Sandra “Pepa” Denton si era appena tolta le scarpe e seduta sulla poltrona massaggiante del salone She Thing, nel Queens, per farsi fare la pedicure quando il cellulare ha iniziato a vibrare. Il nome della chiamante era quello di Cheryl “Salt” James, la sua partner musicale, la persona con la quale ha ritagliato uno spazio per le donne nell’hip hop, ha centrato hit come Push It, Shoop e Whatta Man, ah fatto tournée in mezzo mondo. Non poteva sapere che stava per ricevere una notizia devastante. «Mi ha detto “Non voglio più starti sempre attaccata”. E io: “Ma in che senso”. “Nel senso che voglio mollare”». È all’incirca il 2000 e quella breve telefonata mette fine, momentaneamente, a uno dei gruppi più influenti nella storia dell’hip hop, le Salt-N-Pepa.
Col senno di poi, non era poi così difficile prevedere la rottura. In una cover story di Rolling Stone del 1997, James diceva chiaramente che non le interessava più registrare la “solita” musica del gruppo. «Non voglio più fare altre Shoop. Ho detto a Pep che possiamo fare un altro album, ma solo se rispetta il mio desiderio di fare musica che ispiri e che sia originale».
L’hanno fatto, un altro album. Si intitola Brand New, è uscito nel 1997 e non è andato bene. Il singolo di lancio R U Ready è stato un flop e, dopo aver toccato il numero 37, l’album è uscito rapidamente dalla classifica. «Non c’è stata promozione, non ci hanno investito dei soldi, niente di niente», dice oggi James. «È stato un grande errore». Al momento di andare in tour, il gruppo è retrocesso dai palazzetti ai club. «Cheryl non ce la faceva a reggere questa cosa», dice Denton. «Quell’album era il suo bambino, era suo. In quel momento è scattato qualcosa nella sua testa e il nostro rapporto è cambiato».
Né le due, né la dj del gruppo Deidra “Spinderella” Roper pensavano che le Salt-N-Pepa si sarebbero mai rimesse assieme. C’erano troppi contrasti ancora vivi, troppi conflitti irrisolti, accordi commerciali svantaggiosi, per non dire della domanda apparentemente semplice ma rimasta irrisolta: le Salt-N-Pepa sono un duo o un trio? (Dipende a chi lo chiedi). Eppure la sera dell’8 novembre 2025 le tre si sono ritrovate di nuovo sullo stesso palco, per la cerimonia di ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame a Los Angeles. «Quando sono arrivate loro, le rapper donne dovevano ancora dimostrare di poter competere alla pari con gli uomini», ha detto Missy Elliott nel discorso di introduzione. «Salt-N-Pepa e Spinderella l’hanno fatto con naturalezza, senza sforzo… Queste tre donne sono i mattoni che reggono le fondamenta dell’hip hop».
Si sono riviste, ma i problemi non sono svaniti. Derivano in buona parte dalla lunga battaglia legale con la Universal per la proprietà dei master, che ha portato alla rimozione di buona parte del loro catalogo dalle piattaforme di streaming. Ancora oggi, alcuni dei loro brani più noti, tra cui Let’s Talk About Sex e la versione originale di Push It, non sono disponibili in streaming.
Al momento dei discorsi di ringraziamento, James ne ha parlato apertamente: «Stiamo lottando per i master. Dopo 40 anni, mentre celebriamo questo traguardo, i ragazzi non possono nemmeno ascoltare la nostra musica in streaming. È stata tolta da tutte le piattaforme perché l’industria non vuole giocare pulito». Tra le grida del pubblico, James si è avvicinata al microfono e ha detto: «Le Salt-N-Pepa non hanno mai avuto paura di lottare».
Alla Rock and Roll Hall of Fame nel 2025 con l’ex manager Hurby “Luv Bug” Azor. Foto: Amy Sussman/WireImage
Mancano alcune settimane alla cerimonia e James è a bordo piscina nella sua casa di Los Angeles. È un periodo pieno di impegni, si prepara per l’evento, parla con gli avvocati. Ma si concede del tempo per ripensare alla sua storia. È tutto iniziato nei primissimi anni ’80, quando lei e Denton frequentavano le scuole medie a New York, ben prima di incontrarsi.
