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Conglomerandocene: Il numero più grande

Nella nuova puntata della rubrica dello Sgargabonzi su Rolling Stone, il mistero che perseguita i matematici di tutto il mondo: qual è il numero più grande in natura?

Foto via Unsplash

Cari bambini, quanti sono i numeri esistenti in natura? C’avete mai pensato? Tanti, tantissimi, infiniti. E quale fra tutti è il numero più grande?
Immaginate un sacchetto pieno, anzi strapieno di caramelle di tutti i gusti che desiderate: orzo, rabarbaro, brodo di carne… Bene, ora prendetene un altro e metteteglielo a fianco. L’avete fatto? Ecco, potete prenderne ancora un terzo, appoggiarlo agli altri due, dargli una carezzina con la mano e sommare infine tutte le caramelle. Riuscite a immaginare il risultato? Bene, a meno che non siano sacchetti molto capienti, sappiate che sareste comunque ben lontani da quel numero.

Ça va sans dir, cari bambini, individuare il numero più piccolo in natura sarebbe molto più semplice, poiché lo dice il nome stesso: zero. Ben più complicato è stato per l’uomo, da Vlad Tepes III in poi, identificare il numero più grande, sesquipedale, financo mastodontico. Se anche chiudiamo gli occhi e ci sforziamo di immaginare quello più elevato immaginabile, non arriveremo comunque a niente. Perché in ogni momento può arrivare nostro cognato e dire un numero superiore al nostro, anche solo di uno. L’unica salvezza è se nostro cognato è l’ottimo Fabio Concato, perché arriva con la chitarra e poi ci canta Fiore di Maggio, ma questa è solo una remota possibilità.

E che amarezza pensare a come l’uomo sia sempre vissuto nella consumante ossessione di individuare quel misterioso numero. Basti pensare che, per raggiungerlo prima, è arrivato addirittura ad inventare quel perverso meccanismo conosciuto come moltiplicazione, che tanto ha contribuito alla nascita di quelle neoplasie sociali chiamate capitalismo e Olivetti. Ma tutti sappiamo che l’uomo poco può coi suoi poveri mezzi e senza l’aiuto della scienza. Dovete sapere che negli anni ‘80 infatti le Nazioni Unite pensarono bene di finanziare i matematici di tutto il mondo per arrivare a capo dell’annosa questione. Furono tolti gli stanziamenti alla ricerca sull’HIV e alle sovvenzioni per l’Africa, per essere tutti dirottati sulla ricerca numerologica. Certo, molti sieropositivi e molti africani sarebbero morti, e peggio ancora sarebbe andata agli africani sieropositivi. Ma riuscire ad individuare il numero più grande ne avrebbe salvati molti altri, perché Linneo insegna che anche il fattore psicologico è importante e in ogni caso le Nazioni Unite avevano promesso dei festoni.

Tuttavia le cose non andavano come previsto. Già dopo pochi mesi era sotto gli occhi di tutti che i matematici non riuscivano a cavare un ragno dal – scusate il termine un po’ forte cari bambini – buco. Pure adoperando le potenze più azzardate, il risultato non era mai totalmente convincente. Quando tutti ci credevano, arrivava un cognato e aggiungeva uno.

Questo per anni e anni. Fino a che, quasi per caso, i biologi hanno scoperto nel cromosoma della penna stilografica un gene capace di indurre alle multipotenze speculari i numeri primi una volta scritti. Dopo anni di tentativi, quando tutto pareva perduto, il numero più grande possibile è stato individuato. Esso, cari bambini, è il sessantamila. Che in effetti non è il numero più grande, ma comunque è un numero molto grande.

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