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Compositori nei film: Alfred Newman, il recordman degli Oscar ‘musicali’

Con 9 statuette a fronte di 43 nomination, l’autore di colonne sonore che vanno dalla ‘Conquista del West’ a ‘L’amore è una cosa meravigliosa’ è un primatista assoluto. E il capostipite di una famiglia che si fa… sentire

William Holden e Jennifer Jones nel film ‘L’amore è una cosa meravigliosa’ di Henry King (1955)

Foto: Mondadori via Getty Images

Subito un dato non banale che apre un orizzonte. Alfred Newman (1900-1970) ha vinto nove Oscar, ed è il primatista fra i musicisti da cinema. Il numero è importante anche in senso assoluto, pone Newman al terzo posto dopo Walt Disney (26 premi) e il costumista Cedric Gibbons (11). Un altro dato: è nato a New Haven nel Connecticut, è un “puro” americano, non ha radici famigliari o culturali europee come quasi tutti i suoi colleghi musicisti del massimo livello. Ed è sempre presente in varie modalità. Sta avendo grande successo la serie di RaiMovie C’era una volta il western. Il tema musicale che accompagna la sigla è di Newman, composto per il film La conquista del West, per il quale ebbe una delle 43 nomination. Il tema varia secondo le immagini, che coinvolgono i grandi westerner, da John Wayne a James Stewart a Gary Cooper, Kevin Costner, Clint Esatwood. Epica e potenza. Così come è epica e potente la famosa sigla di Newman della 20th Century Fox, con quel marchio colossale e le luci dei riflettori che lo attraversano, ad annunciare un grande spettacolo. E quasi sempre lo spettacolo era, è, grande.

Accade spasso che l’Academy distribuisca Oscar immeritati o ignori musiche che invece meritavano. Non tutti i titoli di Newman vincitori di Oscar, e certo di alta qualità, sono nella memoria popolare del cinema. Alcuni lo sono, come Bernadette e Il re ed io. E poi Love Is a Many-Splendored Thing (L’amore è una cosa meravigliosa), che è la colonna che più identifica il musicista. Il film ottenne il premio anche per la migliore canzone, composta da Sammy Fain e Paul Ebster. Forse la canzone più popolare, magari mitologica, del Novecento. Fra i titoli senza Oscar, ma di grande qualità, sono da ricordare Eva contro Eva, La tunica, Quando la moglie è in vacanza, La più grande storia mai raccontata (nomination). E un film certo sottovalutato, Il falso traditore di George Seaton con William Holden, dove Newman si impegna in registri del tutto diversi. E una storia che vive fra Stoccolma e Berlino negli anni della guerra, una spy contro il nazismo, avventurosa, con momenti di umanità e amore in perfetto equilibrio.

Il percorso di Alfred Newman è quello tradizionale dei superdotati. Precocissimo pianista, già compositore in giovane età anche di musica classica, e successivamente direttore d’orchestra. E poi il cinema, che ne ha fatto quel mostro sacro riconosciuto. La sua casa era, appunto, la Fox, dove il compositore è stato per trent’anni capo del dipartimento musicale.
Un ultimo dato interessante. Nella famiglia Newman la musica era quasi un mantra. Toccava altri membri, fra i quali il fratello Lionel, meno riconosciuto di Alfred ma di ottimo talento, a sua volta compositore di colonne da film. Anche i fratelli Emil e David hanno scritto partiture per film. Così come il figlio Thomas, che ha firmato titoli come Il miglio verde e American Beauty. Infine, la terza generazione: il nipote Randy, il più dotato dei parenti, cantautore di grande successo, che ha trovato modo di aggiungere altri due Oscar alla famiglia nella categoria miglior canzone originale. Per If I Didn’t Have You, dal film Monsters & Co., e We Belong Together, da Toy Story 3 – La grande fuga.