Si è tornati a parlare di musica a 432 Hz | Rolling Stone Italia
Frequenza mistica

Si è tornati a parlare di musica a 432 Hz

Accordare gli strumenti a una frequenza lievemente più bassa migliora la musica? Le teorie sono tante e gli effetti dell’intonazione diversa incerti, ma per Ed O’Brien dei Radiohead, James Blake e Ziggy Marley la risposta è sì

Si è tornati a parlare di musica a 432 Hz

Ed O’Brien dei Radiohead

Foto: Steve Gullick/Spin-go

Dalla classica al rock, i musicisti accordano gli strumenti su una frequenza standard. Da almeno 80 anni è 440 Hz, che definisce la frequenza del La sopra il Do centrale, con le altre note che vengono accordate di conseguenza. Sempre più artisti in vari generi mettono però in discussione questo standard preferendo l’accordatura a 432 Hz. È solo lievemente più bassa eppure per loro c’è tutta la differenza del mondo.

Ed O’Brien dei Radiohead ha cominciato a interessarsi all’argomento una dozzina di anni fa, quando era al festival di Glastonbury. «Lì ho fatto una chiacchierata stimolante sulla antica scala di solfeggio e questo mi ha portato a scoprire i 432 Hz», racconta il chitarrista, che il 22 maggio pubblicherà il secondo album solista Blue Morpho. «Mi piaceva l’idea che la musica può essere qualcosa di più di una cosa piacevole o capace di emozionare, che la frequenza stessa a cui viene suonata può essere curativa e vibrare in armonia con le cellule del corpo e col mondo che ci circonda».

Gli effetti dell’accordatura a 432 Hz, dice il chitarrista, sono profondi. «Sento che suona… giusta. La trovo più profonda e potente. È più armonica. In confronto, la musica a 440 Hz appare lievemente stridula. Gli strumenti suonano meglio a questa frequenza, specialmente quelli acustici come le chitarre».

Ed O'Brien - Incantations (Official Video)

Da decenni ormai gli artisti new age pubblicano dischi a 432 Hz. Per loro, la musica accordata su questa frequenza suona meglio. Non solo: i 432 Hz, insieme alle altezze e agli armonici correlati, sarebbero più in sintonia con le frequenze naturali del corpo umano e della Terra. La distanza tra 432 Hz e 440 Hz è sorprendentemente minima, meno di un terzo di semitono, eppure studi recenti mostrano che questa differenza produce effetti interessanti sugli ascoltatori tra cui un maggiore apprezzamento della musica a 432 Hz rispetto a quella a 440 Hz, una riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria, una diminuzione dello stato d’ansia. Gli effetti apparentemente sproporzionati di questa accordatura che è solo leggermente più bassa stanno alimentando la crescente diffusione del movimento dei 432 Hz.

Per James Blake, che ha iniziato a esplorare questa accordatura mentre lavorava a Trying Times, «ti dà semplicemente una sensazione diversa. Non sono uno che accorda tutto in quel modo, ma noto che quando faccio musica a quella frequenza la trovo particolarmente rilassante».

Su YouTube ci sono molti video musicali a 432 Hz tra cui bordoni meditativi che ridurrebbero lo stress, versioni leggermente rallentate di Mozart, successi pop riaccordati, brani ambient. Tra gli artisti che da sempre registrano a 432 Hz c’è il compositore Steven Halpern. I suoi album sono presentati come «una sorta di diapason per il cervello». Anche Spotify e Apple Music offrono playlist a 432 Hz, con una forte presenza di artisti italiani.

Eppure pochi musicisti popolari hanno finora usato una frequenza diversa dai 440 Hz quando si è trattato di registrare. La tesi secondo cui lo hanno fatto Jimi Hendrix, Prince, John Lennon e i Grateful Dead, in studio e dal vivo, è dovuta forse ad esperimenti o magari a chitarre scordate. Un sicuro sostenitore dei 432 Hz è Ziggy Marley, che ha registrato così il nuovo album Brightside. «Per tutta la vita ho provato a fare musica diciamo così spirituale, quindi i 432 Hz sono sul mio radar da un po’. Ho sentito dire che è una frequenza più vicina alla frequenza a cui vibriamo noi esseri umani e ora quando faccio musica mi sento più a mio agio». Marley ha anche iniziato a esibirsi con strumenti accordati a 432 Hz. «È stata un’esperienza gratificante. Per quello che vedo io, ha un effetto sul pubblico, su di me, sulla band. Crea una connessione più forte, provoca una reazione diversa».

L’accordatura è cambiata più volte nel corso della storia. Nel XVII secolo, gli strumenti orchestrali erano solitamente accordati su altezze più basse e, da allora, le intonazioni sono salite gradualmente diventando sempre più standardizzate. Oggi, l’accordatura a 440 domina la maggior parte della musica occidentale. I sostenitori sostengono che i 432 Hz corrispondano alla frequenza elettromagnetica naturale di risonanza della cavità Terra-ionosfera – 7,83 Hz – e ai suoi armonici, noti come risonanze di Schumann. Nonostante questo e altri discutibili calcoli matematici, spesso accompagnati da un linguaggio pseudoscientifico e da immagini “armoniose” generate dall’AI, le prove concrete dei benefici dei 432 Hz sono piuttosto scarse. Ma è importante?

Artisti come Ed O’Brien e Ziggy Marley sentono la differenza. E come diceva il titolo dell’album del 1980 della madre di Ziggy, Rita Marley, Who Feels It Knows It, chi lo sente lo sa. «È una nuova fonte di ispirazione per la musica», assicura Ziggy. «Quando la fai a una frequenza diversa, il cervello sente le cose in un altro modo, si crea un diverso tipo di energia, è come se facessi musica per la prima volta». Al di là degli studi sugli effetti sulla frequenza cardiaca e sulla respirazione, Marley crede nel potere delle frequenze ed è convinto che la musica a 432 Hz stia per vivere una fase di rinascita. «Ascolta, sarà incredibile».

Da Rolling Stone US.