Regole minime di comportamento ai concerti | Rolling Stone Italia
Elementi di galateo rock

Regole minime di comportamento ai concerti

Buoni propositi per il 2026: niente lanci di oggetti sul palco (fanno male), basta str*nzi che sgomitano per fregarti il posto, non si parla ad alta voce dei fatti propri. E mettete via quei maledetti telefoni

Regole minime di comportamento ai concerti

Foto: Gabrielle Ravet per Rolling Stone US

Nel 2013 Rolling Stone US ha pubblicato un piccolo promemoria indirizzato agli appassionati di musica ricordando loro che, quando si va a un concerto, è bene comportarsi in modo civile. Non parlavamo di smettere di bere, ballare e divertirsi, no, semplicemente di evitare comportamenti molesti.

A quanto pare da allora non è cambiato granché. Anzi, il 2013 sembra un’epoca felice rispetto all’inferno distopico di questi ultimi anni. Gli smartphone c’erano già allora, ma non sembravano attaccati alle nostre mani 24/7. Instagram era una novità, di TikTok c’era forse un’idea abbozzata, la pandemia non aveva ancora azzerato le norme base di comportamento che un tempo rispettavamo.

Quello che segue è quindi un elenco di cose da evitare ai concerti, alcune valide già nel 2013, altre aggiornate. Lo so che non tutti saranno d’accordo. Se però pensate che siano regole da patetici bacchettoni che dovrebbero imparare a divertirsi, vuol dire che siete parte del problema. E vedrete, quando stileremo un elenco simile nel 2037 le cose saranno sicuramente peggiorate.

Le chiacchiere solo al bar, grazie

C’è una sola cosa che abbiamo in comune, noi che stiamo in platea: abbiamo preso un biglietto per quel concerto. Significa che vogliamo ascoltare la musica e non sorbirci le tue chiacchiere ad alta voce. Non ti piace l’opening act? Ti stai annoiando? Vai al bar, ordina da bere e parla quanto ti pare. Tu e il tuo amico potete anche recitare il copione di La mia cena con André, basta che non lo facciate nelle nostre orecchie, sovrastando la musica con le vostre urla. Vi sentiamo ed è incredibilmente fastidioso (se poi avete bevuto un po’, non avete la minima idea di quanto siete rumorosi. Ma lo siete. Di brutto).

Aiuta chi fa crowdsurfing

Non è un problema se vai a vedere qualcuno a teatro, ma se sei un club pieno di ragazzi e qualcuno inizia a fare mosh o crowdsurfing, fai una bella cosa, dai una mano. Alza le braccia e aiuta quella persona a fare un atterraggio morbido. Ok, non è sempre facile e potresti beccarti per sbaglio un calcio in testa, ma l’alternativa è che qualcuno si spacchi la testa sul cemento. Se invece non vuoi avere a che fare coi crowdsurfer, fatti da parte quando la situazione si surriscalda.

Non sgomitare per andare davanti

Succede tutte le volte. Quando le luci si spengono ci sono sempre un paio di stronzi che si fanno strada verso le prime file a forza spintoni. Non gliene frega un cazzo del fatto che molte delle persone davanti a loro hanno aspettato ore per assicurarsi quella posizione. Se li vedi, puoi rendere loro difficile il passaggio oppure, con un po’ di coraggio, puoi spiegare che stanno violando il sacro patto del pit (ok, magari con altre parole). Ma soprattutto, non essere tu lo stronzo che sgomita per andare avanti. Vuoi un posto migliore? È facile: arriva prima.

Smettila di guardare Setlist.fm

Per ogni band tipo Phish che cambia la scaletta ogni sera, ci sono almeno 50 gruppi e artisti tipo Lady Gaga che la tengono sostanzialmente fissa in tutto il tour. Se vuoi sapere in anticipo cosa sentirai, vai su setlist.fm. Ma a concerto iniziato, smettila per favore di consultare quel benedetto sito. Non avete idea di quanto sia diventato un problema negli ultimi anni: mi guardo attorno e vedo sempre più gente col telefono aperto su setlist.fm e non per dare una rapida occhiata. Lo studiano manco fosse la Bibbia e lo fanno ovviamente con lo schermo alla massima luminosità. A nome di chi non vuole sapere quale sarà la prossima canzone: per favore, non rovinarci la sorpresa.

Non lanciare oggetti sul palco

Incredibile che lo si debba dire, ma ecco: non lanciare bottiglie contro i musicisti e nemmeno monete o il tuo demo o qualunque altra cosa. Nel 2004 qualcuno lanciò un lecca-lecca che colpì David Bowie in un occhio, facendolo urlare dal dolore: lanciatore di lecca-lecca, ovunque tu sia, immagino tu sia fiero del tuo gesto.

A teatro rispetta chi è seduto dietro di te

A teatro, anche gli spettatori dietro di te devono poter vedere. Pensaci quando sono tutti seduti e senti il bisogno di scattare in piedi e bloccare la visuale agli altri. Ti capisco, hanno appena attaccato la tua canzone preferita e hai una gran voglia di ballare, ma non ne vale la pena. È buona regola restare seduti se si ha una visuale libera del palco. Il tuo divertimento non vale l’incazzatura di un sacco di altra gente che siede in posti peggiori del tuo. In quanto alle persone assolutamente ragionevoli che rivendicano il diritto di alzarsi quando vogliono, dovrebbero pensare che a teatro ci sono spettatori di una certa età che non possono stare in piedi a lungo o semplicemente a loro volta non vogliono disturbare chi sta dietro.

Abbassa la luminosità dello schermo e togli il flash

In un mondo ideale la gente non sentirebbe il bisogno di usare il telefono ai concerti. Se proprio devi cedere alla tentazione, per favore abbassa la luminosità al minimo. Nel buio totale, un telefono è estremamente luminoso e incredibilmente distraente. Non ho bisogno di vedere il tuo feed di Instagram, grazie. E se stai facendo foto, togli almeno il flash. Acceca chi ti sta attorno e spesso dà fastidio all’artista.

E smettila di fare video e foto di continuo!

Puoi ignorare tutti i punti della lista, ma questo no. Passiamo tutta la stramaledetta giornata a fissare degli schermi. Un concerto rappresenta l’occasione di mettere i telefoni da parte e vivere un’esperienza nel mondo reale. Eppure, per ragioni che restano incomprensibili, una percentuale enorme del pubblico, di qualsiasi pubblico, preferisce guardare lo spettacolo attraverso lo schermo del cellulare quando potrebbe metterlo in tasca e goderselo coi propri occhi… in altissima risoluzione. C’è gente che fa video persino dalla prima fila, con l’artista che ha pagato per vedere a pochi centimetri di distanza. È una follia.

Sì, stanno scattando foto e stanno facendo video, ma sono bruttissimi e probabilmente non li guarderanno nemmeno una volta. Quindi riponi quel cazzo di telefono in tasca e goditi il concerto. Per una o due ore preziose vivi il momento. Una volta era la normalità. Possiamo tornare a farlo (sì, lo so, sono un vecchio che parla a vanvera, ma non me ne frega niente, i telefoni ci stanno mandando in pappa il cervello, qualcuno doveva pur dirlo).

Da Rolling Stone US.

Altre notizie su:  David Bowie Lady Gaga