confermare, smentire, riformulare, ridere, vergognarsi delle risposte dell’anno prima. S’è rivisto il filmato contro il body shaming Not My Responsibility e in un mix di advertising e coscienza sociale molto americano sono stati pubblicizzati i brand Fender e Beats, ma anche iniziative non profit, tra cui quella della madre della pop star. Lizzo, Finneas, Alicia Keys, Jameela Jamil e Steve Carrell hanno invitato a votare e informarsi tramite votesaveamerica.com, i fan hanno giocato a un quiz sulla cantante e comprato merchandise.

“Meglio seguire lo show su uno schermo più grande” avvertiva una scritta prima dell’inizio della performance, invitando a passare dalla visione su smartphone a quella su desktop. Ne valeva la pena. Where Do We Go? The Livestream è stata un’esperienza diversa da un concerto trasmesso in diretta. Non di più, non di meno: diversa. Altro che dirette Facebook e filmati casalinghi su Instagram. Muovendosi in un set tecnologicamente avanzato, Eilish ha sfruttato alla perfezione le possibilità del mezzo per espandere visivamente e concettualmente la parte visiva dei suoi show. Il biglietto costava 36 dollari, che non sono pochi, ma servono anche per mettere in piedi una produzione del genere che è degna d’un grande show televisivo, che è forse la cosa a cui più somiglia questo Where Do We Go?. Ma non è neanche quello: è la frontiera del live streaming, non un surrogato d’un concerto, non uno show su YouTube, né tanto meno un DVD.

La cantante ha invitato un paio di volte il pubblico a casa a battere le mani: sono stati gli unici momenti di vago imbarazzo. Il pubblico c’era, eccome, e Eilish l’ha portato in scena, sui ledwall, e ha cantato circondata dalle facce dei fan collegati in diretta da casa. Né ha guastato sentire gli applausi delle poche persone presenti in studio: s’è così evitato il breve momento di silenzio imbarazzato che ci sarebbe stato tra una canzone e l’altra.

Era una miscela di realtà e diciamo così finzione anche la musica, un mix di parti suonate e di basi, di canto dal vivo (strepitoso, va detto) e seconde voci preregistrate. La musica è arrivata in cuffia nitida, vibrante, con bassi potenti, scarna e a tratti struggente. Eilish ha fatto un paio di battute su Trump e ha confermato che lei e Finneas stanno producendo un nuovo album. «Il palco» ha detto a un certo punto «è l’unico posto dove mi sento me stessa». E cioè una giovane donna immersa nel suo tempo, con in testa un mondo in subbuglio, una gran voglia di ballare e idee molto chiare su che cosa dovrebbe essere il pop nel 2020.

Set list:
Bury a Friend
You Should See Me in a Crown
My Strange Addiction
Ocean Eyes
Xanny
I Love You
Ilomilo
No Time to Die
When the Party’s Over
All the Good Girls Go to Hell
Everything I Wanted
My Future
Bad Guy

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