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Venezia 77: nell’anno indie-Covid, Frances McDormand con le Birkenstock vince il Leone

Il trionfo (a distanza e in ciabatte) di ‘Nomadland’, gli occhi lucidi di Picchio Favino, la consacrazione di Vanessa Kirby. E Pietro Castellitto che ruba la scena. Le nostre pagelle al gran finale della Mostra

Frances McDormand in ‘Nomadland’ di Chloé Zhao, Leone d’oro a Venezia 77

Frances McDormand in 'Nomadland'

Il red carpet Voto: 4

La selecta musicale sul tappeto rosso è sempre quella: ma sentire JAMBO di Giusy Ferreri (con tutto il bene) proprio durante lo struscio più importante, per quanto piuttosto vuoto quest’anno, è forse un po’ troppo. Visto che Šostakovič impazzava in molti film di quest’edizione, non si poteva almeno per stasera andare un po’ più sul classico?

Poesie e canzoni di fine festival Voto: 6

Il tentativo di fare un’ouverture diversa della cerimonia di premiazione rispetto alle solite straparlate istituzionali ci piace. Ma siamo forse un po’ stanchi della Covid-retorica: vedi la poesia sul sentiment del lockdown della pur bravissima Mariangela Gualtieri, una scelta felicemente insolita come ospite sul palco. Ma anche quella della canzone dell’ormai onnipresente Diodato, che ha dato sul palco una versione über-intima di Adesso. La Mostra ha dimostrato che si può stare bene insieme, seguendo le giuste regole: scurdàmmoce ’o passato (isolato).

L’entusiasmo di Anna Foglietta Voto: 8

Come direbbe qualcuno: Anna ha fatto una bellissima isola (il Lido, in fondo, lo è). Quest’anno essere madrina, se ancora si può usare la parola, non era un compito facile, ma Foglietta ha infuso un entusiasmo e un’energia fuori dal comune, ma anche capacità di intrattenitrice da vera pro. Fino al discorso finale, acc(al)oratissimo. Brava.

Pietro Castellitto: è nato un autore Voto: 9

E noi l’avevamo capito. Non chiamatelo raccomandato: il 28enne Castellitto Jr. con la sua esplosiva opera prima I predatori dà il via a una nuova (promettentissima) pagina di cinema italiano. E vince il premio per la miglior sceneggiatura (scritta a 22 anni!) della sezione Orizzonti. «Soltanto gli infami e i traditori sono bravi nei ringraziamenti»: così ha esordito, conquistando da subito la platea. Per poi chiudere con una dedica che già rivela una maturità da veterano: «Dedico il premio a tutti quelli che non la pensano come me: perché solo legittimando chi non la pensa come noi riusciremo ad avere uno scontro culturale per creare nuovi simboli».

Andrej… o Dorian Gray? Voto: 10

Andrej Končalovskij, vincitore del premio speciale della giuria con Cari compagni!, ha 83 anni. Ebbene sì. Ripetiamolo: OTTANTATRÉ. Se non l’avete visto, cercate il momento in cui accetta il trofeo: caro compagno, ci insegni ad arrivarci come hai fatto tu?

Gli occhi che brillano di Picchio Voto: 7

Siamo sinceri: la performance di Pierfrancesco Favino in Padrenostro (qui la nostra intervista) non è all’altezza del Traditore e Hammamet, rispettivamente David di Donatello e Nastro d’argento. Ma del resto dopo una doppietta così… La Coppa Volpi vinta ora a Venezia per il film di Claudio Noce è però il premio che mancava per coronare questa annata strepitosa. Un po’ di retorica, ma la commozione di Picchio era sincera: «Dedico questo premio a tutte le stelle che ancora nasceranno e al brillare degli occhi nel buio».

L’emozione (e la consacrazione) di Vanessa Kirby Voto: 9

Appena salita sul palco per ricevere il premio come miglior attrice (per Pieces of a Woman), Vanessa Kirby fa subito una mossa adorabile: mettere la mascherina dentro la Coppa Volpi. Il resto è un discorso fluviale, appassionato, sinceramente commosso: l’ex principessa Margaret di The Crown sa di essere la vera star della Mostra 2020, e ne è teneramente sorpresa e grata. Noi l’avevamo detto: a questo giro il premio poteva essere solo suo. Ci rivediamo agli Oscar dell’anno prossimo?

I look Voto: 5

Si salva solo la giacca dorata di Claire Denis, presidente della giuria di Orizzonti: il resto è calma piatta. Compreso l’ensemble variopinto di Sua Maestà Cate Blanchett, con make-up alla Cicciolina (scusaci, ti vogliamo bene lo stesso). La “fashion police” segnala anche le maniche a sbuffo della portoghese regista di Listen. La più adeguatamente British (ma proprio per questo troppo “safe”) era la total-black Vanessa Kirby. Ridateci le piume rosa Valentino di Lady Gaga. Adesso.

Le Birkenstock di Frances McDormand Voto: 8

Il primo Leone d’oro intercontinentale causa Covid… e in ciabatte. Ovvero, le Birkenstock rosse di Frances McDormand, protagonista e produttrice di Nomadland di Chloé Zhao. Se la regista (un po’ scazzata nel videomessaggio di ringraziamento) fa partire da questo premio la volata verso i prossimi Academy Award – dove potrebbe diventare la prima regista asiatica nominata –, la sua magnifica attrice si lascia andare alla verve di sempre. Ovviamente dal van in cui vive e viaggia il personaggio che interpreta sullo schermo. See you down the roadto the Oscars.