“Momma gets by while papa gets high”, canta Paul McCartney nella canzone che chiude The Boys of Dungeon Lane. In fondo, è una storia che racconta da una vita, la ballata di una donna anziana e forte, sola ma resistente a cui nessuno però sembra far caso. Ha sempre scritto canzoni su donne del genere, da Eleanor Rigby e Lady Madonna fino a Another Day e Jenny Wren. È il tipo di persona di cui ama di più cantare, o forse semplicemente è il tipo di persona che ama di più.
È sempre stato uno degli aspetti che distinguevano McCartney dagli altri autori maschi della sua generazione. Eleanor Rigby è uscita 60 anni fa quando Paul aveva 24 anni, era un Beatle e aveva il mondo ai suoi piedi. E continua a raccontare quella donna, dopo tutti questi anni, ora che è più vecchio della stessa Eleanor Rigby. Momma Gets By sembra quindi una chiusura del cerchio: il culmine di una storia raccontata per tutta la vita.
La protagonista della canzone lavora per pagare l’affitto e tiene unita la famiglia. Il marito fannullone la ignora, eppure lei non si lamenta: va avanti e basta. Perché? “Lo ama”, canta Paul, “con tutto il cuore e tutta l’anima”. La voce si inerpica fragile sulle note più alte così che si possa sentire com’è veramente oggi, segnata dal tempo. Vuole essere sicuro che nessuno si perda tutte le long and winding roads che vi risuonano dentro.
Paul è sempre stato affascinato dagli anziani, persino all’epoca in cui era, lui, un simbolo globale di giovinezza. Nell’Estate dell’amore ha pubblicato una fantasia da musical su una coppia all’inimmaginabile età di 64 anni. Tra poche settimane di anni ne compirà 84. E sì, accidenti, abbiamo ancora bisogno di lui.
Dungeon Lane è un altro centro. A 83 anni, Sir Paul riesce ancora ad imbracciare una chitarra e far uscire canzoni del genere. Parliamo di uno che ha scritto Love Me Do 69 anni fa. Erano gli anni ’50, nel caso la matematica non fosse il vostro forte. Eppure eccolo qua, negli anni ’20 del nuovo secolo, ancora al top. Dungeon Lane conterrà due, forse tre brani sottotono su 14: se Drake riuscisse a fare un album con un rapporto del genere, avrebbe davvero più hit dei Beatles.
Gli ultimi vent’anni di Macca hanno rappresentato una specie di età dell’oro, iniziata con Chaos and Creation in the Backyard del 2005. First Star of the Night è una ballata d’amore che fa sembrare il romanticismo degli ottantenni un paradiso in terra. Sta benissimo accanto a The Kiss of Venus del 2020, ma pure a Venus and Mars del 1974: quando Macca guarda le stelle non sbaglia mai. Mountain Top e Lost Horizon sono seducenti viaggi psichedelici che lui trasforma in canzoni d’amore perché, beh, perché è Paul.
Nel disco canta anche dei Beatles, come tutti e quattro amavano fare ogni volta che entravano in studio. Sommando le carriere soliste di John, Paul, George e Ringo, esistono più canzoni sul tema “vi ricordate quando eravamo i Beatles?” che vere canzoni dei Beatles. In Home to Us torna a Liverpool con Ringo, Days We Left Behind e la magnifica Down South celebrano i primi anni trascorsi con gli amici. Non ci sono altre band che fanno una cosa del genere. Mick Jagger preferirebbe lasciare che Keith gli rasasse i testicoli bendato piuttosto che cantare di quanto si divertivano con Brian Jones.
Momma Gets By sembra una linea temporale alternativa in cui Eleanor Rigby ha finalmente avuto il matrimonio che desiderava. Ok, non è il matrimonio dei suoi sogni, ma resiste. McCartney si rifiuta di metterci anche un filo di ironia, perché non ce n’è. Non la guarda dall’alto in basso, non la compatisce, non permette a noi di farlo. Si rifiuta di trasformare questa storia in una canzone triste (se avesse voluto, avrebbe potuto farlo benissimo). Per lui la sua lotta quotidiana è una forma nobile di resistenza contro il mondo, un modo per mantenere vivi cuore e anima.
Eleanor Rigby la conoscono tutti, eppure continua a diventare sempre più misteriosa. Lo ripeto: Paul aveva 24 anni quando l’ha scritta. È assurdo. Era un Beatle, il ragazzo più bello del mondo, la più glamour delle popstar. La Swinging London era il suo parco giochi con feste, mostre, locali. Eppure non riusciva a smettere di pensare alla stanca e solitaria Eleanor, nascosta in fondo a una chiesa a raccogliere il riso. Che immagine, per un ragazzo di 24 anni. Nemmeno il prete si accorge di lei. Paul invece ha regalato a quell’emarginata una delle sue melodie più belle, ispirando l’innovativo arrangiamento d’archi di George Martin.
