Tutti hanno un’opinione su Stella Lefty e di solito è pessima | Rolling Stone Italia
Whisky e troppo ghiaccio

Tutti hanno un’opinione su Stella Lefty e di solito è pessima

È presa di mira in quanto figlia del miliardario co-fondatore di Groupon, perché è uscita da TikTok, perché le sue canzoni somigliano ad altre, perché finge di essere country. Ma la vera pecca è la musica incolore inodore insapore

Tutti hanno un’opinione su Stella Lefty e di solito è pessima

Stella Lefty

Foto: Matt Winkelmeyer/Getty Images for Stagecoach

C’è stato un momento di breve durata, anzi brevissima in cui attorno a Stella Lefty c’è stato l’interesse tipico che precede il boom di un nuovo nome che s’affaccia sulla scena pop. Il massimo momento di gloria l’ha avuto quand’è uscita Boston, canzonetta da vecchio mainstream senza infamia e senza lode, ben fatta e sostanzialmente insapore, che s’è fatta strada fino ad arrivare al secondo posto della classifica americana in un momento di rinascita del country-pop. Ma quando è arrivata lassù paradossalmente la reputazione dell’americana non era già più immacolata.

Lefty sta per Lefkofsky. La 24enne è figlia di Eric Lefkofsky, co-fondatore di Groupon, uomo che per Forbes vale oltre cinque miliardi di dollari (miliardi, non milioni). Magari è la cifra è esagerata, chi lo sa, ma avere un padre del genere le ha attirato umanissime antipatie, molti sospetti, un bel po’ di diffidenza, l’accusa d’essersi fatta strada grazie ai soldi e le conoscenze di papà, oltre a battute tipo «questa fa sembrare Gracie Abrams un’orfanella». Non ha giovato alla sua reputazione essere emersa non da una gavetta o da una scena, ma da TikTok e dal suo algoritmo, reso più o meno frizzantino da operazioni di marketing. Ha pubblicato una serie di cover, è stata contattata dal co-autore Jacob Kasher (Jason Derulo, Fifth Harmony) per poi arrivare al singolo Kiss Me e al contratto con l’etichetta Atlantic Outpost. E insomma le ha tutte: il marchio d’infamia della nepo baby e l’accusa di essere una industry plant, etichetta che va su tutto e che indica quelli che in tempi meno digitali di questi venivano chiamati artisti costruiti a tavolino.

Lei si definisce una «Midwest Chicago girl» con una gran passione per il country di Nashville. È una questione geografica che in America conta e pure tanto in termini di autenticità percepita. Ha esordito nel 2025 con Tragic, Really, EP più genericamente pop, per niente country. A fine anno ha in qualche modo riscoperto la musica di Nashville, che per via del padre ha ascoltato fin da bambina, oppure come dice lei ha smesso di seguire i pessimi consigli di chi le diceva di tenersene alla larga. E del resto, ha detto a Vanity Fair, col pop faceva poche visualizzazioni, misura del mondo.

I primi risultati della svolta sono l’EP Is This Heaven?, sulla cui copertina posava da all-american girl con un campo da baseball sullo sfondo, e l’album pubblicato ad agosto Long Way Home con molte canzoni scritte con i co-autori Grace Enger e Joe Reeves. È il disco di una cantautrice senza grande personalità, un po’ swiftiana, come ce ne sono molte in giro. Avendo lei 18 milioni di ascoltatori mensili solo su Spotify (siamo al livello di Kacey Musgraves), un album da poco entrato direttamente al numero 11 della classifica americana, una canzone al secondo posto e un’altra al 45, ovvero il duetto col fidanzato Vincent Mason Something to Lose, è come se avesse un bersaglio disegnato sulla fronte.

Stella Lefty - Boston

La mancanza di originalità non l’aiuta. Qualcuno ha detto che Boston era una hit prima ancora di diventare una hit, nel senso che contiene una (involontaria?) interpolazione di Stick Season di Noah Kahan, cantautore che negli Stati Uniti è una grande star. «Quando la stavo scrivendo», ha detto Lefty a Vanity, «non stavo certo pensando a Noah Kahan. Non stavo pensando a niente». I rappresentanti di Kahan hanno contattato quelli di Lefty quando il pezzo era già uscito su TikTok, ma prima che fosse pubblicato sulle piattaforme, e il nome del cantautore è stato debitamente inserito nei crediti evitando grane legali. Dedicata a Mason, Boston ha fatto un sacco di strada, negli Stati Uniti è una delle canzoni dell’estate ed è ora candidata nella categoria Best Country agli MTV Video Music Awards 2026 che si terranno a fine settembre. Lefty potrebbe anche vincere il Moonman come Best New Artist. C’è già chi minaccia una possibile candidatura ai Grammy.

