Un ospite, un disco, una quarantina di persone sedute in silenzio. È tutto qui, almeno in apparenza.
Club Recordo nasce a fine maggio 2023 dalla volontà di Alessia Marzin e Elisa Montagner, a cui si aggiungeranno Lorenzo Del Sal e Umberto Iannelli e, in seguito Giulia Callino e Silvia Camerin, con l’intenzione di ridefinire l’esperienza musicale collettiva. La spinta arriva da un listening club di Tubinga, a cui Elisa partecipa durante un periodo in Germania. Tornata in Veneto la mancanza di una situazione del genere è evidente: «Mancava una situazione dove non ci fossero giudizi, dove si potesse stare semplicemente seduti ad ascoltare insieme», racconta. Mancano soprattutto fuori dai centri grandi, in un territorio dove l’offerta culturale serale tende a coincidere con l’aperitivo e poco altro. La base scelta è Villa Filanda Antonini, residenza d’artista fondata da Giulio Feltrin – una filanda ottocentesca a Villorba, provincia di Treviso – che crede nel progetto fin dall’inizio.
Il format principale si chiama Sound Shipwreck: un naufragio cognitivo nel suono. L’ospite invitato – finora musicisti, giornalisti, videomaker, ricercatori – presenta un disco a cui è profondamente legato, non necessariamente suo; un album che ha segnato in qualche modo la sua biografia. Poi parte l’ascolto integrale, lato A e lato B, con una pausa nel mezzo. A fine disco, un momento di confronto aperto. Nessun limite di genere: nelle edizioni passate ci si è mossi dalle colonne sonore d’autore a album dei Metallica, dai Cure all’ambient. È proprio quella pluralità che interessa al collettivo, un modo per mostrare come ognuno di noi ascolta musica in modo differente.
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L’ascolto avviene in vinile, ma non è un feticismo, o almeno non solo. «Il fatto di prendere il disco, mettere la puntina, è tutta un’altra narrazione rispetto a mettere un CD o sentire in streaming», dice Elisa. Sulle piattaforme di streaming la musica viene consumata in frammenti, guidata da algoritmi: Sound Shipwreck propone l’opposto. Immersione. E per farlo è necessario che il setting sia ideale: il tetto è fissato a 45 persone, sopra quella soglia l’intimità tende a perdersi.
Stare seduti in silenzio per un’ora ad ascoltare musica con degli sconosciuti non è una cosa a cui siamo abituati, e Club Recordo lo sa. La presentazione iniziale serve anche a questo: preparare il pubblico all’immersione, dare appigli narrativi e personali che rendano l’ascolto più intrigante. La stessa logica si ritrova nel decalogo 10 Steps to Map Your Listening – ispirato al lavoro della compositrice americana Pauline Oliveros teorica del deep listening – distribuito a ogni evento: dieci micro-esercizi per rendere l’ascolto più attento, dal pre-serata al dopo. Tra i suggerimenti: bere acqua, localizzare la fonte del suono nell’ambiente, chiedere agli altri cosa hanno sentito. Anche il prezzo del biglietto ha un suo peso. Non fisso, ma diviso in tre fasce, con una piccola descrizione del valore accanto a ciascuna: un sistema di auto-responsabilizzazione che permette al fruitore di decidere quanto dare. Ogni incontro inoltre alimenta un archivio su Are.na dove confluiscono i commenti scritti degli ospiti dopo ogni serata: brevi riflessioni, spesso molto personali.
Club Recordo però non è solo Sound Shipwreck. Il collettivo organizza talk – l’ultimo, “Architects of Sounds”, ragionava su cosa significhi costruire un’infrastruttura musicale in Italia ed essere donna nel farlo – collaborando con realtà molto diverse tra loro, locali e internazionali. Il prossimo in calendario, “Mapping Communities: raccontare e abitare il territorio attraverso la cultura”, si terrà in una casa privata a Ponzano Veneto in partnership con Please Listen, seguito da una serie di dj set.
Il 21 maggio Club Recordo chiude la stagione 2025/2026 con Gigi Masin, compositore veneziano, figura centrale dell’ambient italiana, autore dell’iconico Wind del 1986 e prossimo alla pubblicazione di Movement per Sacred Bones. Masin presenterà un disco a sua scelta, svelato solo la sera dell’evento. Vale la pena fare il viaggio.










