L’intelligenza artificiale dei Claypool Lennon Delirium ci annienterà | Rolling Stone Italia
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L’intelligenza artificiale dei Claypool Lennon Delirium ci annienterà

È la trama dell’opera rock che la band di Les Claypool e Sean Lennon pubblicherà a maggio. L’intervista: il valore dell’imperfezione, il (finto) network dei figli d’arte, i Primus di fronte a «italiani mezzi punk a torso nudo»

L’intelligenza artificiale dei Claypool Lennon Delirium ci annienterà

The Claypool Lennon Delirium

Foto: press

«È stato il disco più difficile da fare di tutta la mia vita», dice Les Claypool. «È stato come costruire le piramidi. Un’impresa titanica, sia per il lavoro che abbiamo fatto, sia per il risultato». Lui e Sean Lennon hanno passato tre anni a lavorare a The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy, il terzo album dei Claypool Lennon Delirium che uscirà il 1° maggio. È un viaggio di un’inventiva sfrenata, una vera e propria opera rock piena di trip prog-psichedelici e melodie lennoniane, con la follia bassistica del musicista dei Primus (che vedremo in Italia il 31 luglio al magnolia di Milano, ndr).

I testi sono ispirati a uno scenario immaginario in cui un’intelligenza artificiale segue fin troppo alla lettera istruzioni per fabbricare graffette e finisce per distruggere il mondo. «È già abbastanza difficile scrivere un pugno di buone canzoni», dice Lennon, «ma farle rientrare in una narrazione coerente è stato parecchio difficile, ma in fin dei conti pure divertente».

Al cuore delle creazioni del duo c’è un conflitto: a Claypool piace registrare take velocemente e «poi andare a pescare», Lennon è invece decisamente più ossessivo. «Quando facciamo dischi, lui è Paul McCartney e io suo padre», dice il bassista. «Io sono un tipo da: “Va bene così, andiamocene via”. E lui. “No, aspetta, ho questa parte di glockenspiel che voglio suonare con l’harmonium e anzi rifarò anche tutti le parti vocali”».

Claypool vede il suo ruolo anche come un contrappeso alle tendenze melodiche di Lennon. «Butto nel mix difetti e brutture, altrimenti sarebbe tutto troppo bello visto che a lui le cose belle piacciono».

The Claypool Lennon Delirium - The Golden Egg of Empathy ft. WILLOW

Willow Smith è l’unica ospite del disco, in The Golden Egg of Empathy. È amica di Lennon da anni. «Noi figli delle celebrità ci conosciamo tutti», scherza Sean. «C’è un network. Se fai Ctrl-Caps-Shift-Nepo su Facebook finisci in un Facebook segreto dove ci ritroviamo tutti». Più seriamente: «Ci sono cose che io e Willow capiamo sull’essere figli di celebrità che è difficile spiegare agli altri». I due hanno collaborato in passato, anche se pochi lo sanno. «È un’amica fantastica che guarda caso è anche una cantante incredibile, e nel corso degli anni abbiamo lavorato assieme a un sacco di cose che non sono nemmeno uscite. Lei ascolta metal, jazz e funk, ha una mentalità aperta e le piace sperimentare. La ammiro. Ha uno stile pazzesco».

Lennon ha scoperto i Primus da adolescente, quando è entrato di nascosto in un club in Italia. «Non lo dimenticherò mai. Erano incredibili. La gente saltava giù dalla balconata. Faceva paura. C’erano questi italiani mezzi punk a torso nudo e con la cresta, e Les spaccava. Mi è piaciuto da morire».

I due hanno suonato quasi tutte le parti dell’album da soli, compresa la batteria dietro cui si sono seduti entrambi. «Se mi metto io alla batteria, suona come un pezzo mio», dice Claypool. «Quando invece la suona lui, ha un feeling un po’ alla Bill Ward e un po’ alla Ringo Starr, quel passo fluido che cambia completamente la natura dei pezzi». Dice Lennon che «sono legato geneticamente alla psichedelia degli anni ’60. Credo di avere proprio quel tipo di groove fluido che al Colonnello qua ogni tanto piace».

Da Rolling Stone US.