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Rosalía è il nuovo simbolo del femminismo spagnolo

Il suo album 'El Mal Querer' racconta una storia di mille anni fa, non troppo lontana da quello che succede ancora oggi. Sarà per questo che le sue parole sono tra le più usate nella marcia dell'8 marzo

Foto via Twitter

“Non è una sorpresa, in questi giorni, che una star globale canti di quanto stia soffrendo. Ma Rosalía ci ricorda che il dolore e la possessione sono argomenti che hanno interessato il genere umano per secoli”. MALAMENTE di Rosalía è appena stata inserita nelle 25 canzoni “that matters right now dal New York Times, tre giorni prima che diventi una figura chiave nella marcia delle donne spagnole per l’8 marzo.

Non è l’ultima, Rosalía, a instillare nel pop gocce di orgoglio femminista. Ma il suo ruolo è un po’ diverso. “A ningún hombre consiento que dicte mi sentencia“, a nessun uomo consento di dettare le mie parole. È tra i cartelli più visti nella marcia dell’8 marzo in Spagna e tra le canzoni più cantate dalle donne in strada.

El Mal Querer è un disco che già dal titolo si impegna nel mettere in scena un amore malato, “mal”, appunto.

Il disco è ispirato al Roman de Flamenca. Non a un fatto di cronaca attuale, non a una vicenda degli ultimi anni, ma a un romanzo medievale del 1200. Un romanzo carico di gelosia e di intrighi nobiliari, con al centro la bellissima Flamenca, che viene rinchiusa in una torre dal suo compagno Archimbaut, gelosissimo. In qualche modo, però, grazie alla sua intelligenza, riesce a coronare il suo sogno d’amore con Guillem, il suo amante, ma stare comunque al fianco del marito.

Vi ricorda qualcosa? Mille anni dopo, siamo ancora qua.

El Mal Querer è diviso, come il libro, in capitoli, come un romanzo, e racconta l’evoluzione della storia d’amore sofferta della protagonista. RENIEGO e BAGDAD sono la sofferenza, PIENSO EN TU MIRÁ è la rabbia e la gelosia, che sfocia nella violenza di DE AQUÍ NO SALES. Ma è A NINGÚN HOMBRE, l’ultimo capitolo, la chiusura del disco, che dà speranza alla storia, affrontando a testa alta la sofferenza.

Voy a tatuarme en la piel tu inicial, porque es la mía, pa’ acordarme para siempre de lo que me hiciste un día“. Mi tatuerò sulla pelle la tua iniziale, perché è la stessa mia, per ricordarmi per sempre di quello che mi hai fatto un giorno.

Non serve Rosalía per rendere attuale una storia di mille anni fa. E proprio per questo è necessario che ci sia.

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