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Morgan: vi presento Bella Star e il pop futurista di ‘The Speaking Subject’

Uscirà domani questa canzone che Morgan ha cominciato a scrivere ai tempi di X Factor per Marco Mengoni e che è ispirata a un dialogo tra Chomsky e Foucault. L’ha affidata a una diciassettenne «che si differenzia da tutti gli artisti della sua generazione»

Foto press

The Speaking Subject è una canzone pop futurista, una costola di un mio progetto assurdo a metà tra musica, filosofia e politica e che prende vita da un confronto tra due grandi filosofi avvenuto nel 1971 negli USA. E i due grandi pensatori sono Noam Chomsky e Michel Foucault che di fronte a una platea di studenti e alle telecamere affrontano un grande tema: il rapporto tra giustizia e potere nella società moderna.

Così avevo costruito una suite su questa conferenza, ma non semplicemente ispirata, proprio basata sui dialoghi originali, ovvero musicandoli senza alterarne la metrica del parlato, partendo da questo principio generativo per poi emanciparsi e prendere una strada musicale autonoma con un flusso continuo tra dialogo e voce cantata e narrata che a un certo punto della metamorfosi continua e diventa magicamente quello che è “the speaking subject”. È Chomsky in quel momento a parlare di questo “individuo moderno” e parlante in cui forse l’artista pop si identifica. Lo “speaking subject” è perciò una sorta di personaggio filosofico a cui è affidato il compito di divulgare il sapere, o una parte di esso.

Questo lavoro risale al 2009 e non è mai stato pubblicato. La canzone che oggi è The Speaking Subject originariamente era stata scritta come inedito da affidare a Marco Mengoni, all’epoca in gara a X Factor nella mia squadra. Nella fase di ricerca degli inediti, tra le varie canzoni, avevo abbozzato questo brano che partiva da un riff di ukulele e si chiamava Motivazione, ma che proprio perché incompleto non fu proposto per il talent e rimase per più di dieci anni nel mio hard disk, finché un giorno, un anno fa e per caso, mi sono imbattuto nella pagina Instagram di Bella Star e nei suoi precedenti brani. Mi è piaciuto molto il suo stile, nonostante abbia solo 17 anni, che si differenzia da tutti gli artisti della sua generazione in circolazione. È personale e originale e contiene riferimenti culturali che gli altri non hanno. 

Le ho spedito la canzone su WhatsApp e lei se ne è innamorata e ci ha lavorato da sola fino a realizzare questa versione. Ha compiuto una sorta di “sintesi”, cambiando la struttura e mantenendo alcune parti melodiche che poi ha anche personalizzato, oltre ad aggiungere cori e armonizzazioni. Per quanto riguarda il testo, ha preso solo alcune parti, ma senza modificarle. Per quanto riguarda la produzione, ha utilizzato le parti di basso, chitarra e batteria, ha suonato e aggiunto un’altra ventina di tracce (pianoforte, archi, mellotron, flauti e vari sintetizzatori) e ha missato il tutto arrivando a un risultato eccellente.

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