Conglomerandocene: Trattatello definitivo su Gesù (senza pretesa di completezza) | Rolling Stone Italia
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Conglomerandocene: Trattatello definitivo su Gesù (senza pretesa di completezza)

Nella nuova puntata della rubrica dello Sgargabonzi su Rolling Stone, una riflessione sulle storie di Gesù e su tutti quelli che non gli credevano

Foto via Unsplash

Sinceramente non penso che Gesù potesse addirittura pretendere che i suoi contemporanei gli credessero nel momento in cui affermava di essere il figlio di Dio. Chiederlo sì, pretenderlo no. Forse non era nemmeno tanto sicuro lui di esserlo, altrimenti perché gli faceva la differenza che gli altri lo ritenessero tale? È vero che fece cose bellissime per dimostrare la sua divinità, come trasformare Lazzaro in vino, moltiplicare gli storpi e ridare la vista all’orto del Getsemani, però poteva anche essere un prestigiatore molto bravo o addirittura bravissimo. Magari si era accordato precedentemente con Lazzaro oppure era tutto un effetto ottico del lago di Tiberiade al tramonto.

Anche il mago Silvan, per fare un esempio, resuscitò Maurizio Mosca in diretta televisiva a L’Appello del Martedì, ma Nathalie Caldonazzo disse che Maurizio dormiva soltanto e la mattina aveva vomitato. Sarebbe stato diverso se Silvan fosse riuscito a resuscitare un mago più bravo di lui, come ad esempio il diabolico Tony Binarelli, uno che aveva tutto l’interesse a metterlo in difficoltà. Quello sarebbe stata una sorta di bollino di garanzia.

Non capisco perché i Vangeli (un po’ meno quello di Marco, a dire il vero), il Vaticano e i film su Gesù guardino con così tanta severità e sdegno le persone che, ai tempi, non credettero a Gesù. Ma noi al loro posto avremmo creduto a un ragazzo che ti dice di essere figlio di Dio? Una volta mi suonò un signore con un cappello di paglia che sosteneva di essere un tabaccaio. Ma che ne sapevo io? Quindi gli chiesi di portarmi alla sua tabaccheria, di farmela vedere. Lui mi ci portò e io addirittura la filmai col telefonino. Fu allora, dopo che ebbi toccato con mano, che capii che era un tabaccaio vero. Ma nemmeno questo bastò, visto che settimane dopo scoprii che la tabaccheria in realtà era del cognato (non a caso me l’aveva fatta vedere solo da fuori).

Unica nota a favore di Gesù: queste persone che non gli credevano sono passate completamente dalla parte del torto quando hanno deciso di ucciderlo. Un comportamento che trovo non abbia scuse. Se una persona mi dice che è figlio di Dio e non gli credo, al massimo ci rido sopra, non capisco come ci si possa gasare così tanto da arrivare ad ucciderlo. Magari queste persone erano infastidite proprio da lui, forse proprio a causa del drappeggio della tunica, così si davano ragione a vicenda, fino a che hanno perso la testa. Anche al Maurizio Costanzo Show quando uno della platea si alzava per andare in bagno, Costanzo lo fermava, gli faceva domande fastidiose e lo trattava come un cretino. E il pubblico assecondava acriticamente Costanzo. Se Costanzo gli diceva “sei brutto”, il pubblico rideva. Se putacaso fosse stato il tizio a dirlo a Costanzo, il pubblico sarebbe insorto. Secondo me non era giusto.

Ma alla fine della fiera Gesù dimostrò sul serio di essere il figlio di Dio e tre giorni dopo la morte resuscitò e lo fecero santo (San Gaspare). Io spero che col tempo abbia dimenticato cosa gli hanno fatto i suoi concittadini e che abbia sepolto l’ascia di guerra nei loro confronti. D’altronde sono passati anni. Forse se aveva più pazienza e meno presunzione gli avrebbero creduto, invece ha voluto tutto e subito e li ha innervositi. Loro però hanno esagerato. Spero che questi centurioni, un giorno, possano essere accettati in paradiso e che faranno delle splendide scuse a Gesù per il fatto di averlo ucciso. Magari possono anche fare una cena di quelle che ognuno porta qualcosa.

Detto questo, forse è tempo di abbassare i toni su questa annosa questione su Gesù.