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X Factor 14, i nuovi inediti dal peggiore al migliore

Il talent non aveva mai puntato così tanto sui brani originali, e il livello medio si è alzato parecchio. Ma qual è il brano migliore? Il rock dei Little Pieces of Marmelade, il pop di Blind o gli esperimenti di N.A.I.P.?

Cmqmartina

Foto: sito Sky

Il #percorso, la #comfortzone, il #grandissimolavoro perché ogni talento metta #afuoco #ilsuomondo – sì, ma le canzoni? Ecco, nell’opinione di uno che non sta guardando #XFactor2020, quali risultano più interessanti in versione solo audio: senza l’ausilio visivo della #performance e del #lavorosusestessi dei concorrenti, ma con una registrazione più mirata ed elaborata dai #producers per farle stare a galla nel grande mare dello streaming. In generale, il livello medio non è male, forse anche perché l’intenzione di questa edizione era puntare sugli inediti il prima possibile. Ecco perciò gli otto nuovi brani ascoltati il 12 novembre, dal meno al più #centrato. Nel #nostromondo, beninteso.

8N.A.I.P. – Oh oh oh

Oh, dura meno di due minuti. Ed è impossibile non apprezzare la sensibilità artistica dell’artista per questo dettaglio.
Oh, intendiamoci, costui a suo modo dà la sensazione di avere delle cose da dire.
Oh, magari ci risentiamo quando avrà deciso di dirle.

7Santi – Morrison

Un pezzo prodotto da producers (Frenetik&Orang3), strafogato di tutti quegli ammicchi patatosi e indie che possono rendere una canzone simpaticamente pucciosa e ritwittabile a primavera. Ma che disdetta: sentita a novembre (per di più questo novembre) suscita un’irresistibile voglia di masticare granito. Forse succederebbe anche a primavera, ma il Destino ci ha regalato un comodo appiglio per stroncarla e non lo molleremo per nulla al mondo. Certo, là fuori nella top 10 dei brani italiani più trasmessi dalle radio ci sono Tiromancino, Negramaro e Tommaso Paradiso, quindi sappiamo bene che c’è sempre di peggio. Oltre a ciò, è un po’ ingeneroso prendersela con un 18enne. Ragion per cui ce la prendiamo coi producers – perché la chitarrina che fa miao dopo le parole “rock’n’roll” non si può sentire, mondo bastardo. E comunque, se proprio vuole vestirsi come Van Morrison, lo fa a suo rischio e pericolo.

6MyDrama – Vieni con me

Una canzone col giusto quantitativo di noiosineria, di mossetteria, di tiktokeria pronta a immergersi in un milione di altre canzoni singhiozzate che fanno la felicità di Spotify. Potrebbe anche avere un successo enorme, monumentale – e non sarebbe nemmeno una brutta cosa, in fondo è talmente inconsistente da non risultare nemmeno irritante. Il testo è inutile commentarlo perché è fantasticamente inutile. Ehi, sempre meglio che stupido. Forse.

5Casadilego – Lontanissimo

Sembra di stare davanti a uno di quegli spot di creativi pagati profumatamente per partorire, quaranta volte l’anno e per quaranta automobili diverse, quaranta pubblicità che esortano a DISTINGUERSI. Curiosamente, è il modo migliore per rassicurare il pubblico – e il committente: fare robe tutte uguali, in serie, con variazioni appena azzardate. Un pezzo piacionizzato dal producer (Strage) per inserirsi senza tante storie nel flusso di pop italiano apprezzatissimo nelle playlist e nelle radio che inseguono il target giovane. Se vi ha colpiti, siete il target. Però tranquilli, non fa male. Passa e va.

4Blind – Cicatrici

Anche questa è rigorosamente prodotta dal suo bravo producer (in questo caso Big Fish), che per far capire subito la gioventù vibrante che squassa l’interprete e i suoi fan, regala subito uno spruzzo di giovane e vibrante autotune. Poi, a onor del vero, il pezzo si mette in marcia e va dritto senza mai vacillare, forte di una pacca ritmica un po’ vintage (del resto se Two can play that game, possono giocarci sia Bobby Brown che Blind). Grazie alla propulsione l’autoblind riesce persino a superare la fantasmagorica collezione di cliché del testo – un museo civico dei più ripetuti e pallosi meme della canzone pophoolista: VENGO DALLA STRADA / FUORI PIOVE / …IN QUESTA CITTAAH. Detto questo, là fuori nella top 10 dei brani italiani più trasmessi dalle radio ci sono Tiromancino, Negramaro e Tommaso Paradiso, quindi per il momento, NEL RUMORE DEL VENTO e IMMERSI NEI PROBLEMI saltiamo sul carro di Blind. In fondo c’è tempo per scenderne: le potenzialità per peggiorare ci sono tutte.

3Blue Phelix – Mi ami

Bene, qui più che mai si sente lo zampino dei producers (Frenetik&Orang3) che tentano di far sentire lo zampone di producers più famosi di loro – perché non è un pezzo originalissimo, visto che è ricalcato su una trentina di altri pezzi dance-pop del decennio appena concluso. Tuttavia a orecchio, lui lo canta esattamente come va cantato, e parliamo di un genere che da sempre crea imbarazzi ai cantanti italiani. Sapete, forse abbiamo qualcosa, qui. Stiamo a vedere. E a sentire.

2CmqMartina – Sparami

Pezzo dance che attinge a diversi stili da club per ammantarsi di una certa eleganza rétro – sciorinata con abilità dal producer (Strage). Lo dimostra il fatto che dopo un minuto e sette secondi Martina dice “Sparami dritto qui mentre ti guardo in faccia”, e subito si sente: “Pum!” – e poi silenzio. Sono quei tocchi che rendono la musica un mondo pieno di suggestioni; in effetti, sarebbe stato magistrale chiuderla lì. Invece la canzone ricomincia, perché in fondo non è morto nessuno malgrado la precisa richiesta “Lasciami morire tra le stelle”, che è uno dei momenti più cringiosi di un testo che vola molto più basso della sua musica e interpretazione. In compenso registriamo tra le strofe l’indispensabile momento telecomunicativo necessario per rendere contemporaneo il tutto – però con un guizzo: “È venti volte che chiamo tre tre otto uno nove te” (…sì, “te”) (bello, vero?) (molto romanticool). In ogni caso, una volta fatte le comunquepulci, comunque bella.

1Little Pieces Of Marmelade – L.P.O.M.

Probabilmente un recensore invischiato in nostalgie nu metal potrebbe cadere in trappola e gridare al capolavoro. E infatti, è esattamente quello che sta per accadere: CAPOLAVORO! Questo pezzo fa davvero quella cosa che da novant’anni a X Factor si dice ma non succede mai (…e infatti è ancora lì tutto intero): questo pezzo spacca. Anzi, per amor di precisione: spacca, raga. Pare che costoro non siano bellissimi a vedersi, e questo mette in difficoltà la nicchia di spettatori boomer che a questo sound associa sempre un’immagine (di sé) giovane, bella e leggendaria. Per fortuna chi non guarda la trasmissione può sobriamente e con adeguato distacco proclamarla la cosa migliore sentita nelle ultime dodicimila edizioni del vezzoso programma. Anzi, se volete, a questo punto potete anche chiuderlo.

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