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Il video di scuse di Dolce & Gabbana è la cosa più surreale del giorno

Dopo il disastro mediatico e il boicottaggio di massa dei cinesi, i due stilisti hanno recitato un testo di scuse con la convinzione di un condannato a morte jihadista. Un capolavoro d'avanspettacolo.

Dal covo damascato di una non meglio precisata organizzazione della mafia cinese i prigionieri Domenico Dolce e Stefano Gabbana, quest’ultimo visibilmente gonfio e provato dalle ultime giornate di cattività mediatica, hanno finalmente parlato. Con uno dei messaggi più bizantini dai tempi del messaggio di Arecibo, i due stilisti hanno recitato un testo di scuse al popolo cinese con la convinzione del condannato a morte jihadista a cui si chiede la conversione all’Islam prima della sciabolata sulla giugulare. Oltre alle espressioni vagamente allucinate e allo scarso mordente dei soggetti, c’è da dire che anche il testo non li ha aiutati.

Un vero capolavoro d’avanspettacolo, con quel passaggio indimenticabile in cui si chiede scusa ai cinesi nientemeno “perché ce ne sono molti”. E l’amore che professano verso la cultura cinese “da cui abbiamo molto da imparare”? Roba che si sarebbe rifiutato di pronunciare anche Giuda Iscariota in persona, considerandola una boutade troppo grossa da far passare. E invece nulla, via libera a questa umiliazione maxima in diretta mondiale, tutto per colpa di un signore che voleva solo fare due battute da bar sull’inferiorità di 1,4 miliardi di persone, che però gli hanno appena ricordato che se non chiudi quella bocca e non stai alla larga da Instagram poi finisci a recitare il testo che scrivono loro. Sperando che basti. Minkia (che non è il saluto finale in mandarino ma quello che tutti abbiamo pensato alla fine del video dei due)

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