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Tutti insieme disinteressatamente: la storia delle session di ‘Help(2)’

Gli Arctic Monkeys tirano fuori un inedito, Damon Albarn duetta con Grian Chatten, Olivia Rodrigo rifà i Magnetic Fields, i Pulp in fila per mangiare le lasagne: cartoline da Abbey Road, per i bambini

Foto: Christopher Polk/Billboard/Getty (1), Samir Hussein/WireImage (2)

In autunno c’era un gran fermento negli studi di Abbey Road. «Alzi lo sguardo e vicino alla porta vedi Grian Chatten dei Fontaines D.C. che chiacchiera con Carl Barât dei Libertines», racconta Rich Clarke, rammentando una scena vista nella mensa dello studio. «Seduto a un tavolo con Jonathan Glazer c’è Damon Albarn. All’improvviso entrano i Pulp e si mettono in fila per prendere le lasagne».

Erano tutti agli Abbey Road per lavorare a Help(2), l’album compilation a sostegno dell’organizzazione benefica War Child UK di cui Clarke è responsabile musicale. Uscirà il 6 marzo e conterrà inediti e cover interpretate da Olivia Rodrigo, Cameron Winter, Wet Leg, Sampha, Arlo Parks, Depeche Mode, Big Thief e molti altri (vedi tracklist sotto). Il primo singolo Opening Night è già uscito ed è il primo inedito pubblicato dagli Arctic Monkeys dal 2022.

War Child è stata fondata nei primi anni ’90 da due filmmaker sconvolti dalla violenza della guerra civile in Bosnia. Aiuta i bambini vittime di conflitti globali non solo fornendo cibo, acqua e un riparo, ma anche contribuendo alla loro istruzione e salute mentale. È dai tempi del primo Help del 1995, album con inediti di Paul McCartney, Radiohead, Blur, Oasis, Portishead e altri, che War Child collabora attivamente coi musicisti inglesi e non solo. «Ha avuto un effetto positivo enorme sull’organizzazione», spiega Clarke. «All’epoca si occupavano di interventi minori, come consegnare rifornimenti oltre le linee d’assedio a Sarajevo. I fondi raccolti con quel disco hanno permesso a War Child di crescere».

L’idea di un secondo Help ha preso forma ai tempi all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. «Poi c’è stata l’escalation di violenza in Medio Oriente e la guerra civile in Sudan è diventata forse nella più grande crisi umanitaria al mondo, con 15 milioni di bambini che necessitano di assistenza umanitaria. Molti artisti avevano voglia fare qualcosa». C’è stata una accelerazione nel progetto alla fine del 2024, quand’è stato coinvolto il produttore James Ford, seguito a ruota da uno dei gruppi con cui collabora da anni, gli Arctic Monkeys. «Tutto ciò che tocca James si trasforma in oro», dice il batterista del gruppo Matt Helders. «Se sai che sta mettendo insieme qualcosa, puoi star certo che lo fa per le ragioni giuste e che sarà anche un lavoro di qualità».

Il rapporto degli Arctic Monkeys con War Child risale al 2018, quando hanno tenuto un concerto di beneficenza alla Royal Albert Hall e pubblicato un album dal vivo tratto da quello show. Tra concerto e disco è stato raccolto poco meno di un milione e mezzo di sterline. Gli Arctic sono arrivati ad Abbey Road a fine 2025. Erano  anni che si non ritrovavano assieme. Hanno ripreso in mano un pezzo incompiuto che Turner aveva per le mani da oltre un decennio. Secondo Helders, è venuto fuori per la prima volta «a Joshua Tree, quando registravamo laggiù» (quindi durante le session di Humbug del 2009 oppure di AM del 2013). «Non era mai riuscito a completare la canzone, ma non riusciva a togliersela dalla testa. Non ne è mai esistita una versione completa. La suonavamo, cercavamo di aggiungerci delle parti, non riuscivano mai a finirla. Ma era troppo bella per metterla da parte».

