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Tom Morello contro il riconoscimento facciale ai concerti: «Pericoloso come l’atomica»

«Abbiamo la possibilità di fermare la proliferazione di una tecnologia che minaccia il futuro dell’umanità. Il tempo sta per scadere», ha scritto il chitarrista dei Rage Against The Machine in un editoriale

Tom Morello

Foto: RMV/Shutterstock

Tom Morello ha scritto una lettera per avvertirci della pericolosità della tecnologia per il riconoscimento facciale e per spiegarci che cosa stanno facendo gli attivisti per impedire che sia usata ai festival. “Provate a pensarci: vi presentate a un festival o a un concerto e vi chiedono di fermarvi di fronte a una macchina che scannerizza e analizza il vostro volto”, ha scritto Morello insieme a Evan Greer – vicedirettore dell’organizzazione non-profit Fight for the Future – in un editoriale pubblicato su Buzzfeed. “Una volta che i vostri lineamenti sono stati mappati e inseriti in un database, un algoritmo capirà se siete ubriachi e non vi farà entrare, oppure se il vostro aspetto è ‘sospetto’ e necessita di un ulteriore controllo. Una volta superata la sicurezza, il riconoscimento facciale potrebbe tracciare i vostri movimenti all’interno del festival”.

Nel contesto di un concerto, il software potrebbe essere utilizzato solo per “fini commerciali, come mostrare pubblicità su misura”, ma implementarlo ci espone a un meccanismo pericoloso: “Gli organizzatori dei festival potrebbero essere obbligati a inviare dati sensibili biometrici alle forze dell’ordine o all’ufficio immigrazione”, scrive il chitarrista.

Morello e Greer spiegano che Ticketmaster ha investito in aziende come Blink Identity, una startup che si occupa di software di riconoscimento facciale fondata da contractors che hanno collaborato con il governo degli Stati Uniti durante la guerra in Afghanistan. Ora, mentre lo spettro del riconoscimento facciale incombe in modo sempre più inquietante sui concerti, è stata lanciata (con successo) una petizione per convincere gli organizzatori dei principali eventi musicali degli Stati Uniti a vietare l’uso di questa tecnologia.

“Negli ultimi mesi artisti e fan si sono attivati dal basso per impedire che una sorveglianza orwelliana invada gli eventi musicali. Ora possiamo dichiararci vincitori”, scrivono Morello e Greer. “La campagna ha convinto più di 40 tra i maggiori festival del mondo – come Coachella, Bonnaroo e SXSW – a dichiarare pubblicamente che non intendono utilizzare il riconoscimento facciale”. Molti altri eventi, però, come il Burning Man e Outside Lands, insieme ad artisti come Taylor Swift e venue come il Madison Square Garden, a quanto pare utilizzano già la tecnologia.

“Chi opera nella sorveglianza e spera di guadagnare molto denaro vendendo il software ai governi e ai privati è in stato di allerta. Aspettano di vedere se ci sarà una reazione dell’opinione pubblica, fanno test per capire quanto siamo disponibili a sopportare un monitoraggio tanto invasivo”, avvertono Morello e Greer. “Abbiamo l’occasione per fermare la proliferazione di una tecnologia che minaccia il futuro dell’umanità tanto quanto le armi nucleari. Il tempo sta per scadere”.

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