Silente e Grindelwald tre metri sopra Hogwarts | Rolling Stone Italia
Home Opinioni Opinioni Cinema

Silente e Grindelwald tre metri sopra Hogwarts

Tra il nuovo mago oscuro interpretato da Mads Mikkelsen (dopo il licenziamento di Johnny Depp) e nuove e vecchie 'meravigliose creature', com'è il terzo capitolo di 'Animali fantastici'?

Jessica Williams, Callum Turner, Fiona Glascott, Dan Fogler, Jude Law e Eddie Redmayne

Foto: Warner Bros.

Johnny Out, Mads In

Mads Mikkelsen. Foto: Warner Bros.

Partiamo subito dall’argomento che scotta: la sostituzione di “colui che non deve essere nominato” (ma lo nomineremo: Johnny Depp, licenziato dalla saga a causa delle questioni legali con l’ex Amber Heard) con Mads Mikkelsen nei panni di Gellert Grindelwald. È meglio? Peggio? Semplicemente è un approccio completamente diverso. Il mago oscuro di Depp era una sorta di cosplay albino pazzissimo e ingestibile, con l’evidente ed estroso marchio di fabbrica del “divo Johnny”. Il Gellert di Mikkelsen è invece molto più smooth e low profile. L’attore danese ha interpretato diversi cattivi minacciosi e pieni di fascino (vedi, per elencarne un paio, Le Chiffre di Casino Royale, che piange lacrime di sangue dopo una partita a poker con Bond, e il cannibale Hannibal Lecter nella serie prequel del Silenzio degli innocenti), per cui è nella sua comfort zone. E si vede. Il nuovo Grindelwald è tenebroso e controllato, sa cosa vuole e come ottenerlo con un piano che pare già riuscito. La sua è una follia lucida: è determinato a istigare una guerra mondiale per regolare i conti con i babbani più o meno nello stesso momento in cui un certo nazista è stato eletto cancelliere della Germania. Ma niente colpi di testa (cambia anche il look: non più il biondo platino spettinato, ma un ciuffo in stile hitleriano). Solo la recitazione infallibile di un fuoriclasse.

Silente e Grindelwald tre metri sopra Hogwarts

E qui arriviamo al secondo punto: il Silente (sempre più figo) di Jude Law e il nuovo ingellatissimo Grindelwald di Mads hanno parecchia chimica (e tempo e modo di dimostrarla). Insomma, Hannibal incontra Lenny Belardo e sono fuochi d’artificio. I due vendono benissimo IL segreto di Albus (che ormai più tanto segreto non era): da ragazzi si amavano e volevano cambiare il mondo, prima che una separazione ideologica e d’azione li rendesse acerrimi nemici. Al posto del lucchetto su Ponte Milvio (altro che per sempre, con un tronchesino lo tagli quando vuoi e lo butti nel Tevere), c’è un patto di sangue magico impossibile da rompere (o quasi) senza rischiare la vita. La loro scena di apertura e la battaglia-culmine sono le sequenze in assoluto più potenti del film. Un po’ situazione Charles Xavier/Magneto ma con il contorno di love story. Certo, la curiosità di vedere come sarebbero state quelle stesse immagini starring Johnny c’è, ma ce ne faremo una ragione. E, davvero, il film funziona benissimo così.

Metti un nerd alla guida di una banda di outsider

Eddie Redmayne. Foto: Warner Bros.

Come già sappiamo visti i loro trascorsi romantici, per fermare la presa di potere di Grindelwald, Silente dovrà fare affidamento ancora una volta su Newt Scamander, il nerdissimo e goffissimo magizoologo interpretato da Eddie Redmayne. Che qui però non sarà mandato in missione solitaria, ma addirittura messo a capo di una banda di misfits proprio come lui: dal no-mag Jacob Kowalski che spera di salvare la sua Queenie dalle grinfie di Grindelwald alla professoressa di Incantesimi Lally Hicks; dal fratello di Newt Theseus, capo degli auror inglesi, a Bunty, l’assistente del magizoologo che, proprio come lui, è a suo agio solo con gli animali fantastici. E spesso questi outsider sono anche più interessanti del loro “capitano”, di cui ormai conosciamo tutte le caratteristiche e le stranezze.

Meravigliose creature

Lo snaso. Foto: Warner Bros.

Se amate la saga solo per gli animali fantastici (letteralmente), nel terzo capitolo c’è pane per i vostri denti: oltre all’ormai celeberrimo asticello Pickett che vive nel taschino di Newt e allo snaso che non può fare a meno di intascarsi tutto quello che luccica (tra l’altro qui i due uniranno finalmente le loro forze), ci sono mostri da sconfiggere con un balletto comico (vedi la scena semi-comica in mezzo alle di Newt e Theseus). Ma, soprattutto, tutta la trama ruota attorno a un’altra creatura considerata tra le più importanti del mondo magico: il cucciolo di qilin, una sorta di cervo incrociato con un drago che è in grado di riconoscere e inginocchiarsi davanti alle persone pure di cuore. Per questo l’animale fa parte del rituale con cui la comunità magica elegge il proprio leader. E ovviamente Grindelwald ha un piano per ingannare il sistema.

Solo per potteriani doc

Dan Fogler nella Sala Grande di Hogwarts. Foto: Warner Bros.

Fin dall’inizio è stato chiaro che la saga di Animali fantastici era stata creata per riempire il vuoto che la fine di Harry Potter aveva lasciato nei fan. I film, e il terzo non fa eccezione, sono costruiti per chi apprezza i riferimenti infiniti, le battute, gli easter egg, i richiami continui. Ci si può perdere nelle situazioni “che ricordano” messe lì ad hoc, nei dettagli, notando anche le chicche più minuscole. I segreti di Silente poi è particolarmente radicato nella mitologia del Wizarding World della Rowling, e non rallenta quasi per spiegare gli incantesimi o le strategie utilizzate dai suoi personaggi. Si torna a Hogwarts e nella sua Sala Grande, si preparano piani nel villaggio di Hogsmeade, c’è anche la Stanza delle Necessità a un certo punto. E, oltre all’Albus di Jude Law, vediamo persino la versione young di Minerva McGranitt. Senza contare che i potteriani ovviamente vivranno la tragica storia d’amore tra l’amato preside di Hogwarts e il mago oscuro con parecchia apprensione in più. Animali fantastici non potrà mai sostituire Harry Potter. Ma, forse, è meglio di niente.