Non sbavare sulle Die Spitz | Rolling Stone Italia
Meglio del sesso

Non sbavare sulle Die Spitz

Andresti a vederle per motivi extramusicali? Sappi che hanno scritto una canzone su di te. Storia di quattro ragazze che stanno vivendo il sogno rock’n’roll, dai Foo Fighters al Coachella, e che non vogliono essere sessualizzate

Non sbavare sulle Die Spitz

Die Spitz

Foto: Anatheme/Grandstand Media

Chloe de St. Aubin ha cacciato un urlo quando l’anno scorso è arrivata l’e-mail dal management in cui si informava la batterista che il suo gruppo, le Die Spitz, avrebbe aperto per i Foo Fighters. Con lei c’era la chitarrista Eleanor Livingston. Studentesse universitarie, hanno formato il gruppo al liceo conquistando un bel seguito grazie a concerti animati e al disco di debutto Something to Consume. «In quei giorni mi sembrava che non stessimo andando da nessuna parte», ricorda la batterista, «poi ho controllato il telefono e…». Ha scoperto che il concerto in apertura dei Foos sarà il 27 giugno 2026 all’Anfield Stadium di Liverpool, che tiene 61 mila spettatori. Sarà di gran lunga il loro concerto più grande. «Siamo scoppiate a ridere e ci siamo dimenticate quello che stavano studiando».

La strada che le ha portate fin qui, e fino al Coachella, all’Outside Lands e al Lollapalooza in estate, è iniziata nel 2022. Livingston, la bassista Kate Halter e la chitarrista Ava Schrobilgen frequentavano lo stesso liceo di Austin, Texas. «Eravamo super prese dal rock, fumavamo un sacco d’erba e ci piaceva far casino», ricorda Livingston. «Ci siamo convinte che dovevamo mettere in piedi una band».

A quanto pare, l’illuminazione è arrivata dopo aver visto su Netflix The Dirt, il biopic sui Mötley Crüe, un dettaglio che però è stato cancellato dalla loro bio ufficiale. «Revisionato», dice Livingston, che rabbrividisce all’idea di essere associata a un gruppo che ora considera viscido e misogino. «Avevamo 18 anni e, non lo nego, eravamo su quella lunghezza d’onda, tipo: “Rimorchiamo un sacco di ragazze e sfondiamoci di birra!”».

Alla batteria hanno preso de St. Aubin che frequentava un altro liceo di Austin e hanno iniziato a scrivere canzoni che erano l’esatto opposto di Girls, Girls, Girls, anche se per farle funzionare ci sono volute un sacco di prove. «Provavamo nel garage dei miei», ricorda Livingston, «ed eravamo terribili. Sì, terribili, eppure era fantastico. Abbiamo continuato a suonare perché era super divertente».

Die Spitz - Pop Punk Anthem (Sorry For The Delay) Official Music Video

Ai concerti nella zona di Austin hanno ideato una specie di rito: scambiarsi gli strumenti ogni tot canzoni e fare stage diving tipo Iggy Pop. L’EP di debutto Revenge of Evangeline l’hanno registrato in un solo giorno nel 2022. L’anno dopo hanno aperto per Amyl and the Sniffers. «In quel tour lì siamo invecchiate di sette anni», dice Livingston. «Non so come siamo sopravvissute. Facevamo trasferte di 17 ore, scaricavamo l’attrezzatura, vendevamo il merchandise, suonavamo e nel frattempo ci sbronzavamo». Certe notti sono finite tutte e quattro nella stessa stanza d’albergo, altre volte si sono fatte la tirata guidando, fermandosi in un’area di sosta quando non ce la facevano più. «Eravamo convinte che in posti del genere ci avrebbero ammazzate», dice Livingston. «Ma è stato il periodo più bello della mia vita».

Hanno firmato con la Third Man Records di Jack White ed essendo di Austin sono riuscite senza grandi difficoltà a fare uno showcase al South by Southwest. «Avevo l’influenza ed ero messa malissimo», ricorda Livingston. «Non ho nemmeno cantato per metà del set. Ero mezza morta, eppure ci hanno detto che siamo state fantastiche». La Third Man le ha affiancate al produttore Will Yip, che le ha aiutate a «togliere il superfluo» da pezzi come Pop Punk Anthem (Sorry for the Delay), Go Get Dressed e American Porn. Quest’ultimo è un attacco all’ambiente sessista della discografia e a certi uomini che vanno a vederle solo per sbavare. C’è chi ha fotografato i loro piedi e pubblicato le immagini online. «È una canzone bella incazzata», dice Livingston. «Chi viene ai nostri concerti solo perché siamo ragazze carine o per sessualizzarci o oggettificarci deve ascoltare la canzone e poi dirci se è ancora nostro fan».

Per fortuna i tipi con il feticismo dei piedi sono sempre meno numerosi. «Adesso nel pubblico ci sono un sacco di ragazze, persone queer, gente a cui vogliamo parlare. Dicono: “Mi piace la musica dura, ma non ce n’è molta fatta da donne o da persone queer”. Voglio che i nostri concerti siano uno spazio sicuro per loro».

Die Spitz - American Porn (Live on KEXP)

La band ora va in tour con un road manager e un tecnico, e presto arriverà anche una persona che si occupa del merchandise. Ingaggi migliori significano che spesso possono permettersi ben due stanze d’albergo. «Stiamo salendo di livello», dice de St. Aubin, «potremmo perfino avere ognuna un suo letto».

Fino a poco tempo fa molte di loro arrotondavano facendo lavori tra un tour e l’altro, e seguivano corsi online durante i tragitti in furgone. De St. Aubin continua a studiare psicologia ed economia, Livingston si sta laureando in economia con una specializzazione secondaria in biologia, ma entrambe hanno lasciato i loro lavori per concentrarsi sulle Die Spitz. «Mi sa che mi hanno licenziata», dice de St. Aubin. «Mi hanno detto tipo: “Non ci sei mai, non possiamo continuare a inserirti nei turni”. È stato giusto così».

Pensano tanto al concerto con i Foo Fighters («Chissà se la gente arriverà presto per vederci») e non importa se sul poster del Coachella il loro nome è nell’ultima riga scritto a caratteri minuscoli. Ci saranno comunque a suonare lo stesso giorno di Justin Bieber, davanti a migliaia di persone. «La bellezza di esibirsi di fronte a così tanta gente è l’energia che non tutti riescono a sperimentare», dice Livingston. «Succede specialmente quando vedi che la gente conosce i testi o cose così. Ti fa sentire come se avessi scalato una montagna. È meglio del sesso, è una sensazione pazzesca».

Da Rolling Stone US.