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I grandi del musical: il ‘romance’ secondo Jerome Kern

‘Smoke Gets in Your Eyes’, ‘The Way You Look Tonight’, ‘The Last Time I Saw Paris’: bastano a definire una (grandissima) carriera?

Van Johnson ed Elizabeth Taylor in ‘L’ultima volta che vidi Parigi’ di Richard Brooks (1954)

Foto: Hulton Archive/Getty Images

L’editoriale di settimana scorsa era dedicato a Cole Porter, che viene considerato, dalla tradizione e dalla storia, uno dei quattro nomi assoluti della musica americana. Certo, tutto è discrezionale, quei compositori si contano a decine, e tutti di grande talento, ma “quei quattro” sembrano possedere un sortilegio… maggiore. Di Gershwin e Berlin ho già raccontato. Manca il quarto, Jerome Kern.

Si può partire da alcuni titoli e tutto già appare chiaro: The Way You Look Tonight, The Last Time I Saw Paris. La prima canzone faceva parte di Follie d’inverno, uno dei titoli della strepitosa serie di Fred Astaire e Ginger Rogers; la seconda del musical Lady Be Good, con la grande danzatrice Eleanor Powell. Entrambe le canzoni vinsero l’Oscar. Ma siamo alla cosiddetta punta dell’iceberg. Chi non ricorda Smoke Gets in Your Eyes o A Fine Romance, sempre in Follie d’inverno.

Nato a New York da una famiglia della buona borghesia, Kern studia nel conservatorio di quella città. Ma, per vocazione, intende allargare i propri orizzonti, così esplora la cultura musicale europea, si stabilisce a Londra, dove fa due incontri decisivi: il maestro James Hessler, che gli sarà utilissimo nel reperire uno stile personale, e Eva, moglie e compagna della vita. La traiettoria di Kern è quella tradizionale. Compone le prime canzoni, qualcuno del giro lo nota, c’è l’approdo a Broadway e poi a Hollywood.

Come a quasi tutti i grandi compositori americani, anche a Kern viene dedicato un film: Nuvole passeggere, del 1946, diretto da Richard Whorf. A impersonarlo è Robert Walker, attore di qualità, apprezzato da registi come Hitchcock, Kazan e Leroy. Nel film passano le più importanti composizioni di Kern, affidate ad artisti all’altezza. The Last Time I Saw Paris (L’ultima volta che vidi Parigi) è una costante della produzione del musicista. Canzone rapinosa e orecchiabile. È il tema portante del film con quel titolo, un capolavoro diretto da Richard Brooks nel 1954, con Elizabeth Taylor. La Metro concesse un budget elevato, che la storia meritava. Il film era tratto da un racconto di Francis Scott Fitzgerald, ambientato a Parigi dopo la Grande Guerra. La produzione trasferì la vicenda nel secondo dopoguerra. La canzone di Kern divenne un mantra, proposto e riproposto nelle epoche, come accade per certi grandi classici.

Anche The Way You Look Tonight e Smoke Gets in Your Eyes sono state inserite in molti film. Ma il momento del riconoscimento universale, del trionfo, avviene nel 1927, quando Kern compone uno spartito dove la musica contiene la potenza del melodramma e la qualità melodica delle canzoni, una chimica nella quale Kern è uno dei maestri assoluti. Trattasi di Show Boat, un’opera fra le più rappresentate a Broadway in tutte le epoche. La derivazione era dal bestseller di Edna Ferber, quella del Gigante. Quasi tutte le canzoni fanno parte della mitologia dello spettacolo, come You Are Love, Life Upon the Wicked Stage, soprattutto Ol’ Man River. Show Boat ebbe due versioni cinematografiche, una del 1936 diretta da James Whale, e una del 1951, un kolossal per la regia di George Sidney con Ava Gardner e Howard Keel. Per esaltare il titolo ritenuto apicale di Kern, Ol’Man River, la Metro in Nuvole passeggere affidò il canto al suo artista più rappresentativo: Frank Sinatra.

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