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Lalla Salma, storia di una principessa scomparsa

Bellissima e laureata, la consorte di re Mohammed VI del Marocco, nel 2017 sparisce dalla scena. Colpa, si dice, del conflitto con le cognate, che non hanno mai accettato una ragazza del popolo a corte

La principessa Salma, 42 anni (a destra), con le tre sorelle del marito Meryem, Hasma e Asna. Si parla di una faida tra cognate che ha poi portato all'allontamento di Salma dalla scena pubblica e al suo divorzio dal sovrano.

Foto: Pascal Le Segretain/Getty Images

Può la moglie di un re sparire nel nulla? In Marocco, sì. La faida reale di questa settimana è stata preparata in una tajne ricolma di invidia, leggermente speziata di curcuma e zafferano, e servita a Lalla Salma, la consorte – anzi, ex – di Mohammed VI, il sovrano che regna su Rabat e Marrakech, uno degli uomini più ricchi d’Africa

Chioma rossa ordinatamente ondulata, pelle eburnea, sorriso disteso, classe da vendere: questa è una mera descrizione. Ma Salma – Lalla in marocchino corrisponde al titolo di nobildonna – il 21 marzo 2002, giorno del suo matrimonio con il sovrano, fu percepita dal popolo come una visione, un sogno divenuto realtà. Perché per la prima volta nella storia della dinastia alawita – che dal 1631 regna sul Paese – la consorte di un monarca veniva volontariamente offerta alla vista dei sudditi. La rivoluzione fu decisa da Mohammed, salito al trono nel luglio 1999, anche perché uno strappo alla regola aveva già riguardato sua madre Latifa, moglie di Hassan II, che era stata fotografata da un giornale francese. Morale: si sfiorò l’incidente diplomatico tra Parigi e Rabat e l’immagine non fu mai mostrata in patria. Tuttavia il precedente aveva inficiato una regola, sancendone la fine.

La curiosità dei sudditi era alimentata anche da un altro primato raggiunto da Salma: è stata la prima consorte di un sovrano marocchino a diventare – se non regina – almeno altezza reale. E così il suo rango è diventato presto sinonimo di rivoluzione anche femminile, quasi un miraggio in un regno conservatore come quello marocchino.

Questa rivoluzione iniziò con un colpo di fulmine, due anni prima. Nel 2000 re Mohammed aveva ricevuto una delegazione di stagisti dell’Ona, il più importante gruppo imprenditoriale del Paese di cui la famiglia reale deteneva – la compagnia si è scolta nel 2010 – importanti partecipazioni. Al consesso partecipò anche la signorina Salma Bennani, 22 anni, fresca laureata in infomatica alla più prestigiosa facoltà di ingegneria del Paese. La ragazza non proveniva da una famiglia di rango. Rimasta orfana a soli tre anni della mamma divorata da un cancro, si spostò da Fez assieme al padre, professore universitario, e alla sorella in un quartiere popolare della capitale.

Salma non sapeva che nel giro di qualche anno quell’incontro fatale l’avrebbe traghettata in una della dinastie reali più ricche del mondo, mantenuta dal popolo con l’esorbitante cifra di oltre 250 milioni di euro l’anno, 1,5 dei quali spesi solo per nutrire gli animali domestici e i cavalli. Il sovrano possiede dodici palazzi in giro per il mondo, tra cui un castello in Francia, e una collezione di auto i cui esemplari gli vengono recapitati in giornata nella città dove si trova, che spesso è Londra. Le nozze non smentirono la grandezza della casata: vennero celebrate in due tranche, tra Rabat e Marrakech, con tradizionale scambio di datteri e ciliegie tra gli sposi. Il matrimonio filò parecchio tranquillo per diversi anni, benedetto anche dall’arrivo di due eredi. Il maschietto, fondamentale per la sopravvivenza della dinastia, Moulay Hassan, è nato nel 2003 – conferendo a Salma anche il titolo di Oum sidi, “madre del principe” – mentre la femminuccia, Khadija, che ha gli stessi capelli setosi della mamma, è arrivata quattro anni più tardi. La residenza prescelta non fu il palazzo reale di Rabat, ma un complesso fuori dalla capitale, dove i bambini potevano crescere nella discrezione, protetti da guardie armate sì, ma che si palesavano solo in abiti civili. La famiglia del re si è distinta per abitudini occidentali: vacanze in Grecia, dove la principessa pratica surf, e capatine in Europa, soprattutto in Inghilterra e Francia, e a New York. Ma parallelamente Salma ha anche fatto sentire la sua voce nelle sedi internazionali, come l’Onu, sia per valorizzare il ruolo della donna («siamo noi il futuro dell’Africa», disse nel 2011) sia per sensibilizzare l’opinione pubblica su assistenza e cure per i malati di cancro.

Non tutti, però, apprezzarono la nuova arrivata, istruita e bellissima. Le tre sorelle del re, Lalla Meryem, Lalla Asma e Lalla Hasna, invero, non l’hanno mai sopportata. Il pettegolezzo strisciante che riguarda i rapporti burrascosi tra cognate è stato oggetto di molte cronache di giornali europei che hanno provocato spesso dure reazione di Rabat. In soldoni, le tre nobili figlie e sorelle di sovrani si sono ritrovate, inaspettatamente, poste in secondo piano rispetto a una ragazza del popolo, scandalosamente ascesa al rango reale. Si tratterebbe dunque, di mera gelosia femminile. Non senza pesanti conseguenze. Le liti che negli anni venivano riassunte da dignitari impauriti ai media nordafricani sono state parecchio dure tanto da culminare, ha scritto Maghreb Online, in una sparatoria a palazzo: esasperata dalle accuse di una delle cognate, Hasna, la moglie del re avrebbe addirittura estratto una pistola, siamo a fine 2017, dalla quale per errore sarebbe esploso un colpo che si sarebbe conficcato nel piede di re Mohammed. Il quale, precisa il sito, è in effetti stato ricoverato alla clinica Ambroise Paré, in Francia, ai primi di gennaio 2018. Ufficialmente per problemi cardiaci ma forse anche per dedicarsi alla riabilitazione, lontano da occhi indiscreti. Fatto sta che proprio in quell’anno, in quel fatidico 2017, Salma sparisce dai radar. Da allora nessuna apparizione pubblica a fianco del marito o in contesti istituzionali. Ci si aspettava per esempio di vederla accogliere Harry e Meghan, che a febbraio 2019 hanno visitato il suo Paese, ma nulla.

Il primo a parlare di divorzio dei sovrani marocchini è Hola, che dà conto anche di un villone sull’isola greca di Kea acquistato per 3,8 milioni dalla principessa come buen retiro dopo l’addio alla famiglia reale. Rabat non ha mai replicato, ma la stampa marocchina ha rassicurato l’opinione pubblica che, anche se la principessa non dovesse più presenziare sulla scena, “resterà ugualmente molto presente nella vita dei suoi figli”. Nel corso dell’ultimo anno è stata avvistata in un ristorante di Marrakech con la femmina, ma senza scorta. Tempo dopo, a passeggio nell’amata New York, con entrambi i ragazzi. L’8 maggio 2020 il figlio Moulay ha compiuto 17 anni. E alle celebrazioni ufficiali la madre era assente, forse anche perché, sostiene Le Figaro, ora è scoppiata una vera e propria guerra con l’ex marito per l’affido dei figli. Chissà che futuro attende Salma, oramai ex Lalla, quando gli scontri familiari saranno terminati. Se si dedicherà alla questione femminile in Africa. O preferirà eclissarsi sotto il sole dell’Egeo.