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Cher: la donna che ha sconfitto il tempo

Non esiste un'altra carriera come la sua nella storia della musica pop. E oggi, nel giorno del suo 73° compleanno, le rendiamo omaggio

Cher e Chastity Bono nel 1977 (Foto di Ron Galella/WireImage)

A questo punto, Cher non è più una pop star. È la reincarnazione della sgargiante storia della pop music. Un mito così grande da rendere necessarie tre diverse Cher (Babe Cher, Lady Cher e Star Cher) nel suo musical di Broadway andato in scena quest’anno: The Cher Show.

Aveva solo 16 anni quando fu scoperta da Sonny Bono, all’epoca già un navigato lupo del music business, e molto presto diventò la sua sposa hippie in un tripudio di minigonne e gilet a frange. Ad appena vent’anni erano tutti convinti che la sua carriera fosse finita, ma lei si rifiutò di andarsene. If I Could Turn Back Time (“se potessi tornare indietro nel tempo”) divenne il suo inno, perché la battaglia di Cher contro il tempo si rivelò essere impari. È il tempo che ha avuto difficoltà a far tornare indietro Cher.

L’anno scorso, si è goduta un ruolo di spicco nel turbine glitterato di Mamma Mia! Here We Go Again, saltando fuori da un elicottero per cantare a squarciagola Fernando a Andy Garcia. Per concludere in bellezza, Cher ha pubblicato un bell’album di cover degli ABBA, Dancing Queen, rendendo omaggio a una delle uniche realtà pop capace di eguagliare la sua indistruttibile coolness. Ciliegina sulla torta, all’inizio di quest’anno Cyndi Lauper e Adam Lambert le hanno dedicato una serenata cantandole I Got You Babe al Kennedy Center.



A mani basse, non esistono altre carriere come quella di Cher. Ha passato gli anni Settanta alternando battute campagnole nel The Sonny and Cher Show a hit morbose che parlano di sesso lurido e spargimenti di sangue (Dark Lady, vogliamo parlare del suo testo?). Ma Believe rimane la sua hit più iconica, l’inno anni Novanta da discoteca che ha cantato quando aveva 52 anni. Il suo tour di addio dura da così tanto tempo che ormai è maggiorenne e può votare. Quando è apparsa agli MTV Video Music Awards del 2010, ha tuonato fieramente: «Sono la pupa più vecchia, con i capelli più voluminosi e il costume più corto.»

Negli anni, poi, ha esplorato in lungo in largo ogni genere musicale di successo, dalla disco in Take Me Home all’hair metal di I Found Someone, fino al punk impomatato di Save Up All Your Tears. E in ognuno di questi casi, ha fatto suo ogni genere. Ha inventato i tappeti rossi, gli infomercial, strusciarsi sui cannoni di navi stracolme di marinai. In passato le hanno detto di non essere capace a cantare, ma la sua voce è rimasta unica e invariata, un trionfo di consonanti che scandisce ogni nota con un verso iper-nasale che ormai è la sua firma.

Lo Cher Show è stato anche al centro di uno scandalo diventato ormai celebre. Una sera Kanye West era fra il pubblico e l’attore che impersonava Sonny Bono ha dovuto twittargli di spegnere il cellulare. L’elemento allucinante della vicenda? La risposta di Kanye: “Le dinamiche della relazione fra Cher e Sonny mi hanno fatto stringere la mano a Kim, e insieme abbiamo cantato I got you babe. La prego di perdonare la mia mancanza di galateo”. Capito? Uno dei più grandi traguardi raggiunti da Cher è di far comportare in maniera educata uno non proprio educato come Kanye.



È così che, col tempo, Cher è diventata parte di tutte le storie del pop contemporaneo, in cui ogni star ha almeno un momento alla Cher. Da Britney Spears (ha iniziato la sua carriera cantando If I Could Turn Back Time nelle fiere della sua zona) a Nicki Minaj, che con la regina ha avuto un breve battibecco su Twitter. Uno dei momenti più divertenti della sua vita è raccontato nel Beastie Boys Book. Quando la moglie di Mike D, Tamra Davis, sta facendo la regista di un video di Cher. Nel primo giorno di riprese, la cantante si avvicina alla regista, si presenta e annuncia: “Indosserò vestiti di pelle. Molta pelle. Facci l’abitudine”.

Cher era abbastanza rock and roll da far durare ben nove giorni il suo matrimonio con Greg Allman degli Allman Brothers. Lei e Greg non avevano molto da dirsi, ma abbastanza da rendere indimenticabile il loro album in duetto con il nome di Allman and Woman. Nel musical, i due commemorano la loro passione duettando su una Just Like Jesse James che potrebbe tirare giù una casa.

In un certo senso, il momento che meglio riassume il suo genio è l’incredibile duetto televisivo con David Bowie del 1975. I due iniziano con Young Americans, per poi improvvisare un bizzarro medley di vecchie canzoni, con Bowie che finisce per inginocchiarsi ai suoi piedi inscenando una specie di serenata da crooner. Quella scena è stata come la dichiarazione d’intenti di una carriera, una missione che ha mirato negli anni a incorporare tutto il passato del pop e plasmarlo per il futuro. Se c’è qualcuno ad aver preso il testimone da Bowie, quella può essere solo Cher. E come lui, da sempre è in continuo cambiamento. Come cantava una volta, “the beat goes on”. Per Cher è sempre così e sempre lo sarà.

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