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Coca, violenze, molestie: Gary, l’impresentabile zio di Kate Middleton

Figli di un decoratore e di una casalinga nata in un villaggio di minatori, Gary Goldsmith e la sorella sono la prima famiglia di "commoner" a imparentarsi con i reali d'Inghilterra. Ecco la loro storia, tra scandali e serate al limite

Gary Goldsmith

Foto: UK Press Pool/UK Press via Getty Images

Esterno notte. La polizia di Westminster, è da poco passata l’una del 13 ottobre 2017, riceve una chiamata. «Correte, una donna è stata aggredita». La pattuglia sgomma fino a Wimpole Street, una stretta colata d’asfalto delimitata da bassi ed eleganti stabili di età vittoriana. A Marylebone, ovviamente, super zona della City. Qui gli schiamazzi, oltre a non essere graditi, hanno l’effetto di rompere la quiete notturna. È un tassista a dare l’allarme. Aveva accompagnato a casa una coppia distinta. Lui in smoking, lei in abito da sera. Erano reduci da un evento di beneficenza. Forse un po’ brilli, certo, ma la serata era stata piacevole. Poi, improvvisamente, l’umore di lui cambia: si infuria, letteralmente, dopo che la donna lo accusa di aver sniffato cocaina. «Ha perso la testa. L’ha colpita in pieno viso. Poi l’ha fatta scendere e l’ha picchiata di nuovo, stavolta con un pugno sullo zigomo. Nel giro di pochi secondi l’ho vista a terra, priva di sensi». La vittima si chiama Julie-Ann. È la quarta moglie di Gary Goldsmith, l’impresentabile zio di Catherine, già signorina Middleton, oggi duchessa di Cambridge, e un giorno, se Dio vorrà, regina d’Inghilterra. È Gary la pecora nera reale che l’ovile di Rolling Stone ospita questa settimana.

Quest’uomo ha fatto i soldi, una fortuna di 35 milioni di euro. Niente male per il figlio di un decoratore di West London e di una casalinga nata in un villaggio di minatori nel nord dell’Inghilterra. Gary e sua sorella Carole, maggiore di 10 anni, crescono sapendo che in casa i contanti sono contati, sempre. Tanto che la ragazza, gambe slanciate e proiettate verso la rivalsa sociale, deve abbandonare il sogno di studiare da maestra: il college costa troppo. Ma è stato meglio così. Perché Carole risponderà a un annuncio della British Airways che cerca assistenti di volo. E all’aeroporto di Heathrow conoscerà Michael Middleton, professione steward. Insieme si imbarcheranno su talmente tanti voli intercontinentali da formare una famiglia. La prima famiglia di commoner a imparentarsi con la casa reale britannica.

A differenza di sua sorella, Gary ha poca voglia di studiare ma parecchia inventiva. All’inizio degli Anni 90 entra in una società di recruitment come semplice impiegato. In sei mesi ne diventa direttore. Un anno dopo comincia a farsi remunerare con quote aziendali, diventando azionista. Si espande: compra una casa nel Berkshire con cinque camere da letto, sala da biliardo e piscina. Arrivano barca e Porsche. Le mogli nella sua vita si susseguono come capitoli di un romanzo avvincente. Poi nel 2005, la svolta: vende le quote della società e incassa i milioni. Con una parte acquista una grande proprietà a Ibiza, chiamata evocativamente “La Maison de Bang Bang”. Lui giura che la perdizione dei sensi non c’entra niente, e nemmeno l’assonanza con il Bunga Bunga di berlusconiana memoria. «La scelsi guardando le foto su Internet: la chiamavano “la casa da un milione di palme”. Immersa nella natura, è il luogo ideale per sparare la house music fino all’alba».

Ma a far chiasso nella vita dello scaltro finanziere non è soltanto la console di David Guetta. Nel 2009 il News of the World, braccio armato a nove colonne di Rupert Murdoch, lancia la bomba: lo zio di Kate Middleton beccato a tirare polvere bianca a un festino. Il momento è delicatissimo per la scalata sociale – questo dicono da sempre i maligni – che Carole Middleton ha spianato per la figlia maggiore Kate: l’ha iscritta alla prestigiosa Università di St. Andrews dove, secondo i piani, ha conosciuto il principe William. I ragazzi nel 2003 hanno cominciato a frequentarsi. Ma quando esce lo scoop sono appena tornati insieme dopo un periodo di distacco. E se fossero gli stravizi dello zio Gary a mandare in fumo il disegno di quella stratega di Carole?

