Tutti dicono I love you, Mauro Pagani | Rolling Stone Italia
Impressioni di febbraio

Tutti dicono I love you, Mauro Pagani

Uscirà domani al cinema ‘Andare dove non so’, il docufilm in cui i colleghi, da Ligabue ad Agnelli, rendono omaggio al grande musicista e produttore, anzi, al Fuggiasco diretto dove si possono ancora scoprire cose

Tutti dicono I love you, Mauro Pagani

Mauro Pagani

Foto: Paolo Marrone

All’inizio di Andando dove non so Mauro Pagani dice che la sua generazione – quella che ha vissuto il sogno della fantasia al potere – sta dimenticando le utopie per le quali ha lottato. Come una visione che lentamente svanisce, restano solo frammenti da trattenere e tramandare a ogni costo. Pagani ha vissuto sulla sua pelle un’esperienza del genere: nel gennaio 2020 un problema neurologico gli ha provocato un’amnesia generale: nomi, facce, episodi della sua esistenza, tutto cancellato, scollegato, senza ordine e senso. Fortunatamente si è ripreso in fretta ed è tornata la consapevolezza della sua identità e del suo mestiere: quello di musicista senza frontiere.

Dopo che un prete fa notare che la sua indole vivace può metterlo nei guai, i genitori decidono che è meglio non lasciarlo uscire troppo di casa. Da quel momento, stretto tra le mura domestiche, crea un alter ego: il Fuggiasco, figura inquieta, costantemente alla ricerca di stimoli e avventure al di là del consueto. Grazie alla passione per la musica e allo studio da autodidatta di flauto traverso e violino (che il padre, sfiancato da innumerevoli e strazianti esercizi, a un certo punto gli rompe in testa) Pagani esce nel mondo, scopre quanto è curioso, vive la musica in maniera totalmente aperta, non fossilizzandosi su un solo genere ma immergendosi in tutti. Gli va bene, perché quelli sono gli anni della musica che non conosce barriere. Da lì a poco arriverà la PFM, il successo, i tour mondiali, l’idea che la tecnica conta, ma è ancora più importante usare il palco per comunicare. E lui di comunicare ne ha tantissima voglia, e quel desiderio non lo abbandonerà mai.

Allo scoccare degli 80 anni, che ha compiuto il 5 febbraio, Pagani è al centro di un docufilm che narra storie e particolarità di un musicista lanciato verso terre da scoprire ed esplorare, Andando dove non so come recita il titolo, in un viaggio da eterno Fuggiasco.

"Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” - Trailer ufficiale

Con la regia di Cristiana Mainardi, Andando dove non so (nei cinema il 16, il 17 e il 18 febbraio) è un dialogo/confronto tra il musicista e quelli che ha incrociato sul suo cammino. Partendo chiaramente dai ricordi con la Premiata Forneria Marconi, che Pagani ha abbandonato nel 1976 non per disaffezione, ma per fuggire ancora una volta da una gabbia. Il prog gli va stretto, le sue mire sono altre, vuole esplorare tutto ciò che lo appassiona. Il suo primo album solo del 1978 mostra chiaramente che ora il palcoscenico della sua musica è il mondo, con tratti jazz, rock, etnici, cantautorali intrecciati armonicamente. Da lì i viaggi si moltiplicano, Mauro si fa uno e moltitudine, coltiva una carriera solista e parallelamente si mette a disposizione di altri artisti. Nel film è ben documentata, e non potrebbe essere altrimenti, l’avventura con Fabrizio De André, a partire da Creuza de mä, opera che avrebbe meritato di essere pubblicata a nome De André/Pagani per testimoniare quanto l’apporto di Mauro abbia contribuito a renderlo il capolavoro che è.

Le testimonianze di Manuel Agnelli, Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Ornella Vanoni, Marco Mengoni, Mahmood, Arisa e Dori Ghezzi sono riverenti per il maestro e per ciò che di positivo, costruttivo e istruttivo ha dato loro, la sua compagna Silvia Posa è attenta a descriverne i lati più intimi. Ci si ritrova poi alle Officine Meccaniche, lo studio di registrazione che è quasi la rappresentazione fisica delle idee di Pagani, che ne parla con fierezza e commozione. Chi lo frequenta lo descrive come una sorta di paradiso della musica con ampi spazi, moltissimi strumenti a disposizione e l’atmosfera giusta per stimolare la creatività. Ci sono poi l’avventura come direttore musicale di Sanremo, l’amicizia con Demetrio Stratos e mille altri incontri che è un piacere sentire raccontare.

Il film offre infine una chicca: Pagani e i suoi musicisti alle prese con le registrazioni del nuovo album Tutto è già qui che uscirà il 16 ottobre a distanza di 23 anni dal precedente Domani, la cui title track è stata ri-registrata nel 2009 dai grandi nomi del pop italiano per raccogliere fondi per il terremoto che colpì L’Aquila e l’Abruzzo. I frammenti che si sentono nel docufilm confermano, se ce ne fosse bisogno, che il Fuggiasco è ancora in forma e sempre in viaggio. Verso dove non sa.