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L’eccezione Elisa

L’editoriale dello speciale di Rolling Stone in edicola dedicato alla cantante. È la storia di una musicista unica che ripercorriamo dagli esordi a ‘Ritorno al futuro / Back to the Future', dai racconti dei collaboratori alla conversazione libera e profonda di Elisa con Marracash, dai diari personali alle foto intime e famigliari

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Se ci fosse una parola – che è poi un’idea e in fondo un tema filosofico – che dovremmo trarre dai racconti e dai ricordi di tutte le persone coinvolte in questo numero monografico su Elisa, quella parola sarebbe senza dubbio “unica”. Elisa è unica, una formidabile eccezione del panorama musicale italiano. Lo abbiamo visto anche all’ultimo Festival di Sanremo, dove la sua precisione, l’accuratezza, la preparazione, la tecnica, l’intensità e la leggerezza sono stati tutti elementi palesatisi in bella mostra, insieme, in quest’artista che porta in giro e ovunque vada quella singolare luce interiore del suo Nord-Est dentro ogni cosa e in qualsiasi situazione, anche sul palco più tarallucci-e-vino che esista probabilmente al mondo.

Elisa è unica perché può fare praticamente tutto, anzi fa tutto: scrive, produce, arrangia, suona, canta, e poi scatta foto, prepara merende per figli e amichetti e impara ad andare in skate a 40 anni suonati. In fondo è un po’ la tedofora della musica italiana, porta la fiaccola alta e chiara tra generi, epoche, stili e gusti differenti, dal soul alla trap, può andare ovunque, collaborare con chiunque – in Italia come all’estero. Certo alla fine tutto viene ricondotto a quel che più le somiglia, il pop, quello vero, “alto”, «il senso della canzone», come lo definisce il marito e primo collaboratore Andrea Rigonat. Elisa va molto più in là: è la melodia pura della canzone pop, genealogia Beatles per capirsi, ecco perché non ci sarà mai un disco brutto di Elisa, un disco ostile.

In questo numero speciale a lei dedicato abbiamo ricostruito il suo percorso, dagli esordi in quella fucina di talenti che fu la batteria tirata su da Caterina Caselli – che tutto puntò su questo elfo con i dreadlocks che si ostinava a cantare in inglese. Ce ne parla Carlo Antonelli, suo primo scopritore in Sugar. E poi la consacrazione istantanea, nelle radio e in televisione, con Luca De Gennaro che ricorda cosa fu Elisa per MTV – ed MTV per Elisa. Un incrocio benedetto, una sovrapposizione catodica quasi perfetta.

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Ma Elisa ha surfato da protagonista venticinque anni di musica italiana, e oggi arricchisce il suo bagaglio compositivo trovandosi per la prima volta a scrivere sui beat alla maniera dei rapper per questo nuovo doppio album dal titolo auto-esplicativo di Ritorno al futuro / Back to the Future. È proprio lei a parlarcene, raccontandoci tutti i pezzi del disco, le genesi e gli sviluppi, gli stop and go, la nascita delle idee, il confronto con i produttori, insomma spiegandoceli e in questo modo spiegando e rappresentando anche e soprattutto sé stessa, il suo mondo, il suo sguardo sulle cose, le sue paure, lei.

Infine abbiamo pensato che per intervistare la regina del pop ci volesse un parigrado aristocratico-nobiliare. E quindi chi meglio del king del rap, quell’altro fenomeno di Marracash, due artisti – e due autori – che partendo da luoghi e suoni agli antipodi hanno segnato e continuano a segnare le sorti e i gusti della nostra musica. Ne è venuta fuori una conversazione naturalmente brillante, a traccia libera, senza riserve, divertente e profonda. Qualcosa di unico – appunto – da leggere augurandosi per noi, loro e tutta la famiglia in sofferenza della musica che si possa finalmente ritornare presto ad ascoltarli nella dimensione primaria dei live. È ora.

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