Super Bowl LVI, i momenti chiave del primo halftime show tutto rap della storia | Rolling Stone Italia
Home Musica

Super Bowl LVI, i momenti chiave del primo halftime show tutto rap della storia

La potenza spaziale di Dr. Dre, la coolness di Snoop, la politica di Kendrick Lamar, Eminem che si inginocchia, il quartiere, la festa e molto altro: ieri sera l’hip hop si è preso il Super Bowl

Dr. Dre all'halftime show

Foto: Kevin C. Cox/Getty Images

È stata la performance che ha cambiato tutto. L’hip hop, la sua cultura, le sue idee, la sua politica si sono presi l’halftime show del Super Bowl che si è tenuto ieri sera al SoFi Stadium di Inglewood, California, dove i Los Angeles Rams hanno battuto i Cincinnati Bengals.

Fino a ieri pochi rapper erano stati invitati al grande spettacolo musical-televisivo e mai nel ruolo di protagonisti assoluti. Per l’halftime show sono state fatte solitamente scelte per lo più conservatrici. Lo spettacolone messo in piedi da Dr. Dre ha dimostrato una volta per tutte che l’hip hop è parte integrante del mainstream americano. Lo potete vedere qui.

L’hip hop si prende l’halftime show

Non è stata la prima volta assoluta del rap al Super Bowl. Negli ultimi vent’anni vari rapper si sono esibiti al fianco di cantanti pop e rock, a partire da Nelly una ventina d’anni fa con gli Aerosmtih. Ma per la prima volta il tema centrale è stato l’hip hop. Una piccola rivoluzione dovuta anche alla partnership di NFL con Roc Nation. Per il terzo anno la società di Jay-Z cura lo show ed è stata scelta proprio per trasmettere un messaggio di inclusività.

La potenza di Dr. Dre

Solo Dre poteva mettere assieme un super cast comprendente Kendrick Lamar, Eminem, Mary J. Blige, 50 Cent, Snoop Dogg (che, by the way, condurrà con Kelly Clarkson una sorta di Eurovision statunitense chiamato American Song Contest). Con l’eccezione di Lamar, un cast molto Generazione X.

Il grande block party

L’halftime show inizia con Dre che sale dal basso, seduto a un banco mix che sembra la sala controllo di una navicella spaziale. L’inquadratura s’allarga e ci ritroviamo sul tetto di un edificio in un isolato tutto bianco di una qualche città americana. La copertura del campo da gioco riproduce la foto dall’alto di una grande città. Parte un grande block party: è l’hip hop come comunità e festa.

La band

Lo show è in perfetto equilibro fra hip hop e musica suonata. Risultato: un sound contemporaneo e allo stesso tempo “caldo” e spettacolare. A un certo punto alla batteria appare Anderson .Paak.

Il contingente East Coast

In uno show molto West Coast (siamo in California, come potrebbe essere altrimenti?) il newyorchese 50 Cent ha fatto In Da Club cominciando a rappare a testa in giù all’interno di una disco. Al piano di sopra Mary J. Blige ha cantato due pezzi abbagliando il pubblico con la sua tutina e i suoi stivali tipo palla da discoteca, ma soprattutto con il suo grido “no drama, no more in my life”.

Kendrick Lamar porta la politica

Una delle performance più attese. Con addosso un completo tratto dall’ultima collezione di Virgil Abloh per Louis Vuitton, circondato da ballerini con una fascia con la scritta “Dre Day”, Kendrick Lamar ha portato Black Lives Matter allo stadio cantando Alright, diventato a furor di popolo inno delle manifestazioni. Una presa di posizione in un periodo in cui ferve il dibattito sul razzismo all’interno della NFL.

Eminem si inginocchia

Dopo Alright arriva Eminem che appare in cima a uno degli edifici bianchi. Il momento politico sembra finito e invece a un certo punto Eminem si inginocchia mentre Dre suona il pianoforte, un gesto che rimanda a quanto fatto di Colin Kaepernick nel 2016. Da allora molti artisti di colore si erano tenuti lontani dall’halftime show per non sentirsi dei “venduti”, come ha detto Rihanna. Lo show di Dre ha cambiato tutto.

L’inno nazionale cantato da Mickey Guyton

L’esibizione di Mickey Guyton non ha fatto parte dell’halftime show, ma il solo fatto che al Super Bowl l’inno nazionale sia stato affidato a lei è degno di nota. Perché è una cantante country e nera e a Nashville da quand’è scoppiato Black Lives Matter si dibatte di razzismo e si cerca di recuperare le radici nere della musica tradizionale americana.

La set list:

Dr. Dre & Snoop Dogg, “The Next Episode”
Dr. Dre & Snoop Dogg, “California Love”
50 Cent, “In Da Club”
Mary J. Blige, “Family Affair”
Mary J. Blige, “No More Drama”
Kendrick Lamar, “Alright”
Kendrick Lamar, Eminem, Dr. Dre: “Forgot About Dre”
Eminem, “Lose Yourself”
Dr. Dre, Snoop Dogg, Kendrick Lamar, Eminem, 50 Cent, Mary J. Blige, “Still D.R.E.”