Nel libro Lyrics c’è una fotografia che ha scattato nel 1966 guardando dalla finestra della stanza in cui viveva, nella soffitta della casa dei genitori della fidanzata Jane Asher. Guardando quel panorama ci si immagina Paul affacciato su una città che offre motivi di eccitazione e molte opportunità. E invece guardando fuori da quella finestra vede tanta solitudine. È la stanza in cui ha scritto Eleanor Rigby.
La storia di questa eroina l’ha sempre affascinato. L’ha seguita per decenni, da Treat Her Gently/Lonely Old People a Junk fino a Little Willow. Il suo primo singolo solista è stato nel 1971 Another Day, una giornata nella vita di una normalissima impiegata, con il lavoro da svolgere, ma anche il bisogno di tenere vivi sogni e speranze. Nessun altro l’avrebbe notata, figurarsi dedicarle una canzone. «Immagino che, in fondo, sia perché sono un voyeur», mi ha detto Paul nel 2021. «Osservo una donna invece di limitarmi a stare con lei».
Momma Gets By celebra i valori che McCartney venerava nella generazione degli anziani, ma non si è limitato a rendere omaggio a parole a tali valori. Negli anni ’70, mentre le altre rockstar inglesi, compresi gli altri Beatles, si perdevano nei piaceri di Hollywood inseguendo sesso, droga e Brandy Alexander, Paul viveva con Linda in una fattoria nella campagna scozzese, crescendo i figli. Scavava canali di scolo, dava da mangiare alle galline, si assicurava che non ci fossero perdite nel tetto. Riparava letteralmente i buchi da cui entrava la pioggia. Non aveva tempo per vagare con la mente.
È stato il Beatle meno interessato alla guerra generazionale del suo tempo, tanto da inserire persino l’eroe di suo padre, Fred Astaire, sulla copertina di Sgt. Pepper. In When I’m 64 Paul e John interpretano una coppia anziana e si divertono a intrecciare le voci vantandosi: “Risparmieremo fino all’ultimo centesimo!”. Già progettavano di diventare una scorbutica coppia di vecchietti sposati quando erano ragazzi sul tetto del mondo. Avrebbero meritato molto più tempo per invecchiare insieme.
Chi parla di nostalgia in Dungeon Lane sente qualcosa che a me onestamente sfugge: Paul canta di bombe che cadevano durante la Seconda guerra mondiale, di razionamenti alimentari, lavoro duro, malattie, povertà, dei brutti tempi andati. Veniva da una famiglia di immigrati: il nonno materno era irlandese e i Beatles provenivano direttamente dalla cultura degli immigrati irlandesi di Liverpool. Salesman Saint è un racconto vivido e affettuoso dei genitori e della loro generazione impegnata a sopravvivere in tempi difficili. Non ha mai permesso al mondo di dimenticare la madre Mary, infermiera e ostetrica nella zona più tosta di Liverpool. È morta di cancro quando lui era bambino, ma ha fatto in modo che il mondo intero la conoscesse. E grazie a Let It Be, il mondo lo conosce.
Forse è per questo che è affascinato dalle donne anziane: rappresentano il tipo di persona che Mary McCartney non ha mai avuto la possibilità di diventare. È anche il motivo per cui è sempre stato ossessionato dalle vecchie ballate romantiche, quelle che il padre Jim amava suonare al pianoforte, i lenti che i genitori non hanno mai avuto l’occasione di ballare insieme nella vecchiaia (conoscete Baby’s Request, da Back to the Egg, l’ultimo album dei Wings? Fatevi un favore e riascoltatela).
L’eroina di Momma Gets By è sempre stata al centro della musica di Paul McCartney, in tutta la sua vita. Potrebbe essere la musa di Another Day o di Blackbird, oppure Jenny Wren, protagonista della più grande canzone che abbia scritto in questo secolo. Nonostante il cuore spezzato, alla fine lui promette: “Verrà il giorno in cui Jenny Wren canterà!”. Momma Gets By finisce allo stesso modo: nessuno nota il suo eroismo quotidiano, ma nulla può spegnerne lo spirito.
Non sarete probabilmente d’accordo, ma gli ultimi vent’anni di McCartney sono stati il miglior periodo creativo della sua vita post-Beatles. Dico sul serio: sta facendo le sue cose migliori dai tempi di Abbey Road. Chaos and Creation è per Macca quel che Time Out of Mind è stato per Bob Dylan, il disco in cui ha trovato la sua “voce” da uomo anziano. Da allora non ha più pubblicato un album indegno (e vi assicuro che nessuno avrebbe potuto prevederlo negli anni ’80: Dylan e McCartney capaci di incidere una serie di dischi straordinari ogni pochi anni? Avremmo dato qualsiasi cosa anche solo per un album buono).
Il mondo non ha ancora del tutto recuperato i tesori che Sir Paul ha disseminato negli anni ’70, basti pensare al recente libro di memorie sugli Wings o al delizioso documentario di Morgan Neville Man on the Run. Perché aspettare? Il fatto che Paul McCartney continui a regalarci canzoni potenti come Momma Gets By, quasi 70 anni dopo aver preso in mano per la prima volta una chitarra, è di per sé un motivo per festeggiare.