Dopo il caso Boston è partita la caccia alle somiglianze. È venuto fuori ad esempio che Summer You Were Mine ha un passaggio decisamente simile a There’s Your Trouble, pezzo del 1998 delle Chicks (ex Dixie Chicks) anche se nei crediti non vi è alcun riferimento al gruppo. Un rappresentante della Atlantic ha detto a Rolling Stone US che per un errore commesso delle piattaforme di streaming i nomi degli autori di There’s Your Trouble sono stati esclusi. Dopo la polemica, sono stati integrati o reintegrati se credete a questa storia. Altri hanno notato una qualche somiglianza tra Misery e A Million Dreams, dal musical The Greatest Showman, altri ancora hanno indicato punti di contatto tra Why Wouldn’t We e I’ll Name The Dogs di Blake Shelton. Qualche esagerato ha cominciato a chiamarla Stella Thefty.

A differenza dei campionamenti che prevedono che si integri nella propria canzone un frammento vocale o musicale di un altro pezzo, l’interpolazione è diventata una tecnica di scrittura comune nel pop contemporaneo, in modo più o meno scoperto. Siccome il grande pubblico presta maggiore ascolto alla musica che sembra famigliare, quella che senti per la prima volta ma ti pare già di conoscere, prendere un frammento melodico e integrarlo debitamente alterato nella propria composizione è diventata una pratica comune. Alcuni attribuiscono fin da subito il giusto credito agli autori del pezzo originale, in altri casi si giunge ad accordi dopo la pubblicazione, come è successo per fare un esempio per Déjà Vu di Olivia Rodrigo, a cui sono stati aggiunti in un secondo momento gli autori di Cruel Summer Taylor Swift, Jack Antonoff e St. Vincent. In altri casi la contesa finisce in tribunale. Non è necessario che si arrivi a una causa perché la reputazione dell’artista ne esca ammaccata.

Stella Lefty & Vincent Mason - Something To Lose (Official Lyric Video)

Questa somma di cose ha fatto di Stella Lefty una delle artiste più chiacchierate negli Stati Uniti negli ultimi mesi, dai creator di TikTok in cerca di engagement ai critici del New York Times che dibattono sulla bontà di Boston. Poi si sa come vanno le cose, è tutta una polemica, compresa quella per un video di Lefty con alcune bambine malate nel backstage del Grand Ole Opry, tempio della musica country di Nashville che lei, indegna, avrebbe violato. «È strano vedere così tanta gente con un’opinione su di me», ha detto la cantante un paio di mesi fa a Rolling Stone, replicando alle accuse. «Persino il mio sorriso è oggetto di polemiche su TikTok, con la gente che mi chiede di continuo “Ma che hai alle gengive?”. Ci sarà sempre qualcuno a cui non piaccio io, la mia musica o qualcosa di me. In fin dei conti, mi concentro su chi mi apprezza. Ho deciso di fare così. È un’arma a doppio taglio». Il suo manager Adam Alpert dice risolutissimo che «gli industry plants non esistono, nonostante quel che possano dire o pensare quelli che non fanno parte del mondo della musica. Tutti questi artisti che sarebbero stati creati dall’industria scrivono belle canzoni che il pubblico apprezza, ecco perché hanno successo».

Non è così semplice, ma il vero peccato di Stella Lefty non è essere figlia di un miliardario, beata lei che non deve temere di fallire. Non sono nemmeno le interpolazioni o gli eventuali aiutini all’algoritmo di TikTok. Il problema è che il suo album è pieno di canzoni come Boston, non così accattivanti, ma altrettanto insapori. Carinissime, per carità, ma smorte, pop generico a cui sono stati messi stivalone e cappello da cowboy. “Bevi whisky con ghiaccio”, canta nel secondo pezzo dell’album. In Long Way Home c’è più ghiaccio che alcol e non va bene per questa musica che ha bisogno di carattere musicale e storie forti. Lefty non è neanche una figlia dell’industria di Nashville. Magari lo fosse, il disco avrebbe una produzione più convincente. La sua passione per quella musica sarà sincera, ma per ora sembra una turista del country e non perché non viene dal Sud. È tutto cheap e incolore, dalla grafica ai video ripetititvi su TikTok, tutto condito però da grandi sorrisi, specialità della casa. È musica generica come l’ambientazione di Something to Lose: “2 a.m. in uno Stato del Sud”.

A Vanity Lefty ha detto che dopo essersi trasferita a Los Angeles si è sentita persa e ha avuto «l’impressione che, per avere successo, fosse necessario avere un’immagine distintiva, come quella di Sabrina o di Chapell… sai, tipo un costume che indosseresti per Halloween». Per ora non c’è pericolo: nessuna si vestirà da Stella Lefty ad Halloween. Passerebbe inosservata.