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Non è un pianeta per alti. È ora di combattere per un mondo a misura di spilungone!

Napoleone, Churchill, Stalin e Mussolini misuravano tutti meno di un metro e 70. La segreta alleanza dei bassi è antica e ci fa vivere in un mondo pensato dai bassi, per i bassi. È ora di dire basta

Foto: Bert Hardy/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images

Non è un pianeta per alti. Gli spilungoni sono orribilmente discriminati. Viviamo da secoli in un regime di nanerottolato. È ora di dire basta: non un centimetro di meno! Se non due metri, quanto?

La stragrande maggioranza dei leader umani non raggiungono il metro e ottanta, la storia si fa rasoterra. Da qui, una civiltà miniaturizzata, a misura di brevilinei. Per la gente alta restano carriere ornamentali: modelli, corazzieri, arricciatori di nuvole. I campionati di basket e pallavolo come riserve indiane. Sugli aerei, la classe economica per i bassi corrisponde alla business per gli alti. Se sei alto e povero sei fottuto. Siamo allo stesso tempo vittime e aguzzini: piantare le ginocchia nella schiena del passeggero davanti, non poter fare altrimenti. I conseguenti sguardi di odio: il mondo è basso e ti detesta. Difficile immaginare la rabbia per il proprio corpo, il senso di asfissia e costrizione. Quelle gambe sempre di troppo, vorresti arrotolartele al collo come una sciarpa. I tavoli dei ristoranti, sempre così stretti: al posto delle braccia ti ritrovi a gestire tentacoli imbizzarriti.

Piani-cucina, lavandini, comò, panchine, docce: è tutto pensato dai bassi, per i bassi. Il mal di schiena a ricordarti che in questo pianeta non sei di casa. Sei fuori luogo, perché il luogo è corto. La notte dormire supini con i talloni sospesi nel vuoto. Chinarsi al massimo della resistenza delle cartilagini verso la lavastoviglie, il cestino, la lavatrice, i vasi da innaffiare. Dove vedi delle spalle incurvate, lì ci sono decenni di sofferenza: la posa ingobbita come stimmate. Il goffo tentativo anatomico di adattarsi a un mondo ostile e lontano. Abbiamo anche noi il diritto di passare inosservati: ovunque metti piede, sei il primo a venire notato. In metro, in coda al supermercato, ai concerti. Ecco lì lo spilungone. Svettare controvoglia, le tue espressioni in mondovisione. Vulnerabili, in equilibrio precario, la prospettiva panoramica è la nostra condanna visiva. I bassi, ben piantati sulle gambe sicure, possono puntare alla tua giugulare. La terra è così distante, là giù, forse non esiste, gli alti sono portati all’astrazione, a pensieri aerei, a lasciar correre le faccende del mondo. A farsi fregare dai tappi.

Napoleone misurava 1,69, Churchill 1,67. Stalin 1,65, Mussolini 1,69. La segreta alleanza dei bassi è antica e trasversale. A vent’anni dalla sua morte, siamo ancora qui a parlare dell’altezza di Craxi come di un’eccezione degna d’editoriale. Impossibile immaginare un presidente della Repubblica più alto dei corazzieri. Andrebbero imposte per legge delle quote-stanga. Consigli di amministrazione, governi, direttivi: almeno un terzo dei membri dovrebbe toccare il metro e novanta. Verrebbero pensati abitacoli più accoglienti, sedie più comode, passaggi più generosi, normative ad hoc. Bisognerebbe abolire con decreto gli spigoli: il 90% dei bernoccoli spuntano sulla testa degli alti. Chiediamo agevolazioni sul prezzo del Lasonil e degli altri gel antinfiammatori. Solo uno spilungone dovrebbe poter parlare di spilungoni. Siamo una minoranza? E sia, allora vogliamo i diritti delle altre minoranze. Giraffa, badalone, lungagnone, pertica: per pronunciare queste parole dovresti essere in possesso di un patentino, rilasciato dall’organo competente, che certifichi la tua altezza con un metro a nastro autenticato dal Ministero per la Salvaguardia dei Longitipo. Espressioni come “altezza mezza bellezza” e “nella botte piccola sta il vino buono” saranno multabili perché evidentemente discriminatorie. Sembrano innocue, ma tramite loro il nanerottolato continua a dominare le coscienze mondiali.

Smettiamola di combattere le battaglie degli altri. Siamo arcistufi di chi vuole un mondo più bello, migliore. Noi vogliamo un mondo più alto, superiore.

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