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L’ottima influenza di Chiara Ferragni l’influencer

Per scoprire il lato più bello della Ferragni non serviva un documentario, ma l'isolamento da coronavirus: è in questi giorni che abbiamo scoperto il suo lato semplice, solidale, diverso da chi per non sparire inonda i social di cattiveria

Chiara Ferragni non se la tira. Lei si emoziona e non se ne vergogna. Saltella, squittisce, si entusiasma come una giovane donna qualsiasi e lo fa per cose qualsiasi.
 Chiara Ferragni è buona, o almeno questa è l’impressione che ci trasmette in questi giorni angoscianti nei quali tutta l’immondizia dei social ci investe con la sua violenza e la sua frustrazione, esponenzialmente accentuata dalla clausura coatta che ci rende gli animali che siamo, ma nell’accezione peggiore del termine. Ora più che mai, siamo schiavi dei nostri istinti peggiori, giudici impietosi quando si tratta degli altri, arbitri severi di ciò che ci accade intorno, talvolta – ormai – persino delatori. Perché quello è andato a correre, ma noi no, #noistiamoacasa.

Ma comunque. Torniamo a Chiara Ferragni. Un raggio di sole in questo panorama d’ombra. L’influencer che influenza bene. Non tanto e non solo perché ha indetto una raccolta fondi per dare soldi ai reparti di terapia intensiva, dimostrando – insieme al marito Fedez – tutta la forza della sua influenza, appunto. Non tanto e non solo perché oltre a nutrire l’hashtag, poi a casa ci sta veramente. Ma perché si rivela un bell’essere umano. Posta continuamente foto e video del suo bambino come una qualsiasi mamma orgogliosa, si emoziona alla finestra quando sente l’inno nazionale e non gliene frega niente se questo possa essere giudicato inelegante, grossolano, provinciale. Lei dalla provincia ci arriva e lei della provincia non si è mai vergognata (a ben vedere, una così di provinciale ha molto poco in effetti).

Resta a casa e fa la mamma Chiara Ferragni. Manda patriottici messaggi di solidarietà che paiono sentiti, si affaccia alla finestra tutte le sere alle 18 a cantare Fratelli d’Italia l’Italia s’è desta (“my favourite time of the day”, ha scritto su Instagram), si preoccupa, si occupa. Le interessa apparire, ma l’impressione è che ormai il suo sia diventato – oltre che un dovere – un modo per tenere compagnia durante questa quarantena surreale della quale non conosciamo la data di scadenza.

Il vero unposted, forse, è quello che Chiara sta mostrando in questi giorni così fastidiosi. Sono le tute che, per quanto decorose, anche lei indossa dentro casa. I giochi infantili che fa col marito, coinvolgendo il bambino Leone. La verità è che i Ferragnez fanno simpatia nel complesso perché sono una coppia normale. E non importa se sono ricchi (posto il fatto che i soldi non li hanno rubati, ma hanno saputo farli, alla faccia dei troppi invidiosi detrattori che si ostinano a prendersi gioco del loro modo di farli, dall’alto di una loro supposta superiorità culturale e dal basso delle loro pezze nel culo), non importa se vestono griffati. Sono, comunque, un lampo di spontaneità in questa rincorsa social alla cattiveria, regalano spesso un sorriso con le loro gag normali, sorridono a loro volta, si divertono, cantano, e se ne fregano delle polemiche e delle cattiverie che gli ronzano sopra la testa.

Dunque, non c’era bisogno di un documentario celebrativo forse. Bastava arrivasse il coronavirus per svelarci il lato più bello di Chiara Ferragni. La bionda ragazza qualunque che, in un mondo di minuscoli preoccupati di non sparire a costo di vendere le propria dignità per una manciata di like, continua ad apparire regalandoci ogni giorno un – seppur piccolo – sorriso. Anche grazie alla sua provinciale normalità.

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