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Compositori nei film: Dimitri Tiomkin, le sinfonie e le canzoni dell’avventura

Dal ‘Gigante’ con James Dean a ‘Mezzogiorno di fuoco’ con Gary Cooper, il mito della frontiera risuona nelle note dell’ucraino che ha saputo musicare il Sogno Americano meglio degli americani

James Dean sul set del ‘Gigante’ di George Stevens (1956)

Foto: Sunset Boulevard/Corbis/Getty Images

Nel Gigante di George Stevens (1956), James Dean riceve in eredità un piccolo appezzamento nel cuore dell’immensa tenuta di Reata dei Benedict. Rock Hudson, il padrone, offre al ragazzo 1.200 dollari, una cifra certo superiore alla valutazione reale della proprietà. Dean ringrazia ma decide di tenersi il pezzo di terra, regalo della defunta sorella del proprietario. Dean ha visto bene: successivamente, scavando dove nessuno aveva mai scavato, troverà il petrolio. C’è una sequenza dove Dean misura coi passi la proprietà, di fatto un pezzo di deserto arido. James comincia a camminare e si innesca il tema musicale di Dimitri Tiomkin (1894-1979). È una sinfonia potente che evoca un destino che sarà duro, dovrà essere conquistato, con fatica e dolore, ma alla fine il progetto verrà attuato, il sogno realizzato. Il Sogno Americano. È un crescendo strepitoso, con una strumentazione possente e alta, trombe e percussioni, che aggrega la cultura triste e lontana (dall’America) di un compositore nato in Ucraina e trasferitosi in California. Davvero culture opposte, appunto. Ebbene, Stevens e Dean, ma soprattutto Tiomkin, ti spiegano il passo della storia. La fatica e il dolore, appunto, e le possibilità infinite di quello Stato, il Texas, e dell’America. Se avrai iniziativa e coraggio, il successo ti arriderà. Tiomkin era perfetto per l’epica della frontiera, anche in virtù della sua origine. Sapeva leggere l’America meglio di un americano. E infatti fu il grande compositore dei film western dell’età dell’oro, che non è quella dei film di Leone&Morricone.

Rispetto ai suoi omologhi compositori da film, Tiomkin possiede qualcosa in più, decisamente importante: le canzoni. Alcune fanno parte della memoria del cinema popolare, non occorre essere dei supercinefili. Valgono un capitolo. High Noon (Mezzogiorno di fuoco): la canzone nei titoli è cantata nella prima edizione da Tex Ritter, ripresa poi da Frankie Laine e ancora da Dean Martin. Milioni di copie vendute. Frankie Laine era la voce complementare di Dimitri Tiomkin. Col suo canto unico, potente, ha dato qualità e forza ai titoli di testa di classici dell’avventura e del West. Una sinfonia d’apertura, una suggestione che avvolge il film fino alla fine. L’antologia: Ballata selvaggia di Hugo Fregonese (1953), con Gary Cooper; Sfida all’O.K. Corral di John Sturges (1957), con Burt Lancaster e Kirk Douglas. Un momento di cinema e di musica indimenticabile lo offre Un dollaro d’onore di Howard Hawks (1959), dove Dean Martin e Ricky Nelson cantano My Rifle, My Pony and Me, mentre John Wayne, pessimo cantante, assiste compiaciuto. Nella Battaglia di Alamo (1960), diretto da John Wayne, Tiomkin elabora il famoso deguello, l’ossessiva melodia che significa “senza quartiere”, suonata dai messicani prima dell’attacco alla missione di Alamo dove nessuno degli eroi texani sopravvisse.

Western e avventura, ma c’è ben altro. Valgono gli Oscar. Sono quattro, a fronte di due nomination: per Il vecchio e il mareMezzogiorno di fuoco (canzone e colonna) e Prigionieri del cielo. Il gran maestro Frank Capra si è affidato a Tiomkin in alcuni dei suoi capolavori come Orizzonte perduto, Mr. Smith va a Washington e La vita è meravigliosa. Ma soprattutto lo volle quando il generale Marshall, capo di Stato maggiore, gli diede l’incarico di coordinare la propaganda bellica attraverso il cinema. Capra realizzò Why We Fight (Perché combattiamo), una serie di documentari per i giovani che combattevano in Europa e nel Pacifico e per le loro famiglie che vivevano la guerra a casa. I registri musicali c’erano tutti: la paura, l’attesa, il pericolo, l’azione, e la sicurezza che comunque giustizia e vittoria avrebbero trionfato. Il compositore americano acquisito ne fu più che all’altezza. Nel palazzo nobile del cinema e della sua musica, Dimitri Tiomkin occupa un attico.

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