«Vivevo di fronte alla Bushwick High School a Brooklyn. Guardavo i B-boys stendere il cartone per terra per fare breakdance e vicino c’erano un dj e un MC al microfono. La scena mi affascinava, mi prendeva. Non c’era modo di tenermi lontana dalle jam al parco. Quando mia madre veniva a prendermi, era il dj che mi avvisava: “Cheryl James, tua madre è qui”».
A una quindicina di chilometri di distanza, nel quartiere nel Queens chiamato Jamaica, Denton era un’adolescente che viveva esperienze simili. «Ricordo quelli che montavano i giradischi al parco e prendevano l’elettricità dai lampioni. Era la cosa più incredibile che avessi visto, persone che rappavano su quei beat old school».
La nascita di uno dei movimenti musicali più importanti del XX secolo stava avvenendo davanti ai loro occhi. Entrambe ne erano stregate, ma le somiglianze fra le due finivano lì. Denton era un’estroversa che viveva per fare casino con gli amici, James un’introversa molto più tranquilla, priva di ogni spirito selvaggio. Era inimmaginabile che potessero passare insieme più di qualche minuto, figuriamoci creare un legame destinato a durate per una vita.
Eppure il destino le ha fatte incontrare nella mensa del Queensborough Community College. Era il 1985. «Cheryl mi ha colpito proprio perché era silenziosa», racconta Denton, «una tipa tranquilla che se ne stava in disparte, che non mi chiamava, che non diceva niente. Un giorno le ho chiesto se voleva giocare a carte, a spades. Mi ha risposto di no e basta. Oookay».
Per pagarsi la retta universitaria James lavorava al telemarketing di Sears Roebuck guadagnando un dollaro per ogni modulo che riusciva a far compilare. «Al posto di stare in classe, andavo in mensa e chiedevo alla gente di compilare quei moduli. Pep mi vede coi fogli e dice che ha bisogno di un lavoro. Vieni da Sears, le dico, assumono chiunque. E così è stato». Denton ancora oggi si meraviglia di quella storia. «Ha qualcosa di spirituale, so che c’era la mano di Dio». Piazzate nella postazione del call center una accanto all’altra, è nata un’amicizia improbabile. «Vivevo attraverso le storie pazzesche di Pep», ricorda James.
Da Sears lavoracva anche un giovane comico di nome Martin Lawrence e l’aspirante produttore musicale Hurby “Luv Bug” Azor, che aveva una storia con James. Anche Kid ’N Play, all’epoca ancora noti coi nomi di Christopher Reid e Christopher Martin, ci lavoravano: in pratica quel call center era una fucina di hip hop commerciale. In quel momento, in realtà, il loro scopo comune era tenersi stretto il lavoro. James non aveva mai pensato a una carriera nella musica o nello spettacolo, voleva fare l’infermiera. È stato Azor a incoraggiarla a mettersi al microfono e a decide, dopo averla sentita, di creare un duo rap femminile da gestire e produrre, versione al femminile dei Run-D.M.C. Dopo i provini andati male di due ragazze che James conoscevano, una con la voce troppo stridula e l’altra troppo “perbene”, al microfono si è piazzata Pepa. «Le nostre voci insieme erano magia», ricorda James. «Eravamo destinate a fare musica».
Era appena uscita The Show di Doug E. Fresh e Slick Rick. Per lanciare il gruppo Azor ha avuto l’idea di scrivere un diss track di risposta intitolata The Showstopper, che Denton e James hanno registrato nel seminterrato di Azor con un microfono, due giradischi e un registratore a cassette. Nome del nuovo duo: Super Nature. Sembrava poco più di un gioco finché un giorno Denton ha portato James a fare un giro sulla sua Datsun 210 e una stazione radio ha passato The Showstopper.
«Non ci credevamo», ricorda Denton. «Ho frenato di colpo e sono saltata fuori dall’auto. Cheryl urlava: “Rientra in macchina!”, ma io me ne stavo lì in mezzo alla strada e gridavo: “Sono io quella alla radio!”».
