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Conglomerandocene: Come spazzare correttamente

Nella nuova puntata della rubrica dello Sgargabonzi su Rolling Stone, una guida sul giusto utilizzo di scopa e paletta, onde risparmiare tempo e fatica e tornare a investirle in voi stessi

Il personale spazza il campo durante l'undicesimo giorno del Roland Garros 2022. Foto via Getty

Esistono svariati modi per spazzare, tutti più o meno sbagliati. In questa sede andremo invece a spiegare l’unica metodologia corretta, onde risparmiare tempo e fatica e tornare a investirle in voi stessi.

Per iniziare bisogna procurarsi una scopa, strumento principe di questa straordinaria mansione. Ma dove si trovano le scope? Presto detto: basta recarsi in teatri in cui erano allestiti spettacoli che vedevano scope in scena. Quelle scope alla fine della tournée vengono buttate via, quindi occorre seguire la compagnia teatrale giusta e farsi dare la scopa dopo l’ultima replica (di solito a Imperia).

Essenzialmente le scope si differenziano per numero di setole. Per esempio, una scopa da una sola setola è assolutamente sconsigliata, in quanto può impiegare anche diverse decadi per spazzare un metro quadrato di limatura di ferro. È per questo che conviene acquisire una scopa con molte setole, anche più di dieci. Diciamo che più setole avrà più sarà veloce pulire. Oltre alla scopa serve poi una paletta dove raccogliere lo sporco. Poiché la paletta non sarà di dimensioni infinite, occorre anche un secchio dove gettare la polvere.

Per recuperarle questi due oggetti, vale sempre il consiglio di andare nei teatri a fine tournée e chiederle a Moni Ovadia. Naturalmente anche il secchio avrà una capacità massima, perciò è il caso di dotarsi anche di una discarica una volta che questo sarà colmo o, meglio ancora, di un impianto di smaltimento. Per fortuna ogni impianto può smaltire la polvere di più famiglie, di solito un paio, cosa utile per dividere le spese di gestione. Altro aspetto positivo: ogni tonnellata di polvere verrà riconvertita in una t-shirt con la foto di Alberto Brandi di Controcampo. Le ho viste e, sinceramente, non sono brutte. Per dotarsi di una industria di smaltimento è inutile andare per teatri, ma basta rivolgersi a una fabbrica di industrie e chiederla “di smaltimento”. Attenzione a non costruirla in zone boscose e popolate dal temibile galiziano scarlatto, unico serpente industriofago in natura e capace di mangiarsi la FIAT in una notte.

Una volta preparato tutto l’occorrente bisogna quindi individuare la polvere e decidere quanta toglierne. Per capirci, la polvere è essenzialmente una specie di lanuggine grigia senza forma. Il problema sta nel distinguere la polvere dalla lanuggine grigia senza forma vera e propria. La polvere è, appunto, “una specie” di lanuggine. Prelevate un campione di quella specie di lanuggine e fatela analizzare da un batteriologo: se risulta lanuggine NON TOCCATELA PER CARITA’! Se risulta polvere spazzate. Per spazzare occorre muovere la scopa in maniera armonica con la paletta. E’ inutile per esempio che muoviate la scopa rasoterra e lanciate in aria la paletta: è un movimento distonico e ininfluente al raccoglimento della polvere. Il movimento deve essere coordinato, quindi: o usate scopa e paletta perfettamente rasoterra o le gettate via entrambe. Quando la polvere sarà raccolta e il pavimento pulito, si consiglia di ricoprirlo di nocciole.

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