Rolling Stone Italia

Marracash è (ancora) differente

L’editoriale del numero speciale di Rolling Stone in edicola dedicato al rapper. È il racconto più ampio e aggiornato su Marra e sulla sua magnifica diversità, dalle origini all'album che sta per uscire

Marracash è differente. Era questo il titolo dell’intervista di Rolling Stone in occasione dell’uscita di Persona, praticamente due anni fa esatti. Incredibilmente quel titolo vale ancora oggi, nonostante intorno tutto sia cambiato. Quel disco è diventato uno dei maggiori successi tout court della musica degli ultimi anni (nel momento in cui scriviamo è ancora in classifica), è assurto a game-changer indiscusso nel mondo rap, ha vinto tutto quello che poteva vincere. Gli è mancato l’ultimo step, la dimensione live, ma quelli sono altri temi, altri discorsi, che conosciamo tutti fin troppo dolorosamente bene. La verità è che quel titolo vale ancora perché Marracash è davvero differente. E se incontrandolo a due anni da quella chiacchierata i temi sul tavolo più o meno sono ancora quelli, certo con angoli e profondità nuove, è straniante pensare a che cosa sia successo in mezzo. Un intero mondo semplicemente non esiste più, sostituito da fondamenta d’argilla che s’intravedono nella posa di questi tempi, con un nuovo discorso tutto da scrivere e una serie interminabile di interrogativi che, temo, scioglieremo solo vivendo.

Se con Persona Marracash aveva dato fondo a un’analisi psicologica di se stesso, con il nuovo disco allarga il tiro. Siamo noi, tutti noi, a trovarci sotto la lente del rapper milanese. La sua è come sempre un’indagine acuta della realtà, ma è un’indagine che nasce internamente alla realtà. Marracash in questo è l’eroe super-pop: parla di ciò che conosce, magari più per istinto che per frequentazione, e nulla o quasi sembra sfuggirgli. È come se ci fossero dieci Marracash in uno, il poeta, lo spaccone, l’introverso, il testimone, l’intrattenitore, e tutti agissero con lo stesso grado di accuratezza. Il segreto di Marracash è la sintonia interpretativa col suo tempo. Per questo abbiamo deciso di farlo a pezzi: a partire dalla copertina e poi nel servizio che accompagna la cover story lo vedrete sfrangiato, tagliato, riflesso, moltiplicato, rifratto, specchiato, incrementato, caleidoscopizzato, atomizzato, ridotto, decuplicato.

Foto: Gabriele Micalizzi, Fashion stylist: Ramona Tabita, Fashion assistant: Lorenza Di Romualdo, MUA: Amy Kourouma, Art Direction: Leftloft, RS Producer: Nicole Casale

E infine a sua volta indagato, nei gusti e nelle influenze, nella sua crescita personale e artistica, attraverso le parole delle persone che lo conoscono meglio e il racconto dei suoi collaboratori più stretti. E anche attraverso le sue espressioni dirette, le sue stesse scelte, la sua stessa vita: i pezzi che considera migliori del suo repertorio, il rapporto con la sua città, soprattutto la sua città, Milano, che non è mai fondale piatto, e infine attraverso il percorso in perfetto parallelo con il suo genere musicale che, insieme a lui e con la stessa velocità e andatura di marcia, è passato dagli scantinati di inizi 2000 al mainstream di questi anni ’20. Marracash è differente, molto differente, ed è ora che lo vediate anche voi.

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