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Mettete l’EDM nei vostri cannoni

Dialogo sulla riapertura delle discoteche, la nostalgia per l’era degli hipster e degli Animal Collective, i delusi di Sanremo a San Marino per avere una seconda possibilità: la nuova puntata della rubrica di Robertini & Piccinini

Foto: Anthony Devlin/Getty Images

G.R.: Sei pronto? Cena leggera e caffè doppio ché riaprono le discoteche. Ho dato un’occhiata al sito che calendarizza tutti gli eventi di clubbing, da Trieste in giù: non c’è neanche un dj che conosca, e dire che prima ero preparatissimo, sapevo a memoria le formazioni del Plastic e del Love. Da dove arrivano, dove si sono allenati i dj in questi due anni di chiusure? Mentre seguivo su YouTube i tutorial di yoga o come fare la focaccia in casa, c’era qualcuno che smanettava su Ableton preparandosi all’esordio?

A.P.: Eccerto, come ti sbagli? Noi qua a rileggere Foucault con Alice Coltrane in sottofondo, e quelli là non si sono mai fermati. Tutti a osannare Blanco adesso, il nuovo Eros Ramazzotti e anche un po’ Billy Idol, il coccobello delle case discografiche – diolistrafulmini pensavamo di essercene liberati per sempre e invece. Ma risenti Quarantine Paranoid su SoundCloud: “Ho sboccato ed è tornata su la cena di ieri sera / il culo brucia come fuoco / è rosso sangue ho bruciato le mutande”. Una roba tipo dlztk, digicore music. E che Brianza alcolica, che brescianità ultras. Che spreco. Il dialogo con la mamma, dopo: “Ma sei normale? Non lo so. A me non sembra tanto eh?”. Purissimo collegamento di Chi l’ha visto (e con questo rendo omaggio anche all’umanità degli artigli di Donatella Raffai). L’altro giorno non so dove mandavano in onda le immagini della telecamera di sorveglianza che aveva ripreso la fuga del figlio scapestrato. Ne siamo usciti peggiori. Non ne avevo dubbi.

G.R.: Il mio amico raver impenitente mi racconta che nel lockdown si è visto di tutto: party illegali negli scantinati, droplet techno, capannoni di provincia in festa. Comunque sono andato a cercarli su MixCloud questi nuovi dj: molta house anni ’90, ma più cupa, acida, sarà lo spirito del tempo… Ah, sempre lui, l’amico che gira sempre in tuta Australian, mi ha detto anche che negli ultimi mesi, appena poteva, partiva per la Russia, la Lituania, l’Ucraina, lì la scena clubbing non si è mai fermata. Neanche ora che ci sono i carri armati al confine. Anzi, pare sia tornato virale un vecchio video amatoriale ucraino del 1997, con un bambino che balla in discoteca. Ci sono pure le gif, delle specie di santini della pace della comunità discotecara, tipo “mettete l’EDM nei vostri cannoni”.

A.P.: A proposito di viaggi, adesso mi interessa molto la cosa di San Marino. Hai letto che Tananai e Achille Lauro vorrebbero essere scelti come rappresentanti di San Marino per andare all’Eurofestival? Bene. A me l’idea che a San Marino, cioè dietro l’angolo e non a Santo Domingo per dire, si può avere la seconda chance della vita mi sembra geniale. Andrei oltre, e immaginerei la rocca come una luna ariostesca, una trama da video fantasy: il luogo dove – chiuse in un segreto magazzino – stanno tutte le nostre scelte sbagliate, le sliding doors, gli amori, gli occhiali da sole perduti, gli scudetti rubati. Cose così. A San Marino. E adesso ripetiamo insieme: “Lì non troverete mai / squadre con i campioni / stadi top, le pressioni / Siete gente senza palle”. Sai chi è? Mourinho, San Mourinho nello spogliatoio dopo Inter-Roma, che dice ai suoi di starsene comodi in serie C se non hanno le palle eccetera. Dimmi adesso chi preferisci: San Mourinho o San Marino? Serie A o serie C? Maschilismo tossico o fluidità pappamolla con l’accento sulla schwà? Io non ho dubbi.

G.R.: Vabbè ho capito, sto a casa anche stasera. Cucino una zuppa, apro un biodinamico e metto su l’ultimo degli Animal Collective, Time Skiffs. Madonna che nostalgia, sembra passato un secolo da Merriweather Post Pavillion ed era solo il 2009: gli hipster, Brooklyn, i barber shop, le piante in casa, l’hype di Pitchfork – poi se l’è preso Condé Nast – le bici a scatto fisso, l’avevo pure comprata, rubata dopo due settimane. Sembra preistoria, no? Ora quell’universo culturale, raffinato e slabbrato, è quasi cringe, cannibalizzato dalle collezioni dei brand di abbigliamento di Pitti Uomo, dalla pubblicità dei gel per ammorbidire la barba di De Rossi, dal trash di Rete 4 con Bargiggia e Borgonovo. La scatola nera dell’hipsterismo è Class, il romanzo di Francesco Pacifico, e gli Animal Collective stanno sparsi tra il North Carolina e il Portogallo, fanno meditazione, forse un po’ di microdosing tanto à la page tra i neo psichedelici: sono invecchiati come tutti noi, anzi meglio.

A.P.: Ti scrivo – come sai bene – dalla nostra Brooklyn: Tropico del Pigneto, l’isola sottostante le vecchie arrugginite tangenziali sopraelevate, tipo Ballard ma si mangia molto meglio. Qui Animal Collective ce lo siamo divorato. E contiamo di fare lo stesso con il ritorno di Calcutta tra una decina d’anni. Intanto ci consoliamo con il video di Francesco Lettieri, cittadino onorario di Roma Est, per il buon Giovanni Truppi.

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