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La tua vita fa schifo? Colpa dei parrucchieri

Se sei parrucchiere, sei nemico. Sono loro che, abituati all’uso di forbici e rasoi, ci hanno convinti che sia bene dividere idee e concetti. L’hanno fatto per indebolirci. In verità, c’è un solo taglio da fare: i Buoni da una parte, zac!, e i Cattivi dall’altra.

Foto: IPA

Non esiste un barbiere buono. Sono tutti perfidi, geneticamente inadatti alla democrazia liberale e ai segni della croce. Potreste essere più belli di così, ma loro vi fanno brutti apposta. Sveglia! Autostima, amico. È tutto lì il trucchetto cretino con cui il sistema ci tiene in pugno. Lo sostengono svariati esperti – che invece si stimano moltissimo e che tanto tu non conosci e quindi non avrebbe senso elencare. I parrucchieri ve la abbassano subdolamente, l’autostima, intanto che fingono di lavorare per aumentarla, destreggiandosi alle vostre spalle, sorridenti nello specchio, con quelle forbicione dentute.

Le piace così scalato, signore? E chi gli risponde di no. Tagliamo un altro centimetro, signore? Poveretti, hanno lavorato sodo. E poi agitano un rasoio a portata di giugulare. Sì, fantastico, gli sorridi allora di ritorno, in quello specchio gigante, imbavagliato di bianco come un angioletto alla recita delle medie. Una volta a casa ti controlli meglio nello specchio piccolo, il tuo specchio piccolo che però non mente come il loro che chissà di quale vetro speciale è fatto, ti controlli di qua e di là, e non ti piaci mica tanto. Quindi via di spazzole e di filtrini di Instagram, di selfie provati e riprovati, di foto sofferte, catartiche, nella speranza di dissetarsi con l’approvazione altrui, sorbendo da una cannuccia succhi di cuoricini. Sono loro, parrucchieri e barbieri, che mandano avanti tutta la baracca narcisistica dei social.

Qualcuno non va dal parrucchiere o dal barbiere? Perfino i barboni hanno diritto a un taglio in molti ricoveri, perfino loro sono fregati. I parrucchieri ci tengono per le palle. Ehi, è il momento di guardarsi negli occhi: va bene rispettare le opinioni di tutti, ma c’è un limite oltre cui non possiamo lasciare che i nemici del Bene si spingano: fatevi tagliare i capelli dalla mamma. O da un cugino, meglio se di primo grado. Insomma, da qualcuno di cui vi fidate ciecamente.

Non hanno scrupoli, sono scaltri, sono tanti, sono ovunque. Caschi per la permanente ciuccia-pensiero. Dai, non dirmi che non ci avevi mai pensato. Signore che se ne escono da lì con i boccoli sulla testa e con i propri ricordi accumulati in un qualche terminale eurasiatico. Vuote, inebetite, mettono su l’acqua per la pasta. Forse ci avevi pensato, a questo fatto dei caschi ciuccia-idee, ma poi i parrucchieri ti hanno risucchiato anche questo pensiero e adesso non te lo ricordi più, te l’hanno ciucciato alla grande con uno di quei caschi venusiani, oppure con un semplice shampoo. Non è normale rilassarsi così tanto, godere così tanto, anche se tu sei un uomo e a massaggiarti la nuca e le tempie è un altro uomo, sdentato. Dico con lo shampoo. Quelli ti mungono fuori l’anima, amico, mentre tu te ne stai lì con il collo infilato dentro quel lavandino a cappio, così dallo shampoo te ne esci sempre più debosciato e arreso rispetto a quando sei entrato. Ma sì, la mia vita va a puttane – ti dici una volta fuori, con la testa fredda, piena di nuove prese d’aria – ma dopo tutto questa società mi consente di godere di piccoli piaceri squisiti, come un bello shampoo dal parrucchiere. E poi chi è che può essere ancora competitivo, sul lavoro, chi è che può farsi valere, guadagnare, comprarsi una casa, una barca, una banca, dopo che gli hanno trattato la testa come un impasto per la pizza? Torna ogni cosa, ragazzi, non vedete?

Rasoi elettrici per basette e coppino che in realtà ci condizionano con impulsi elettromagnetici. Dovremmo farci tosare con due giri di carta stagnola attorno al collo. E beccatevi indietro i vostri impulsi, bastardi!

Visto quanti cinesi tra i parrucchieri? Quei comunisti ci sanno fare, con la manipolazione. Probabilmente sono i capi di tutta la questione. Paghi poco, certo, perché il prodotto sei tu. Cazzo di barbitonsori cinesi turbocapitalisti. Stanno costruendo un cyber con la tua anima in un bunker di Pechino. Tale e quale a te, ma con i capelli neri a spaghetto, per sfregio, queste cazzo di spie-parrucchiere cinesi.

Le riviste femminili che buttano sopra alle poltrone d’attesa, apparentemente per caso, sono selezionate apposta per pilotare le nostre opinioni. Uh, guarda qui, avevo proprio bisogno di una pochette porta batteria di ricambio per il mio iPhone. Uh, guarda lì, un copri-volante in carta di riso riciclabile, che scelta coscienziosa. Siete consumatori fottuti con i ciuffi nuovi.

E poi la noia, l’imbarazzo. Ti annoi così tanto, fermo su quella sedia con i braccioli, mentre non puoi guardare da nessuna parte se non diritto – tranne quando ti fa la coppa e ti spinge giù la testa per metterti in una posizione di chiara sudditanza psicologica – che alla fine gli racconti tutto, al barbiere. Forse appena entrato non volevi neanche, ma poi te ne stai lì e senti solo il cic ciac delle forbici e tutt’attorno silenzio ed è così imbarazzante e terribile quel silenzio umano che la musichetta lontana – calcolatamente lontana – della radio non può riempirlo e alla fine gli parli del tuo capo-della tua ragazza-del tuo cane-della tua casa-della tua dermatite seborroica. E il parrucchiere? Annuisce, ah, ma pensa te?, uh, davvero?, bene bene, dice. Ti aspettava proprio lì. Sapeva che non avresti retto, te lo leggeva in faccia. Non è un caso che i parrucchieri siano famosi per i pettegolezzi. Loro lo sanno, che non reggete dopo qualche minuto di silenzio occhi negli occhi con un estraneo. E così si sono trasformati in una rete globale di spie che tengono in pugno la tua vita e ti derubano di qualsiasi ipotesi di felicità.

No, non fatevi ingannare: non se ne salva uno. Se sei parrucchiere, sei nemico. Sono i parrucchieri che, abituati all’uso di forbici e rasoi, ci hanno convinti che sia bene dividere idee e concetti, differenziare, e dividere ancora, e ancora. L’hanno fatto per indebolirci. In verità, c’è un solo taglio da fare: i Buoni da una parte, zac!, e i Cattivi dall’altra. Ora devi solo scegliere da che parte stare.

P.S. Ehi, tu con la faccia sveglia, nota bene: non ce l’abbiamo con i parrucchieri, questo è un paradosso o, se preferisci, una metonimia (vedi Wikipedia).

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