Così hanno provato a rimettere mano a Opening Night nello stile sviluppato nei dischi più recenti come Tranquility Base Hotel & Casino e The Car. «E ha funzionato», dice Helders. «È diversa da come sarebbe stata se l’avessimo fatta 10 oppure 15 anni fa. È come se la canzone avesse aspettato che fossimo abbastanza bravi per affrontarla».

Buona parte delle session di Help(2) si sono svolte nell’arco di tre giorni ad Abbey Road. Nel 1996 i Pulp hanno devoluto a War Child il denaro derivante dal Mercury Prize ottenuto per Different Class, ritenendo che il premio avrebbe dovuto vincerlo The Help Album. Ora Jarvis Cocker e soci hanno contribuito al nuovo progetto con un pezzo rock ironico e pungente intitolato Begging for Change. E poi ci sono i Blur. Il primo Help includeva un loro strumentale. Questa volta il chitarrista dei Blur Graham Coxon è passato da Abbey Road per suonare con gli English Teacher, mentre Albarn ha fatto squadra con Chatten e Kae Tempest nella nuova Flags. «Erano accordi per lo più maggiori, cosa insolita per me», racconta il cantante di Blur e Gorillaz.

Albarn è un grande estimatore sia di Chatten che di Tempest, «talenti enormi», e gli è quindi piaciuto formare con loro un trio estemporaneo in studio. A Flags hanno contribuito anche Johnny Marr, Adrian Utley dei Portishead e Dave Okumu, oltre ai cori di Cocker, Barât, Declan McKenna, Marika Hackman, di membri dei Black Country, New Road e di diversi altri musicisti presenti quel giorno. «Abbiamo fatto tutto insieme, come una band», spiega Albarn. «La musica fatta per beneficenza a volte è un po’ banale. Non ci siamo concentrati sul fatto che stavamo facendo un disco benefico, ci siamo semplicemente goduti il fatto di registrare tutti insieme ad Abbey Road».

Il tutto è stato ripreso da una troupe di bambini delle scuole primarie spediti ad Abbey Road da Jonathan Glazer, il regista di La zona d’interesse e Under the Skin. «È per raccontare la storia attraverso gli occhi dei bambini», spiega Clarke. «Si sono seduti accanto a Damon sullo sgabello del pianoforte, hanno messo la telecamera sotto il naso di Jarvis nella cabina vocale dello Studio Three, la loro presenza ha avuto un effetto positivo sull’atmosfera in studio, quando ci sono dei bambini lo stress svanisce».

Purtroppo Ford, a cui all’inizio del 2025 è stata diagnosticata una leucemia, non ha potuto partecipare di persona. Così War Child ha coinvolto produttrici di primo piano come Marta Salogni e Catherine Marks, mentre Ford ha continuato a fornire il maggior contributo possibile a distanza. L’ultimo giorno di registrazione, il 17 dicembre, Olivia Rodrigo è passata da Abbey Road per incidere una cover di The Book of Love dei Magnetic Fields con Coxon alla chitarra acustica. Ricoverato in ospedale, Ford ha guidato la session via Zoom. «Le parlava letteralmente in cuffia mentre Olivia registrava e intanto faceva una trasfusione di sangue», racconta Clarke. «Che uomo straordinario, un genio assoluto».

Attorno a Natale, Clarke ha potuto ascoltare per la prima volta Opening Night degli Arctic Monkeys. È un fan di lunga data della band, «sono abbastanza vecchio da ricordarmi di averli visti a Camden con jeans skinny, la camicia di flanella e i capelli lunghi», e quindi sa bene che ottenere da loro un pezzo nuovo non è cosa da poco. «Non lo abbiamo dato per scontato, sono anch’io sbalordito. E poi è un pezzo favoloso, no?».

Clarke non vede l’ora di scoprire come reagiranno i fan alla musica nata ad Abbey Road. «La cosa meravigliosa è che i ricavi derivanti da queste canzoni sosterranno per sempre i bambini vittime dei conflitti. È musica di qualità, si spera che fra trent’anni la gente continuerà ad ascoltarla. Incrociamo le dita».

La tracklist di ‘Help (2)’

Da Rolling Stone US.

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