La gioia fatta persona: Mark Hoppus ricorda Chad Gilbert | Rolling Stone Italia
Come un fratello

La gioia fatta persona: Mark Hoppus ricorda Chad Gilbert

«Ma li avete visti i suoi post su Instagram?! Era sul letto d’ospedale, coi tubicini che gli uscivano ovunque e sorrideva manco avesse vinto la lotteria dei pompini»

La gioia fatta persona: Mark Hoppus ricorda Chad Gilbert

Chad Gilbert e Mark Hoppus

Foto: Andrew Benge/Redferns (1), Tim Mosenfelder/WireImage (2)

Chad Gilbert dei New Found Glory è morto domenica 20 settembre a 45 anni a causa di un tumore al cervello. Mark Hoppus, cantante, cofondatore e bassista dei Blink-182, lo conosceva bene e lo ha frequentato sopra e sotto i palchi. Anche Hoppus ha affrontato un tumore e ha parlato con Gilbert della malattia, ma il loro legame andava ben oltre il dolore. Lo racconta Hopper in questo tributo esclusivo.

Ho sempre considerato Chad Gilbert un fratello minore. Non ricordo il giorno in cui ci siamo conosciuti. Lui e un gruppo di suoi amici coglionazzi venivano a ogni concerto dei Blink in Florida. Voglio dire: A OGNI SINGOLO CONCERTO. Venivano a salutarci, ci facevano domande, ci indicavano i posti migliori dove andare a mangiare. Passavano del tempo assieme volta che i Blink passavano dalla Florida e Chad era sempre… sorridente. Era esattamente il figlio di puttana più felice, entusiasta e innamorato della musica che si possa sperare di incontrare, uno di quelli che sembrano vivere secondo il motto «cazzo sì, la vita è una figata». Cazzo. Faceva ridere. Datti una calmata, amico, abbiamo capito. Era un grande.

A un certo punto ho scoperto che suonava in una band chiamata New Found Glory e che avevano pubblicato un album per la Drive-Thru Records (che all’epoca era l’etichetta da seguire). Era una bomba. Non riuscivo a smettere di ascoltarlo. Lo facevo sentire a tutti quelli che conoscevo: amici, discografici, gente della radio. Ho pregato il nostro management di portarli a bordo. Hanno firmato con la nostra etichetta e i nostri manager hanno cominciato a rappresentarli, oltre a diventare loro amici. I Blink li hanno portati in tour.

 

 
 
 
 
 
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Chad è diventato una presenza importante nella nostra vita. E ogni volta che lo vedevi, lui sorrideva. Era felice. C’era sempre qualcosa che lo entusiasmava: una band, un videogioco, qualche cazzo di… GIOCATTOLO trovato in tour. Non so, era fatto così. Datti una calmata, amico.

Al tour dei Blink per Take Off Your Pants and Jacket hanno partecipato anche i New Found Glory. Chad viaggiava spesso sul bus con me e a mia moglie. Come ho detto, era un fratello minore. I trasferimenti erano lunghi e si parlava un sacco. E Chad a un certo punto si è lasciato andare. Nonostante il successo della sua band, i passaggi in radio e tutto il resto, si sentiva perso e insicuro. Era triste. Nel bel mezzo a tutto quel successo, era triste. Noi ridevamo e gli dicevamo di piantarla, e il giorno dopo abbiamo girato il video di First Date, quello in cui andiamo sugli scivoli d’acqua e Chad lancia la mazza da baseball tra i raggi della bicicletta di una ragazza.

Quelle ore passate a parlare e quei viaggi in bus mi hanno fatto capire davvero chi era Chad. Un combattente. Un campione di gioia. Gioia può sembrare una parola strana, ma Chad era proprio questo. Cazzo. Era la gioia fatta persona. Era uno che sorrideva e rideva in modo sincero, uno che adorava conoscere gente nuova. E ascoltare musica. Gioia. Qualunque cosa negativa stesse succedendo, Chad diceva: fanculo. E la affrontava. Affrontava il mondo e lo celebrava. Ogni giorno. Era così ogni volta che lo vedevo. Era estenuante. Ok, amico. Cristo, datti una calmata, abbiamo capito.

blink-182 - First Date (Official Video)

Siamo rimasti amici da quei primi tempi del punk-rock e dei furgoni. Ognuno ha avuto i suoi alti e bassi. Ho lavorato coi NFG al loro album del 2009 Not Without a Fight. Stavano attraversando un periodo strano. C’era una tensione che sembrava andare ben oltre il fermento creativo normale quando si è in studio. Di tanto in tanto la tensione esplodeva. Ci sono state più di una litigata e urla, che però alla fine si placavano e Chad diceva: «Ok, dai, facciamo qualcosa di figo». E il giorno dopo si presentava sorridendo e ridendo e pronto a ricominciare.

Per molto tempo Chad ha tentato di convincermi a giocare con lui a quel gioco di carte Disney, era una specie di Magic: The Gathering, ma con Elsa e Olaf. Non lo so, era assurdo. Era proprio il suo genere.

Negli ultimi anni ci siamo scritti spesso parlando del cancro. Aggiornamenti. Prognosi. Terapie. Terminologia medica e percentuali di efficacia. Una terapia sembrava promettente, ma dopo settimane o mesi falliva. Allora ne provavano un’altra che avrebbe dovuto funzionare meglio. E quella funzionava, ma poi saltava fuori un altro tumore. Fa paura. È un continuo alternarsi di speranza, disperazione e timore. Eppure, per tutto il tempo, lui è rimasto positivo. Voglio dire, li avete visti i suoi post su Instagram?! Era sul letto d’ospedale, coi tubicini che gli uscivano ovunque e sorrideva manco avesse vinto la lotteria dei pompini.

 

 
 
 
 
 
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L’ultima volta l’ho visto a Nashville. Ed è successo giustamente a un concerto dei Blink. Era l’ultima tappa del tour, quindi dietro le quinte c’era un gran casino. Stavo preparando le cose affinché venissero spedite a casa il giorno dopo e salutavo tutti quelli della crew, c’era Luke Combs lì (?) e quella sera mia moglie aveva deciso di adottare un cane. Stavo correndo lungo il corridoio quando mi sono girato e mi sono trovato davanti Chad: «Porca puttana, Chad! Come va, amico?». Era debole. Per camminare gli serviva il bastone. Mi ha abbracciato e mi ha presentato la famiglia, la moglie e la figlia. Ne avevano passate tante, più di quanto si possa immaginare, più di quanto chiunque dovrebbe essere costretto ad affrontare. Eppure lui era così… felice. Davvero. Felice. Era contento di vedere tutti. Era contento che la figlia potesse vivere quell’esperienza. Era orgoglioso. Sereno. Grato.

La terapia contro il cancro stava funzionando, quindi sperava che sarebbe finita bene, ma avevano trovato un altro problema. «Ah, merda, Chad, mi spiace tantissimo». «Mark, non preoccuparti, funzionerà!». Ci siamo salutati e mi sono voltato un’ultima volta: Chad mi stava salutando con la mano e sorrideva con quel suo sorriso pieno di gioia. Dannazione, mi manchi fratellino.

Da Rolling Stone US.