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Nel segno della continuità: dopo Mario Draghi alla Bce ci vuole Marie Kondo

Se Donald Trump è riuscito a diventare presidente degli Stati Uniti, allora perché non assegnare la presidenza della BCE alla guru giapponese di riordino più famosa del mondo?

Il compleanno di Jennifer Aniston (che nel 2019 spegnerà 50 candeline) e la celebrazione del ventennale dall’uscita di I Want It That Way dei Backstreet Boys (pubblicata nel 1999) rischiano di essere gli eventi più importati dell’anno appena iniziato. I festeggiamenti riguardanti la fidanzatina d’America e la boy-band rappresentano, di fatto, le poche certezze del 2019 che pare essere già più instabile dell’anno appena passato. Non c’è giorno che quanto dichiarato da un rappresentante del Governo alla mattina sia smentito da un collega prima del calar della sera. È di queste ore l’ennesima querelle tra il Primo Ministro Conte e il Ministro degli in Interni Salvini sulla gestione dei migranti.

Non c’è puntata di talk show che prima o poi non faccia sua la questione amletica della relazione tra M5S e Lega Nord. Ci si concentra, tendenzialmente, sul breve termine, per evitare di affrontare la vera e unica questione politica dell’anno: a ottobre, dopo 8 anni, terminerà il mandato di Mario Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea che si è preso cura dell’Italia con la stessa tenacia messa da Tata Lucia in ogni singola puntata di SOS Tata.

Sostituire Mario Draghi non è semplicissimo. In questi anni l’ex Governatore della Banca d’Italia è stato più silente di un monaco buddista che ha deciso di terminare la sua vita sulla cima dell’Himalaya. Non esistono, al momento, account social ufficiali riconducibili a Draghi che ha evitato, in tutti i modi, di condividere le sue opinioni con i mass media. La scorsa primavera ha rimproverato in pubblico la moglie, che fuori da un seggio elettorale stava per rilasciare dichiarazioni su quanto votato poco prima.

Mario Draghi viaggia regolarmente in Economy, si sposta con un’utilitaria, dimostra che esiste un low-profile alternativo a quello propagandistico di certi politici che usano mezzi ordinari se e solo se possono sfruttarli per far comunicazione. Il mandato dell’attuale Presidente della Camera Roberto Fico, vale la pena ricordarlo, è partito con l’autobus – come evidenziato dall’Huffington Post – usato poco in precedenza.

Al posto di Mario Draghi, secondo il Financial Times, dovrebbe arrivare Erkki Liikanen, ex Governatore della Banca Finlandese. La scelta potrebbe segnare uno strappo tra la brava e bella Europa del Nord e quella più scapestrata del Sud. Per questo motivo è partito un toto nomi paragonabile solo a quello previsto per il Festival di Sanremo. Tra i profili accreditati manca, ad oggi, l’unico nome che potrebbe far dormire sogni tranquilli a tutti. Il posto di Mario Draghi dovrebbe essere assegnato a Marie Kondo, l’esperta giapponese di riordino più famosa del mondo che dopo aver raggiunto un successo planetario con il libro Il magico potere del riordino, tradotto in 30 lingue (in Italia è stato pubblicato da Vallardi) ha debuttato su Netflix con la serie Facciamo ordine.

Marie Kondo potrebbe essere perfetta per la presidenza della BCE perché sa trovare vie d’uscita e soluzioni laddove sembrano non essercene. In uno degli episodi della sua serie si misura con delle stanze inutilizzate da anni per colpa degli addobbi natalizi. Marie Kondo è l’antitesi della regressione/recessione. Chi lavora con lei cresce. In Facciamo Ordine fa proprio il desiderio di una giovane coppia gay che vuole dimostrare alla famiglia di uno dei due di aver avviato una convivenza amorosa vera e propria e che non assomiglia, come spesso capita, a quella tra due studenti universitari che ciclicamente fanno sesso. Marie Kondo è l’unica che vede la luce in fondo al tunnel. In uno degli episodi più toccanti della serie aiuterà una donna a superare il suo super lutto.

Se Donald Trump, presidente degli Stati Uniti nonché presentatore di The Apprentice (un talent che offriva una poltrona a un aspirante manager) è riuscito, dati alla mano, ad aumentare i posti di lavoro, allora Marie Kondo può arrivare dove altri hanno fallito e far tornare – finalmente – i conti di tutta Europa, Italia inclusa.

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