«Fu una vera trappola», si difese lui anni dopo dalle pagine di Hello!. «Non è vero che offrii droga a persone incontrate in un ristorante che poi invitai a casa. Furono loro a darla a me. Certo, il periodo era complicato. Avevo perso i miei genitori da poco. Mi sentivo solo. Ero a cena, ubriaco, e mi sono trovato coinvolto in questa storia. Mia sorella fu la prima a chiamarmi quando uscì l’articolo. Si scusò, spiegandomi che non sarebbe successo nulla se Kate non si fosse fidanzata con il primogenito del principe di Galles». Nella verità Carole è furiosa. Ma, anche se avesse voluto, non avrebbe potuto estromettere il fratello dalla loro vita. Primo, Gary aveva visto crescere i suoi ragazzi, non era uno zio per modo di dire. Secondo, se i Middleton avevano fatto fortuna il merito era in buona parte suo. Quando Carole e Michael decisero di licenziarsi dalla British Airways e di mettere su un’azienda specializzata in decorazioni per le festicciole, Party Pieces, fu lui a garantire il capitale iniziale. E fu sempre lui a far scoprire alla sorella e al cognato il meraviglioso mondo dell’e-commerce, che avrebbe dato una svolta al bilancio familiare, permettendo loro di mandare i figli Kate, Pippa e James al prestigioso Marlborough College da 31mila sterline l’anno, di comprare un appartamento a Chelsea da 750 mila e una casa di campagna da 5 milioni del Berkshire.

Gary raccontò di aver avuto un’alleata inattesa nello scandalo mediatico. «Camilla. Durante il party di fidanzamento di Kate e William, a Buckingham Palace, mi avvicinai chiedendo scusa per il disagio: la stampa era tornata all’attacco dicendo che ero un ospite inadeguato. Mi porse la mano: “Lei è Gary, vero? Stia tranquillo, hanno fatto lo stesso con me. Questo è un giorno splendido. Divertiamoci”.

Il 29 aprile 2011 William e Kate si sposano. Pericolo scampato, il piano di Carole è andato a buon fine. Dopo quell’empasse mista a infamata mediatica, Gary riga dritto. O smette con gli eccessi o diventa bravo a non farsi sorprendere. Mette persino in vendita la sua faraonica magione ibizenca. È un uomo simpatico, sforna aneddoti edificanti per l’immagine dei duchi di Cambridge che diventano titoli per la stampa patinata. Li dipinge come due ragazzi normali, normalità portata in dote dalla nipote. «È una ragazza straordinaria, dentro e fuori. La Kate che la gente vede è la Kate che conosco io».

Ma quella chiamata nel cuore della notte, e torniamo al 2017, fa ripiombare lo zio nel vortice infernale degli sgraditi a Palazzo. Gary viene arrestato, ammette l’aggressione, paga una multa di 5 mila sterline e viene rimesso in libertà sotto cauzione, mentre il giudice gli ordina un periodo di rehab. Le ultime notizie non sono edificanti. Sempre nel 2017 una donna, professione contabile, sostiene il Sun, l’ha denunciato per molestie: «Ero in vacanza in Algarve, Portogallo, con mia figlia, una ragazzina di 17 anni. Quest’uomo si è avvicinato, mi ha toccato il sedere, e mi ha offerto dei soldi per un rapporto a tre». L’anno dopo è stato paparazzato a Londra, durante una nottata goliardica, mentre urinava contro la saracinesca di un McDonald’s. Il Daily Mail lo scorso febbraio ha cercato di redimerlo facendo leva sulle sue abilità negli affari, dando conto della performance del suo nuovo giocattolino, una società di networking: 118mila sterline nette in 12 mesi. Ma questa non è una notizia: Gary, i soldi, li ha sempre saputi fare.