Cheryl James, Sandra Denton e Hurby “Luv Bug” Azor sul set del video di ‘Money Earnin’ Mount Vernon’ di Heavy D and the Boyz, 1988. Foto: Al Pereira/Michael Ochs Archives/Getty Images
Per sfruttare il momento, Azor ha cambiato il nome del gruppo in Salt-N-Pepa, ispirandosi a una frase del brano (“I’m gonna show you how it’s supposed to be / Cuz we the salt and pepa MCs”), ha iniziato a fissare date in locali della zona spesso con Martin Lawrence che apriva col suo set comico e ha pianificato la registrazione del primo album, Hot, Cool & Vicious. Lo hanno registrato in uno studio improvvisato in una brownstone di Brooklyn di proprietà di Fresh Gordon dei Choice MC’s. La maggior parte delle canzoni sono scritte e prodotte da Azor, ma è stato Gordon a creare il synth contagioso alla base di Push It. «La gente pensava che fossimo pop perché eravamo popolari», dice Denton, «e il crossover non era certo di moda all’epoca». Azor è andato avanti per la sua strada e ha fatto registrare le voci le loro preoccupazioni e ha mandato le due in bagno a registrare le parti vocali.
Ai dj il pezzo piaceva anche se in origine era il lato B di Tramp. Col passare del tempo e grazie ai concerti, anche con DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince, il pezzo ha scalato la Hot 100. Nel febbraio 1988 era 19esimo, non lontano da Everywhere dei Fleetwood Mac, Need You Tonight degli INXS e Tunnel of Love di Bruce Springsteen.
Le Salt-N-Pepa erano ormai parte del pop mainstream. Già in passato altri gruppi hip hop come Sugarhill Gang, Grandmaster Flash and the Furious Five e Fat Boys avevano avuto i loro exploit prima di implodere. Molti consideravano il rap una moda passeggera, le etichette discografiche preferivano investire sugli artisti bianchi. E invece le Salt-N-Pepa hanno continuato a sfornare hit e dall’album A Salt With a Deadly Pepa del 1988 è uscita Shake Your Thang, da Blacks’ Magic del 1990 Let’s Talk About Sex. «È una canzone, questa, che ha sollevato un sacco di polemiche e hanno fatto arrabbiare molti genitori», dice James. «Uno ci disse che ci eravamo messe a fare musica oscena. Ma aveva sentito la canzone? Dicevamo semplicemente che volevamo parlare di sesso, non stavamo promuovendo nulla».
La rivincita è arrivata quando Peter Jennings di ABC News le ha invitare a reincidere il brano col nuovo titolo Let’s Talk About AIDS per una campagna di sensibilizzazione sull’HIV. «Molte organizzazioni ci hanno sostenute perché abbiamo avuto il coraggio di affrontare un tema di cui nessuno voleva sentire parlare», ricorda James.
Sul set di ‘Shoop’, New York, 1993. Foto: Steve Eichner/Getty Images
Nel 1993, mentre molti rapper anni ’80 venivano superati dai suoni più duri di The Chronic di Dr. Dre e dal gangsta rap, le Salt-N-Pepa hanno venduto la bellezza di cinque milioni di copie del loro quarto album Very Necessary, grazie a hit come Shoop, None of Your Business e Whatta Man con le En Vogue.
Il successo le ha portate sul palco degli MTV Video Music Awards accanto a Rolling Stones e Springsteen, hanno vinto un Grammy (Best Rap Performance by a Duo or Group), hanno fatto tour in giro il mondo. «Siamo andate in Giappone, in Russia e abbiamo suonato per re e perfino per il Sultano del Brunei», dice Denton. «Siamo arrivate in posti che molti rapper manco sanno che esistono».
I guadagni? Milionari, ma non tutti finiti nelle loro tasche. «Se sei un’artista giovane specialmente in questo genere puoi star certa che verrai sfruttata a destra e a manca», dice James. «A te interessa creare, far musica, mica preoccuparsi del business, e questa cosa è la rovina di molti artisti… E così andiamo in città europee, prendiamo platini di qui, ori di là, targhe e cene di gala». A una di quelle feste hanno ricevuto in regalo ognuna un orologio Cartier. «Costava 12 mila dollari», dice James. «Ho pensato che attorno a noi dovevano girare un sacco di soldi e io vivevo ancora da mamma».
A complicare le cose c’era la relazione tra Salt e Azor. «All’inizio Hurby era un ragazzo normale, io una ragazza normale, ci volevamo bene», dice James. «Poi lui diventa qualcuno, io incido per la sua etichetta, iniziano ad arrivare altre donne. È la storia che molte ragazze nella musica conoscono bene. Sconsiglio di frequentare il proprio produttore o manager».
