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I figli di Alberto di Monaco che non saranno principi, ma miliardari

Una, Jazmin Grace, ha vissuto nell'ombra. L'altro, Alexandre, è schivo e non rilascia interviste. Ecco la vera storia dei due figli segreti di Alberto di Monaco

Jazmin Grace Grimaldi, 27 anni, con il padre, il principe Alberto di Monaco, 61. La ragazza, attrice e it girl, è figlia di una ex cameriera Californiana, Tamara Rotolo, con cui Alberto ebbe una breve relazione estiva nel 1991

Una ci ha preso gusto. Dopo i primi anni di vita nell’ombra, ora Jazmin Grace manifesta fieramente, urbi et orbi, le proprie parentele. Con i sovrani di Monaco, certo, ma soprattutto con una stella del cinema poi diventata la principessa per antonomasia, Grace Kelly. Come la nonna paterna, infatti, questa ragazza di 27 anni recita (s’è aggiudicata una parte nella serie Tv di Amazon The Marvelous Mrs. Maisel) e canta. Anche in coppia con il fidanzato, Ian, modello e nipote d’arte pure lui: suo nonno, il rocker John Mellencamp, ha venduto oltre 40 milioni di dischi e vinto un Grammy.

L’altro, Alexandre, che le paparazzate rigorosamente pixelate – ha 16 anni – ci consegnano come una giovane pertica dalla pelle ambrata, è ancora schivo, non rilascia interviste, ma certamente farà scrivere e parlare negli anni a venire.

Questi due ragazzi, nati da madri diverse, di cognome fanno Grimaldi. E sono i figli che il principe Alberto di Monaco ha messo al mondo prima di conoscere la consorte Charlene. Raccontare la loro esistenza, in questa seconda puntata che Rolling Stone dedica ai figli segreti coronati, significa immergersi nella vita di colui che la vulgata ha sempre tratteggiato come il playboy più ambito della Costa Azzurra. Ogni estate un flirt, un amore. E, qualche volta, un erede.

Dalle attrici Tasha de Vasconcelos, Sharon Stone e Brooke Shields, alle top model Elle MacPherson, Claudia Schiffer e Naomi Campbell, fino alla reginetta vesuviana delle prezzemoline anni 80, Patrizia Pellegrino: sono decine le donne, famosissime, note o solo molto belle, che vantano nel proprio carnet una frequentazione a favor di paparazzo con il fu bell’Alberto. Ma due relazioni hanno lasciato il segno nella vita del principe di Monaco.

Alexandre Grimaldi – Coste, 16 anni, è il frutto di una lunga relazione segreta tra l’assistente di volo Nicole Coste, originaria del Togo, e il principe Alberto

La prima va classificata come un’avventuretta fatta e finita. Estate 1991: Tamara Rotolo è una cameriera californiana che mette mano ai risparmi per concedersi una vacanza nel sud della Francia. Un torneo di tennis fa da galeotto. Alberto nota sugli spalti questa morettona mozzafiato, tanto mozzafiato da finire anche sulle pagine di Playboy. La fa intercettare e scatta l’invito a cena a bordo di uno yacht. Lì la coppia si intratterrà per ben tre settimane, prima che la signora venga accompagnata all’aeroporto di Nizza per tornarsene dall’altra parte dell’oceano. Relazione conclusa nel soddisfatto consenso di entrambi. Ma quando Tamara arriva in America si accorge di non essere più sola. Qualche settimana di nausee e il responso è netto: aspetta un bambino. Alberto ne viene informato. Inizialmente non sprizza gioia, ma nemmeno astio. Tuttavia dalla Rocca di Monaco arriva un niet irreversibile. Sul trono c’è ancora Ranieri, il vecchio e malinconico Ranieri, fiaccato dalla perdita dell’amata Grace e dalle intemperanze delle figlie, ultimamente di Stéphanie. Ci mancava che pure Alberto, il perfettino di famiglia, cominciasse a fare le bizze. La decisione è presa: nessun riconoscimento del bimbo, nessun matrimonio riparatore con la cameriera. Il giovane principe sparisce. Tamara non ha scelta. Data alla luce Jazmin, aspetta che lui si rechi negli Usa e gli si para davanti mostrandogli la figlia. Inizia così una delicata serie di concessioni reciproche: in sostanza, silenzio in cambio di mantenimento. Tamara rispetta i patti: non rivela la paternità al mondo e grazie ai denari monegaschi la bimba studierà nelle migliori scuole cattoliche della West Coast. Ma Jazmin vuol sapere. E almeno con lei, la madre non può inventare favole. «Mi disse che Alberto era mio padre e cominciò a farmi vedere i film di nonna Grace. Alta società, per il quale vinse l’Oscar, resta il mio preferito. Ho la pelle d’oca ogni volta che lo riguardo», confesserà poi la ragazza, civettuola. A 11 anni madre e figlia si imbarcano per un volo di 13 ore destinazione Nizza per l’incontro tra Jazmin e Alberto. Incontro cordiale, amorevole e discreto. Il primo di una lunga serie che comincia a scandire con regolarità, al riparo da occhi e obiettivi indiscreti, i rapporti padre e figlia. Fino al 2005, anno del putiferio.

