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I grandi divi del cinema: il potere di Tyrone Power

Il papà di Romina è stato l’‘amoroso’ più amato della storia di Hollywood. Ma anche il più indimenticabile Zorro, il torero di ‘Sangue e arena’, l’uomo che ha sedotto le donne e reso seduttori gli uomini

Tyrone Power nel 1945

Foto: Silver Screen Collection/Getty Images

Della famiglia Power si hanno notizie dal 1797 con la nascita di Tyrone, attore e autore irlandese, emigrato e morto in America nel 1841. Suo nipote Frederick Tyrone, noto come Tyrone Power Sr., fu soprattutto attore di teatro, di impostazione classica. Tyrone Edmund Power III (1914-1958), il divo della Fox, era suo figlio. Non poteva mancare, al giovane, un esordio teatrale sotto la guida del padre. Al talento di famiglia Tyrone aggiungeva una straordinaria bellezza, che fu, paradossalmente, il suo limite. Scritturato dal boss della Fox Darryl F. Zanuck, Tyrone sarebbe diventato la perfetta incarnazione del divo del cinema, un semidio autentico in un mondo inaccessibile, nulla a che vedere con gli umani. A 23 anni è già protagonista de I Lloyds di Londra. È l’inizio di una vera leggenda: l’amatissimo divo, il più grande amoroso della storia del cinema. Una volta scommise che non sarebbe passato un minuto prima che qualcuno lo riconoscesse in strada. Era in Messico e vinse la scommessa. L’avrebbe vinta anche a Parigi, Roma o Madrid.

Uomo di alta cultura, educato e gentile, titolare di una tecnica recitativa profonda e completa, si vide usare semplicemente per la sua presenza e per ruoli che permettevano grandi incassi ma scarsissima arte. E infatti Power non ha mai ottenuto l’Oscar, che è la vera consacrazione dell’attore completo, e neppure una nomination. Ha coperto tutti i ruoli, alcuni dei quali fanno parte della più bella ed eterna iconografia del cinema. Per esempio Zorro, nel film del ’40 diretto da Rouben Mamoulian. L’eroe inventato da Johnston McCulley è stato interpretato da attori come Alain Delon e Antonio Banderas, ma nella memoria popolare “Zorro” rimane Tyrone.

Il concetto vale anche per Sangue e arena, dal celebre romanzo di Vicente Blasco Ibáñez, dove Tyrone fa il torero Gallardo. Il film era un remake di un titolo in cui il protagonista era nientemeno che Rodolfo Valentino. Ma Power ne fu all’altezza. Un altro grande scrittore, W. Somerset Maugham, offrì lo spunto per il ruolo del romantico Larry Darrell, che cerca se stesso fra Parigi e il Tibet ne Il filo del rasoio. Personaggi di finzione, ma in Suez Power dà corpo e volto a Ferdinand de Lesseps, il francese che concepì il canale di Suez e riuscì a realizzarlo, mediando e scontrandosi con le potenze di allora, Francia, Inghilterra e Germania. Un altro gigante lega il suo nome a Tyrone Power. È Ernest Hemingway, che lo scelse per il ruolo del tormentato Jake Barnes nel grande classico Il sole sorgerà ancora.

L’uomo più amato dalle donne del mondo ebbe matrimoni disastrosi. L’attrice francese Annabella, e poi Linda Christian (da cui ebbe la figlia Romina, futura star in Italia accanto al marito Al Bano), lo tradirono sistematicamente, poi lo sfruttarono. Condusse una vita come se fosse davvero tutta di ultimi giorni, girando il mondo fra un film e l’altro, pilotando il suo aereo in cerca sempre del nuovo, proprio come Larry Darrell. Morì a Madrid, di infarto, sul set di Salomone e la regina di Saba, a soli 45 anni. Tyrone Power, più di tutti i suoi pari, faceva sentire le donne segretamente amate e desiderate e gli uomini belli, eroi e seduttori. Nel sontuoso palazzo del sogno che era quella Hollywood, nessuno come lui si trovava a proprio agio. Senza di lui il cinema davvero non sarebbe il cinema.

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