Le cose sono peggiorate quando anche Denton ha avuto problemi con Azor. «Una volta l’ha quasi picchiato sul furgone», ricorda James. «Ho dovuto fermarla: “Se meni il mio ragazzo, poi che facciamo?”».
Denton sospira quando se ne parla: «Non è sano per un gruppo che un membro se la faccia col manager, col proprietario. Finisce che prima o poi qualcuno verrà fatto fuori. E non è giusto per l’altra persona che ci finisce in mezzo. Ho cercato di farle capire che restare con Hurby non era una buona idea. Ma lei mi ha detto chiaramente che non potevo dirle con chi poteva o non poteva uscire».
Alla fine James ha capito che si trattava di una relazione tossica e ha mollato Azor, senza però tagliare i legami professionali che ha reciso completamente dopo il tour di Very Necessary scatenando una costosa battaglia legale (che si è chiusa con un accordo tra le parti). Sono passati anni prima della firma con una nuova etichetta, la London Records, e l’uscita di Brand New, lanciato con l’idea di un nuovo inizio per le Salt-N-Pepa. E invece è stato un flop che, unitamente ad altri problemi, ha portato a quella famosa telefonata.
Salt e Azor nel 1992. Foto: Al Pereira/Michael Ochs Archives/Getty Images
La separazione è stata particolarmente dolorosa per Denton, ma ha avuto un impatto importante anche sulla carriera di Spinderella, da sempre a metà strada tra l’essere una collaboratrice esterna e un membro a tutti gli effetti. Per raccontare la sua storia bisogna tornare agli inizi, quando Azor ha ingaggiato un’altra dj, Latoya Hanson, la prima Spinderella. La si vede sulla copertina dell’album d’esordio, ma ha lasciato prima del boom. «Già non c’era grande sintonia, poi si è sposata e ha mollato», dice James.
Hanson ha fatto una vita ritirata, ma ad agosto del 2025 si è sfogata parlando con TMZ in occasione dell’ingresso delle Salt-N-Pepa nella Hall of Fame, da cui è stata esclusa. «È una questione di gelosia, cose femminili e maligne», ha detto a proposito della rottura con le altre due. «È quello che è successo alle Supremes… E comunque il nome Spinderella è mio. Mi lo hanno rubato. Hurby avrà anche dato quel nome a Deidra, ma l’ha preso da me».
Comunque sia, nel 1987 Azor era in cerca di una nuova dj. La voce si è sparsa fino a Roper, all’epoca ancora liceale. «Avevo imparato alcune tecniche dal mio ragazzo, backspinning, break. Ho chiamato Hurby: “Aspetta un attimo… parliamo delle Salt-N-Pepa, quelle che vanno in radio?”». È entrata nel gruppo giusto in tempo per girare il video di Push It, facendo incazzare Hanson. «Me lo aspettavo, ma mi ha fatto infuriare». Nel frattempo Roper si sentiva isolata. «All’inizio sentivo una certa distanza perché ero più giovane di loro. Se la spassavano insieme, mentre io stavo da sola o stringevo amicizia con altri sul tour bus. Poi piano piano si sono sciolte».
Roper non ha preso posizione quando è scoppiato il conflitto con Azor. «Mi facevo gli affari miei, badavo a far bene il mio lavoro, dovevo occuparmi delle mie cose, della mia musica. Notavo ovviamente i casini, ma all’inizio ero entusiasta, piena di energia, cercavo di capire come funzionasse la cosa».
Il gruppo l’ha premiata facendola posare con loro sulla copertina di Rolling Stone e presentandosi come trio quandso si esibivano in pubblico. «A differenza degli altri gruppi, volevamo valorizzare la dj», dice James. «Abbiamo deciso consapevolmente di metterla in primo piano, darle un verso in una o due canzoni e la cosa ha dato l’impressione che fossimo un trio alla pari». Era tutta apparenza. «Io e Pep eravamo amiche e collaboratrici da anni prima che arrivasse lei. Nella nostra testa le Salt-N-Pepa eravamo noi due, ma capisco che altri ci consideravano un trio».
