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Che meraviglia ritrovare Lana Del Rey in ‘Let Me Love You Like a Woman’

Nel primo singolo tratto dal nuovo album ‘Chemtrails over the Country Club’ la cantante racconta una storia d'amore, fuga e fattanza mescolando passione e distacco emotivo come solo lei sa fare

Inizia con una scena che abbiamo visto e ascoltato e letto mille volte. Lei lascia la città e chiede a lui di seguirla, di mollare tutto, di partire assieme e cambiare vita. “Vengo da una piccola città, e tu?”, canta Lana Del Rey nell’incipit della nuova Let Me Love You Like a Woman. Forse è un riferimento autobiografico giacché dietro al glamour hollywoodiano della star c’è la storia di una ragazza cresciuta a Lake Placid, un posto da 2500 abitanti a cinque ore di auto da Manhattan. E da quella domanda, «e tu?», si capisce che conosce il suo uomo, ma forse non fino in fondo. Si potrebbe persino pensare che l’abbia appena abbordato in un bar. Di sicuro scappare da Los Angeles è un azzardo.

Let Me Love You Like a Woman è un distillato dello stile di Lana Del Rey. È il pezzo più rassicurante che la pop star poteva pubblicare come primo estratto dal nuovo album Chemtrails over the Country Club. Nell’interpretazione vocale assieme appassionata e distaccata, nell’arrangiamento pianistico pensato da Jack Antonoff, che è co-autore del pezzo e suona tutti gli strumenti, nel tono assieme sognante e molto concreto ritroviamo la sensazione di magnifica incertezza che caratterizza la musica di Del Rey.

Mentre gli armonici di una semplice frase pianistica echeggiano nel silenzio, si sente il suono delle dita che scivolano sulle corde di una chitarra. Arrangiata in modo misurato, Let Me Love You Like a Woman basa il loro fascino anche su piccoli spostamenti nell’equilibrio sonoro, come quando la voce di Del Rey si moltiplica: all’inizio del pezzo è una presenza sonora concreta, alla fine si trasforma in una specie di sciame sonoro impalpabile.

La cantante sembra totalmente presa dal suo uomo e dal loro progetto di vita. Dove andranno i due? “Ottanta miglia a nord o a sud non fa differenza, il dove non m’interessa se sei come me, io sono con te e lasci che ti ami come una donna”. Arriva il ritornello, con l’espressione démodé “Let me love you like a woman” e la richiesta al suo uomo, romantica in modo assurdo, di parlarle col linguaggio delle poesie e delle canzoni. A quel punto si pensa d’avere risolto il pezzo, di averlo afferrato, di avere capito tutto. E invece nel secondo verso la narratrice trasforma questa fantasia romantica in una storia come un’altra, d’un realismo quasi crudele: “Voglio che tu venga con me, ma penso di potercela fare se resti qui, è solo che se non vieni non mi divertirei”.

È questo l’amore per la protagonista di Let Me Love You Like a Woman? Se scappi da Los Angeles con me ci divertiremo, sennò amen? È tutto qui? O forse non vuol esporsi e sta nascondendo i suoi veri sentimenti? C’è spesso questo margine d’incertezza, c’è questa miscela di realismo e romanticismo nella musica di Lana Del Rey e in questa nuova, piccola canzone. C’è anche la promessa di una fuga chimica: lei giura che gli farà vedere l’infinito, che si perderanno assieme nella “pioggia porpora”, la Purple Rain di Prince, che berranno “pink champagne” – che può essere una bottiglia, ma pure l’MDMA – e saranno felici per sempre.

Ecco che cosa ci dice Lana Del Rey in un quadro che è assieme appassionato e interpretato col magnifico distacco tipico della cantante: la vita sentimentale è un insieme di grandi slanci e piccole cose, di desiderio e distacco, è un continuo esporsi e nascondersi. L’amore è una cosa semplice, molto meno stucchevole e grandiosa di quanto ci hanno raccontato cantanti, scrittori e registi. Non sappiamo se alla fine l’amante fuggirà con lei da Los Angeles. Sappiamo che Lana Del Rey riesce ancora a parlarci col linguaggio della poesia e della musica, ad ammaliare scrivendo sempre la stessa canzone. E questo sì che è davvero romantico in modo assurdo.

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