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Ascoltate Nicol, sono 2 minuti e 36 secondi di talento grezzo

La sua 'Ritornerai' è a metà fra trap e cantautorato, è contemporanea e triste, con un retrogusto amaro. «Sono partita con una canzone d’amore perché tutti almeno una volta nella vita siamo stati lasciati»

Nicol Castagna, classe 1999, in arte solo Nicol

Se mi prendessi tutto il venerdì libero, non riuscirei comunque a sentire tutta la musica pubblicata in giornata. Sono sicuro che mi verrebbe un gran mal di testa e finirei con l’averci capito davvero poco di quegli ascolti. Capita però – a volte – che nell’impossibile rotazione perpetua delle novità, qualcosa riesca a bucare questo stato catatonico. Spesso è qualcosa di grezzo, giovane, inaspettato. Una manciata di minuti che trafiggono la piattezza del continuo replicare di formule trite. A Nicol bastano i 2 minuti e 36 secondi della sua Ritornerai per farci drizzare sulla sedia: potrebbe essere un record?

Ok, alt, ma chi è questa Nicol?

Ricevo un messaggio dalla redazione: devi ascoltarti questo pezzo. Ok. Il brano mi sembra sopra la media di tutte le stronzatelle urban che ci vengono rifilate di venerdì in venerdì. La cerco sui social e scopro che un anno fa mi aveva girato su Instagram un suo EP, altro genere, altro nome, altra lingua. A volte credo nelle coincidenze. Due chiamate al volo e la connessione tra Milano e un autogrill nella Pianura Padana è stabilita. Mezz’ora prima ascoltavo Ritornerai per la prima volta, ora Nicol ed io siamo voce contro voce.

«Mi ha scoperto Francesco Facchinetti. Mi ha trovato facendo scouting. Un lunedì mi ha scritto e il giovedì ero da lui a Milano. Mi ha colpito per come mi ha ascoltato; una qualità essenziale. Mi ha detto che in me ci vede talento e da quel giorno qualcosa in me è cambiato». Ritornerai, la prima uscita di Nicol per Hokuto Empire, l’etichetta di Facchinetti, è un brano d’amore, di quell’amore giovanile che stringe le budella e fa vomitare fuori dai locali, «sono partita con una canzone d’amore perché tutti almeno una volta nella vita siamo stati lasciati, no?». Good call.

Ritornerai è un brano urban, a metà tra trap e cantautorato, tra rappato e cantato e parlato, contemporaneo e tristissimo. È un brano intimo, denso, dove la vocalità di Nicol si appoggia fragile su di un pianoforte. Con le dovute distanze, per uso della voce, arrangiamento e costruzione ricorda I Laugh When I’m With Friends But Sad When I’m Alone di 070 Shake. Che è un signor complimento per dire che un arrangiamento nudo può essere davvero cazzuto, invece che melenso. La forza del testo è la capacità giovanile di raccontare l’amore con gli occhi freschi. In questo caso occhi struggenti di un pianto. Il giovane crede sempre di essere la prima persona ad aver scoperto l’amore nel mondo, scriveva la Sagan, o forse era la Cusk. Ok, non lo ricordo, ma al secondo ascolto di Ritornerai questo pensiero mi rimbalza in testa. Nicol direbbe “Venivo solo per cercare un briciolo del tuo interesse, finivo nei bagni, distesa sui pianti”.

A intrigare del brano è l’aleggiare di un retrogusto amaro, un accenno continuo di un non detto, come fossimo sulla soglia di una casa dove non ci è stato ancora permesso di entrare. O per essere più sul pezzo, il basement di Sto pensando di finirla qui. Sotto la superficie del brano, c’è sommersa una tragica densità emozionale. «Ero una ragazza che non voleva vivere, ma sono riuscita a reagire, a riprendere la mia vita in mano e a riportarla su. Per questo penso di avercela fatta nella vita. Farcela non è una questione di soldi o successo, ma di non fermarsi a crogiolarsi nel dolore della vita. È questo che voglio portare in musica».

Il futuro di Nicol è una serie di singoli in uscita («Con tutti i brani che ho scritto potrei aver un album») e la pubblicazione del video di Ricordarmi, scritto e diretto dall’artista stesso. Se questo era il biglietto da visita, rimaniamo molto curiosi di quello che ci aspetta. Ma davvero Facchinetti ha una casa discografica? E ha pure azzeccato un’uscita del genere? Dai, quante sorprese questo venerdì!

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