Quando Salt ha sciolto il gruppo, la gente pensava che all’interno del gruppo andasse tutto bene. A quel punto le tre si sono dovute reinventare, Roper come dj radiofonica a Los Angeles, James si è dedicata alla famiglia e ha continuato a fare musica, ma da solista, Denton ha fatto di tutto, tra cui i reality Surreal Life e Surreal Life: The Fame Games. «L’unica cosa di cui mi pento è essermi ficcata in cose che non erano mie», dice ridendo, «tra cui il settore immobiliare» (ha anche scritto un memoir intitolato Let’s Talk About Pep in cui ha raccontato tra le altre cose del difficile matrimonio con Antony “Treach” Criss dei Naughty By Nature).
L’unica cosa che Denton non ha preso in considerazione è fare musica come solista. «Ancora oggi non ho mai fatto una canzone senza Salt, a parte una partecipazione a un disco di Missy Elliott. Niente musica se non ci sono di mezzo le Salt-N-Pepa».
Dopo cinque anni, James ha cominciato a prendere in considerazione l’idea di tornare a lavorare con Denton, specie dopo che le due sono state contattate da VH1 per partecipare a un reality in cui avrebbero potuto parlare apertamente delle loro divergenze. «Abbiamo affrontato alcuni dei nostri problemi e abbiamo fatto persino terapia insieme», racconta James.
Lo show ha dato a Roper l’occasione di spiegare finalmente perché non si sentiva considerata parte integrante del gruppo. «“Mi considerate la ‘N’ di Salt-N-Pepa?”», ha chiesto alle compagne durante un faccia a faccia ripreso dalle telecamere. Hanno detto di no. «Per me sei sempre stata la ciliegina sulla torta», ha risposto James. «Io e Sandy possiamo comunque esibirci anche senza di te».
In studio nel 1989, con al centro Spinderella. Foto: Al Pereira/Michael Ochs Archives/Getty Images
Accettato di essere d’accordo sul fatto di non essere d’accordo, le tre hanno continuato come trio per alcuni anni, prendendo parte a tour nostalgici tipo I Love the 90s con Coolio e Vanilla Ice. Spinderella non è stata però invitata nel 2019, quando le Salt-N-Pepa hanno fatto un tour nei palazzetti con New Kids on the Block, En Vogue e Rick Astley. Tutto fa pensare che si sia trattato di problemi economici. «Nonostante abbia preso parte alla promozione del tour e nonostante fossi citata come una delle artiste in cartellone, a gennaio 2019 ho ricevuto una e-mail di fine rapporto», ha scritto Roper su Instagram. «Mi rifiuto di ingannare i fan e chi sulla base della pubblicità ha comprato un biglietto e si aspetta di vedere il trio».
In quello stesso anno Roper ha fatto causa per royalty non pagate, violazione del diritti d’autore, frode e inadempienza contrattuale. Un giudice ha archiviato il caso e le ha indirizzate verso un percorso di mediazione. «Spin e il suo team legale hanno adottato un approccio a muso duro che ha attirato un sacco di attenzioni inutili su una semplice disputa economica che fin dall’inizio avrebbe potuto e dovuto essere risolta in modo amichevole e a porte chiuse», hanno detto James e Denton in un comunicato congiunto.
Era il tipo di sgradevole scontro pubblico che avrebbe potuto causare una frattura permanente e non a caso le Salt-N-Pepa hanno continuato a esibirsi come duo. Eppure nell’ottobre 2024 Pepa è salita sul palco dell’Halloween Boo Bash di Spinderella per cantare Push It, Shoop e Whatta Man. «In questo ambiente c’è chi guadagna dai conflitti e vuole impedirti di risolverli», dice Denton. «Finalmente ho avuto la possibilità di parlare con Spin. Sapevo che le avevano messo delle idee in testa. Volevo dirle: “Ti hanno mentito, ti hanno fatto credere che tu stessi ricevendo poco e noi tanto chissà quali cifre”. Mi ci sono voluti tre anni e mezzo per sentirmi dire di nuovo “ti voglio bene” da Spin».
Per James, il percorso di riconciliazione è iniziato quando si è presentata senza preavviso a uno degli eventi solisti di Spinderella a L.A. «Si è scusata per il dolore che mi ha causato», dice Roper. «Le ho detto che non siamo più ragazzine e che abbiamo passato troppo tempo insieme per permettere a cose del genere di mettersi in mezzo tra di noi». Aggiunge James: «Abbiamo fatto chiacchierate difficili, io e lei da sole, e ora le cose vanno decisamente meglio». Di recente le Salt-N-Pepa hanno fatto diverse apparizioni come trio, e tutte dicono di essere pronte a lasciarsi alle spalle i problemi. «Mi vengono i brividi perché è stata una guerra di cui non c’era bisogno», dice Roper. «Non voglio litigare con le persone che chiamo sorelle».