Il 6 luglio una copertina di Paris Match invade le edicole. “Alexandre, l’enfant secret” è lo strillo. Alberto, appena salito sul trono di Monaco dopo la morte del padre, si è deciso a riconoscere un altro figlio, questo avuto da Nicole Coste, un’assistente di volo residente a Parigi ma originaria del Togo. Vengono a galla i dettagli di un amore di quelli che lasciano il segno, benché sconosciuto al pubblico. Nicole e Alberto si erano conosciuti a bordo di un aereo: lui passeggero, lei hostess. Da romanzo. «Gli dissi che non avremmo fatto l’amore fino a quando non ci fossimo conosciuti meglio. Non ero a caccia di una dote». La relazione dura sette lunghi anni e si interrompe nel 2000, quando Nicole viene infine presentata a Ranieri che, neanche a dirlo, non dà la sua approvazione. Ma i contatti tra i due amanti proseguono e nel 2002 lei gli comunica di essere incinta. Nicole partorisce nell’ospedale parigino di Saint Vincent de Paul. Alberto, stavolta, non si sottrae. Sistema madre e figlio in una bella villa a Villefranches-sur-Mer e provvede a tutto. «È sempre stato presente, ha anche cambiato i pannolini al bambino», dirà Nicole. Ma la rivelazione è dirompente: il principe playboy, zitto zitto, aveva messo su una famiglia di fatto. E a questo punto basta poco ai reporter per scoprire che Alexandre non è l’unico frutto dei lombi principeschi. Jazmin Grace ha 14 anni, sta per entrare al liceo. E i giornali di tutto il mondo pubblicano il suo nome e la dicitura: l’altra figlia. Il suo segreto è sulla bocca di tutti. La notorietà invade anche la sua vita, ma tutto sommato è una liberazione: niente più menzogne. Certo, sul fronte della successione le questioni vanno chiarite: questi due ragazzini spuntati dal nulla che ruolo avranno? Ci pensa Thierry Lacoste, l’avvocato del principe, a dissipare ogni dubbio: la Costituzione monegasca prevede che gli eredi al trono siano “discendenti diretti e legittimi” e cioè frutto di un’unione civile e cattolica. Quindi nessuno dei due diventerà mai principe regnante. Ma avranno diritto a una fetta del patrimonio paterno, stimata in oltre 2 miliardi di euro.

Con la rassicurazione di far parte dell’asse ereditario, la vita torna a scorrere lieta per i nostri due figli ormai non più segreti. Ma, come in tutte le saghe familiari, l’arrivo di una matrigna complica un tantino le cose. Alberto porta all’altare non la ex cameriera californiana, non la ex hostess africana, ma l’ex nuotatrice cresciuta in Zimbawe ma teutonica nell’aspetto e nei modi, freddini. È un matrimonio tacciato di essere poco sentito ma molto utile per esigenze dinastiche e iconografiche: Charlene viene spesso paragonata alla mitologica Grace Kelly. È l’atleta in pensione a dare finalmente un erede, anzi una coppia di gemelli, al trono di Monaco: Jacques e Gabriella, biondissimi come la mamma, hanno compiuto 5 anni il 10 dicembre. È stata certamente Jazmin, nel corso del tempo, a intrattenere i migliori rapporti con la famiglia ufficiale del padre. Sorrisi e gentilezza le hanno fatto avere non solo un corposo assegno mensile ma anche i posti migliori alle sfilate d’alta moda di Parigi e New York, copertine di giornali patinati, stretti rapporti con il resto della complicata e numerosa famiglia Grimaldi. Alexandre invece ha subito le chiassose scelte di sua madre Nicole, che più volte si è affidata alla stampa per raccontare quanto Charlene puntasse ad allontanare Alberto dal figlio. «Lui non si fa più vivo», ebbe a dire al Mail on Sunday, «un padre è tale non solo per il denaro con cui mantiene un figlio». Certo non un ottimo biglietto da visita per essere accettati a corte. Dove tutti sperano che il ragazzo, crescendo, sposi più miti consigli.