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Forse Venerus ha scritto la traccia perfetta della quarantena

"È normale sentirsi soli in un momento così", canta Venerus nel primo verso di 'Canzone per un amico'. È il messaggio che vorremmo ricevere su WhatsApp, è il pezzo da inviare alle persone a cui vogliamo bene

Venerus

Foto: uff. stampa

Secondo alcune ricerche condotte negli ultimi anni, i millennial (quelli nati fra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90) sono una generazione di persone sole. La metà del campione preso in considerazione ha ammesso di sentirsi solo molto spesso, due persone su cinque hanno dichiarato che le loro relazioni sono prive di significato e che non hanno mai provato piena affinità con qualcuno. Dati preoccupanti, probabilmente peggiorati durante la pandemia, mentre siamo barricati in casa, con i contatti ridotti all’osso. «Forse è normale sentirsi soli in un momento così» dice Venerus nel primo verso di Canzone per un amico. Forse in questo momento lo è più del solito, sì. Anche per quelli che a inizio quarantena erano partiti carichi e poi hanno pian piano mollato il colpo. C’erano i cori, i DJ set. Poi la situazione è peggiorata, tanto, e le nostre vite sono state paralizzate, congelate tra ansie e paure. Portandosi pure via la voglia di sdrammatizzare.

Si deve per forza trasformare questo periodo in qualcosa di produttivo e positivo? Ci si prova, ce lo dicono tutti, tutti i giorni. Tieniti impegnato facendo il pane, la pizza, riordina, scrivi, leggi, mangia sano, fai esercizio. C’è anche qualcuno che fortunatamente non dice nulla, ma sono pochi.

Se di lavoro fai il musicista, forse hai qualche arma in più per dire la tua. E qualche canzone nuova, infatti, è uscita. Non quelle programmate da tempo, per quelle si vedrà. Parliamo dei brani scritti durante il lockdown. C’è quella di Tommaso Paradiso ed Elisa, nata in diretta su Instagram. Andrà tutto bene si legge nel titolo. Speriamo. C’è Mahmood, che non ne può più di stare in casa e racconta le sue paranoie in Eternantena. C’è pure Annalisa, che canta un brano che si chiama come la app del momento. Da oggi però c’è anche lui, Venerus, che magari non è un nome mainstream come quelli citati sopra, ma  è un artista che negli ultimi due anni abbiamo imparato a conoscere e soprattutto riconoscere, con la sua voce che si incastra in maniera leggera sulle produzioni di Mace, con cui collabora da un po’, o di Frenetik & Orange. Classe ’92, Andrea ha già fatto un po’ di giri. Milano, la sua città, poi Londra a studiare musica. Poi Roma. Con lui un intero immaginario fatto di sfere di cristallo, tarocchi, simboli, fluidità e capelli colorati. Poi le collaborazioni con Gemitaiz, Franco 126, Ghali. E l’incontro con i produttori ‘giusti’. L’anno scorso sono usciti due EP. Uno più notturno, che si chiama infatti A che punto è la notte. E il secondo, Love Anthem, più intimo e romantico. Due lavori che rappresentano bene il nuovo filone r’n’b italico, da Frah Quintale a Coco. Si parte da lì, poi ognuno ci aggiunge quello che vuole. Fino ad arrivare a Canzone per un amico. Titolo che dice tutto.

Che bella cosa gli amici. Chi si ricorda quando li ha visti l’ultima volta? È passato un mese e mezzo, forse due. Per fortuna grazie alle app di Annalisa possiamo comunicare facilmente. Ve la immaginate la quarantena 20 anni fa? Ma anche 10. Un disastro. Nonostante HouseParty, quello che Venerus voleva dire al suo amico l’ha messo in musica: «Sono pensieri che masticavo in testa e che non avevo ancora trovato il modo di mettere in gabbia», dice. Non è un vero singolo, ma «un invito, una dedica, un pensiero a un mio amico a cui sono legato da molto tempo». Potete ascoltarla qui sopra.

«Forse è normale sentirsi solo in un momento così», recita il brano su un beat morbidissimo arricchito poco dopo da un sax. Eccome se è normale, ancora di più se siete millennial. «Con questa canzone vorrei ricordarti che se vuoi puoi chiamarmi, amico. Quando avrai più bisogno ci sarò sempre per te». La cosa più semplice del mondo, e anche la più potente. Il messaggio che dovremmo ricevere più spesso su WhatsApp: «Sto sviluppando un desiderio di fare musica che possa fare bene a me e a chi la ascolta, vorrei tornare a parlare di amicizia con semplicità, per quanto il tema possa sembrare obsoleto», racconta. Il tema, però, così obsoleto non è.

Chi scrive un testo così probabilmente un migliore amico ce l’ha, e magari non riesce a dirgli quello che vorrebbe. Mi baso sul niente, osservo Venerus da spettatore, guardo cosa scrive su Instagram. Tutte quelle emoji avranno un senso. In alternativa puoi anche scrivere un pezzo, appunto, e dire tutto quello che vuoi dire confezionando una traccia morbida. «Se mi senti un po’ lontano non è che non ci sono più. Sto spiccando il volo, e voglio che tu sia con me». Vi consigliamo di recuperare i suoi lavori, in cui cantautorato, nu soul ed elettronica si mescolano in un recipiente pieno di brillantini. Questa traccia invece tenetela come quella perfetta da inviare alle persone a cui volete bene, mentre aspettiamo di abbracciarci di nuovo, sul serio.

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