È una battaglia che si è svolta in privato e che il pubblico conosceva a grandi linee generali grazie alla diffusione degli atti legali. Quel che pochi sapevano è che prima che le tre facessero finalmente pace, il duo formato da James e Denton si era di nuovo incrinato. «Salt mi ha lasciata di nuovo», dice Denton ridendo. «Mi ha chiamata nell’agosto 2023 e ancora una volta ha detto: “Non voglio più farlo, sono stanca”. A quel punto ho pensato: “Perché mai non dovrei fare da sola canzoni che ho scritto e prodotto io?”».
Pur non essendo certa che i fan avrebbero accettato Pepa da sola, Denton ha detto al suo agente di cercare promoter disposti a farla esibire. Con sua sorpresa, l’interesse c’era. «È bello che il pubblico non mi abbia criticata, che non abbia chiesto dov’era Salt. Il modo in cui mi hanno accolta è stato magico».
Dopo circa due anni passati a cantare Shoop e Push It da sola per la prima volta in vita sia, le è arrivata voce che James era pronta a tornare. «Volevo solo smettere di viaggiare», spiega quest’ultima. «Avevo bisogno di prendermi una pausa».
La reunion con Spinderella alla Rock and Roll Hall of Fame 2025. Foto: Amy Sussman/WireImage
Il tempismo è stato perfetto visto che il gruppo stava per entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame e doveva battagliare per riavere i master dalla Universal. «La legge ci dà il diritto, trascorsi 35 anni, di riavere la musica che abbiamo creato», dice Denton, «e porre fine ai contratti che abbiamo firmato a inizio carriera, quando non avevamo alcun potere contrattuale».
Un giudice ha dato loro torto, ma vogliono ricorrere in appello. E anche se non dovessero vincere, sperano che il loro tentativo ispiri altri artisti a lottare. «Solo perché abbiamo incontrato un piccolo ostacolo, non significa che non vogliamo ancora informare e incoraggiare altri artisti a leggere bene i contratti», dice Denton. «Sono convinti che non dovremmo più parlarne e che ci fermeranno. Sì, potete fermarci in tribunale, ma non potete chiuderci la bocca».
Oggi le Salt-N-Pepa e Spinderella sembrano godere di una stabilità ritrovata. Guardano avanti a un fitto calendario di concerti nel 2026 e oltre. Secondo James, c’è la possibilità che aprano gli show di Janet Jackson. «Siamo molto aperte all’idea di fare qualcosa con Janet», dice Denton. «Si è parlato anche di concerti con le TLC, il che sarebbe fantastico perché la gente ha sempre messe le une contro le altre, dato che noi eravamo un gruppo di tre donne e loro sono venute dopo».
Significa che ora James e Denton vedono definitivamente il gruppo come un trio? «Siamo un duo/trio», ribatte James. «È così che dobbiamo iniziare a definirci nella nostra biografia». Dopo tutti questi anni, Roper dice di essere in pace con questa definizione. «Forse possiamo fare dei cappellini con scritto “duo” e “trio”», dice ridendo, «e poi scegliere in base alla giornata. “Che cosa siamo oggi? Ah, oggi siamo un trio”».
Si parla perfino di un nuovo album, il primo dopo il fiasco di Brand New di quasi 30 anni fa. Sono persino disposte ad affidare in ruolo a Hurby col quale hanno ricucito il rapporto. È anche apparso con loro alla Hall of Fame. «Ascolta, mai dire mai», dice James. «Un nuovo album sarebbe un gran modo per chiudere una grande carriera, metterci un bel fiocco sopra».
James ha anche una nuova canzone solista intitolata Chosen che non vede l’ora di far sentire ai fan. «È una celebrazione degli eletti, quelli che c’erano all’inizio, quellio che hanno gettato le fondamenta dell’hip hop. La Gen Z e la Gen X hanno fame di hip hop adulto. Una volta dicevo: non salirò sul palco a cantare Push It quand’avrò 50 anni. E invece eccomi qui e ne ho quasi 60. Pep lo ha sempre detto che l’età non è importante. E sai cosa? Aveva ragione.»
