Per capire ‘B’Day’ di Beyoncé devi ascoltarlo a tutto volume | Rolling Stone Italia
Splendido ventenne

Per capire ‘B’Day’ di Beyoncé devi ascoltarlo a tutto volume

‘Lemonade’ e ‘Cowboy Carter’ saranno pure i dischi che l’hanno consacrata e resa oggetto di analisi accademiche, ma sono arrivati dopo. Un giro in un locale di Brooklyn per sentire la potenza dell’album 20 anni dopo

Per capire ‘B’Day’ di Beyoncé devi ascoltarlo a tutto volume

Beyoncé

Foto: Todd Plitt/Getty Images

Quando pare impossibile alzare il livello della festa per B’Day, 200 persone s’accalcano sulla pista da ballo del Baby’s All Right di Brooklyn per celebrare i 20 anni del secondo, fondamentale album di Beyoncé. Lo spazio è minuscolo ed è pieno zeppo. Quando arriva il break di Get Me Bodied c’è a malapena posto per ballare. Il pubblico lo fa comunque mentre la cantante ordina di sfiorare il pavimento coi capelli per poi tirarli indietro. È sempre stato questo il senso ultimo di Get Me Bodied: un invito a ballare contenuto un album fatto per essere ascoltato a tutto volume.

In questi 20 anni B’Day ha resistito all’usura del tempo. D’accordo, possiamo parlare a lungo della complessità visiva e poetica di Lemonade e di Cowboy Carter, oppure del modo in cui la cantante ha rivoluzionato la musica digitale con Beyoncé. Sono i dischi che l’hanno consacrata, quelli. Però B’Day è l’album che più di ogni altro ha definito l’artista ed è arrivato molto prima che cercare di definire Beyoncé diventasse materia accademica.

Sulla pista del Baby’s il basso vibra nelle ossa mentre le sirene esplodono all’inizio di Ring the Alarm. Dentro al modo in cui la gente urla ogni singola parola ci sono vent’anni di rabbia, tradimenti, frustrazioni. Le emozioni finiscono per esplodere quando DJ Miss Milan, al timone della serata insieme a Byrell the Great, passa da Ring the Alarm a Hold Up, uno dei pezzi simbolo di Lemonade, quello in cui Beyoncé si chiede “Cos’è peggio, sembrare gelosa o pazza? Gelosa o pazza?”. In una strofa di Ring the Alarm canta che “la cosa che più odio è il pensiero che tu la tocchi” e nella successiva minaccia: “Non hai mai visto un incendio come quello che provocherò”. Gelosa e pazza.

Beyoncé - Ring The Alarm

Nella prima metà del set i passaggi tra i pezzi costruiscono un ponte tra epoche. Naughty Girl s’intreccia per un attimo con Green Light, prima di lasciare spazio al remix di Beyoncé di Mi gente di J Balvin e poi tornare finalmente a Green Light. Il pezzo dal forte sapore funk è stato prodotto dai Neptunes, il duo formato da Chad Hugo e Pharrell Williams, oggi sciolto. Per B’Day, Beyoncé ha riunito alcuni tra i migliori produttori pop, hip hop e R&B dell’epoca, da Darkchild e Stargate a Swizz Beatz, Sean Garrett e Rich Harrison. È una che dà il meglio quando mette sotto i collaboratori, spingendoli a superare i loro limiti.

Williams torna anche in Can I Watch You, un inedito che compare nell’edizione uscita per il 20° anniversario. Alcune delle canzoni che sono state aggiunte erano bonus track disponibili solo su CD acquistati da Best Buy o Circuit City, o su versioni vendute esclusivamente all’estero. Dopo aver ascoltato per vent’anni le stesse canzoni, è naturale che l’inserimento di materiale nuovo in un’edizione remixata e rimasterizzata produca una sensazione di lieve straniamento. Ci vorrà un po’ per abituarsi alla nuova versione di Welcome to Hollywood, mentre la scomparsa di World Wide Woman resterà probabilmente senza spiegazione. Lost Yo Mind, invece, entra nella tracklist con una tale naturalezza da sembrare allo stesso tempo nuova e familiare.

