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I grandi del musical: Singin’ with Debbie Reynolds

Una numero uno che ha saputo unire canto e ballo. E che, da ‘fidanzata’, è diventata ‘donna d’America’

Gene Kelly e Debbie Reynolds durante le prove di ‘Cantando sotto la pioggia’

Foto: Hulton Archive/Getty Images

Con segnali di vocazione e ambizione, Mary Frances Reynolds (1932-2016), diventata poi Debbie, approda alla scuola della Metro-Goldwyn-Mayer. Ha 15 anni. Quella major è la più importante delle famose sette sorelle, e la più ricca. Un volta lì ti devi impegnare, a fondo. Vieni inserita in una vera centrifuga dove i maestri migliori ti insegnano tutto: recitazione, canto, ballo, mimo, dizione. Debbie mostra una volontà ferrea e, naturalmente, il talento che non è sfuggito ai capi. A qualcuno sembra troppo piccola, ma alla Metro c’è un precedente favorevole: Elizabeth Taylor, stessa classe, 1932, e stessa altezza, 1,57. Nel 1948 Liz è già una piccola diva per via soprattutto di Torna a casa, Lassie (1943). Non ha le attitudini al canto e al ballo di Debbie, ma ha gli occhi più belli del mondo e una cifra di erotismo che le sarà utile in avvenire. Le sarà utile quando, nel 1956, porterà via il marito Eddie Fisher proprio a Debbie.

Dopo un paio di apparizioni senza importanza, la Reynolds viene inserita nel cast di Tre piccole parole. I partner sono Fred Astaire, nientemeno, e Red Skelton. La sequenza del destino mostra i due intorno a un organino in strada, suonano la famosa I Wanna Be Loved By You, immortalata poi da Marilyn Monroe in A qualcuno piace caldo. Debbie si avvicina e comincia a cantare con vocina infantile. La stella nasce in quel momento. Il grande Gene Kelly nota la ragazzina. È il 1952, l’anno di Cantando sotto la pioggia. Nel ruolo della protagonista Kathy, Debbie si scatena in balletti travolgenti. Vale la canzone Good Moorning, dove tiene testa a due fenomeni come Gene Kelly e Donald O’Connor. I tre, allineati, felici e sorridenti, sono l’immagine quasi sempre usata per i manifesti del film e le copertine dei cd. In chiave più sentimentale è la canzone, danzata con Kelly, You Were Meant for Me. E poi il superclassico You Are My Lucky Star. Il film entra nella storia nobile del cinema. Debbie diventa “la fidanzata d’America”, una definizione importante, che è passata, e passerà, attraverso attrici di tutte le generazioni. Ed è una numero uno.

Da quel momento può scegliere ciò che vuole, e si dimostra attrice per tutti i ruoli, soprattutto da commedia leggera, ma anche drammatici. Nel 1955 arriva a Hollywood un giovane cantante, Eddie Fisher. Eddie e Debbie si sposano, l’anno dopo nasce Carrie e poi Todd. Una sera Debbie ha l’idea di invitare a una cena la sua amica Elizabeth. Non è una buona idea. Nonostante lo sgarbo, le due “amiche”, dopo il legittimo imbarazzo, torneranno ad esserlo quando Liz si libererà di Eddie per Richard Burton. Diva giovanissima, avrebbe potuto smarrirsi come successo a tante sue colleghe. Ma negli anni la Reynolds ha saputo evolversi e adattarsi anche a parti di anziana. Fidanzata e… donna d’America. E sempre amatissima. Come Judy Garland, madre di Liza Minnelli, già protagonista della rubrica, Debbie ha avuto una figlia che ha ereditato una parte del talento della madre, Carrie Fisher, l’eroina di Guerre stellari.

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