L’edizione del ventennale serve sopratutto a testimoniare la straordinaria coerenza che Beyoncé ha mantenuto nel corso della carriera. La sua voce e il suo punto di vista sono il filo conduttore di ogni brano, vecchio o nuovo che sia. Beyoncé non si è mai persa per una o due ere per poi ritrovarsi con un reset o un ritorno alle origini. La sua visione è troppo precisa e riconoscibile, persino in album come I Am… Sasha Fierce e 4, che hanno aggiunto una dozzina circa di classici al suo catalogo pur non essendo dischi riusciti dall’inizio alla fine.

Non ci sarebbero Diva, Ego o Sweet Dreams senza Upgrade U, Kitty Kat e Freakum Dress. Niente Countdown senza Get Me Bodied. E non ci sarebbe la Beyoncé che conosciamo oggi senza B’Day. Il disco ha segnato il passaggio della sua immagine da una sorta di arroganza a una autentica sicurezza di sé. È sinonimo di abbandono a una passione inetnsa e, nelle rare ballate, ha esposti gli stessi sentimenti contrapponendoli a una vena sensibile. Non ci sarebbe mai stato tutto quel clamore attorno a Bow Down, né ci si sarebbe interrogati così tanto sugli eventi che hanno ispirato Lemonade se il pubblico avesse prestato maggiore attenzione alla storia che Beyoncé aveva raccontato con chiarezza in B’Day.

Oggi Beyoncé in concerto fa poche canzoni del disco e le false partenze di Déjà Vu e Freakum Dress durante il Cowboy Carter Tour erano una specie di tortura. Per fortuna c’è The Beyoncé Experience Live, pezzo fondamentale della sua filmografia. È una lezione su come si costruisce una performance sulla forza di canzoni nate per raccontare il presente, ma destinate anche a vivere ben oltre il loro tempo. Oggi B’Day suona esaltante quanto 20 anni fa, quando Beyoncé si è presa il programma tv 106 & Park nel giorno del 25° compleanno per celebrare l’uscita del disco.

Beyoncé, Experience Live Concert

All’inizio di quest’anno, Swizz Beatz ha detto a Billboard che «a volte il tempismo e l’hype possono far sembrare gli album importanti e musicalmente epici, ma quando tutto questo svanisce e la gente passa ad altro, come suona quella musica? B’Day ha superato la prova del tempo». Gran parte di ciò che esisteva ai tempi di B’Day oggi non c’è più: 106 & Park, il 40/40 Club di proprietà di Jay-Z dove Beyoncé festeggiava il compleanno, Circuit City, i canali MTV che trasmettevano i video di B’Day. Ma lo spirito dell’album non è legato alle mode o al pop dell’epoca. B’Day è stato concepito per durare nel tempo.

È per questo che centinaia di persone si ammassano per celebrarlo. E non solo a New York, ma anche a Los Angeles, Montréal, Nashville e in molte altre città del mondo dove sono state organizzate feste analoghe. Al Baby’s, DJ Miss Milan ha fatto ascoltare nella seconda metà della serata tutto B’Day dall’inizio alla fine. Alcuni pezzi si erano già sentiti nel corso della serata, ma ascoltarli nell’ordine originale ha fatto scattare qualcosa. Déjà Vu ha dato il via, Get Me Bodied ha alzato ulteriormente la temperatura e, quando il set è arrivato a Check On It, tutti urlavano ogni parola a un volume talmente assordante da poter rivaleggiare con i primi cinque secondi di Freakum Dress.

È così che B’Day va ascoltato: a tutto volume e il più a lungo possibile.

Beyoncé - Deja Vu (MTV Video Version) ft. JAY-Z

Da Rolling Stone US.