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La cover di Nick Cave registrata da PJ Harvey è la canzone di cui avete bisogno

Con un pianoforte tenebroso e armonie vocali eteree, la nuova versione di 'Red Right Hand' incisa per la colonna sonora di 'Peaky Blinders' suona come un presagio oscuro

Nick Cave e PJ Harvey hanno sempre condiviso una certa sensibilità cupa. Mentre il cantautore preferiva atmosfere crude e gotiche, Harvey è sempre stata eterea, un’impressionista. I mondi di questi due artisti sono entrati in contatto a metà degli anni ’90; collaborarono alla tetra Henry Lee, registrata per l’album di Cave Murder Ballads, e uscirono insieme per circa un anno, periodo che ispirerà molte canzoni dell’album di Cave The Boatman’s Call. Da allora hanno viaggiato su orbite vicine – hanno scritto entrambi canzoni per lo stesso album di Marianne Faithfull e Harvey ha fatto entrare nella sua band l’ex membro dei Bad Seeds Mick Harvey (non sono parenti) –, ma la distanza non è mai stata colmata del tutto.

Adesso, però, PJ Harvey ha registrato una cover di quello che è forse il brano più riconoscibile di Nick Cave, Red Right Hand, per la colonna sonora della nuova stagione di Peaky Blinders. La canzone, ispirata a Paradiso perduto di Milton, sarà il tema ufficiale della serie. Nella versione originale, registrata per l’LP del 1994 Let Love In, Cave canta con tono minaccioso accompagnato da ritmiche latine e melodie d’organo. Nell’ultimo quarto di secolo il brano è apparso in numerosi film e serie tv (in particolare X-Files) e Peaky Blinders proporrà una serie di cover, tra cui quelle di Snoop Dogg e Iggy Pop.

La versione di Harvey, in particolare, è una ballata elegiaca, tutta poggiata su note di pianoforte che strisciano fuori da un mondo etereo. La voce soffre e geme sui versi “tall, handsome man in a dusty black coat with a red right hand”. La prima parte del brano ha un effetto diverso rispetto alla versione di Cave: l’arrangiamento è più concentrato, poi svanisce lasciandoti con la voglia di riascoltarla. Harvey non canta tutte le strofe, ma con quest’abito così diverso, la storia del guru misterioso raccontata da Cave suona più come un’avvertimento, e vi rimarrà addosso.

PJ Harvey la registrò per la prima volta nel 2014, per la seconda stagione della serie, ma il brano è tornato al centro dell’attenzione grazie alla colonna sonora. All’epoca, il produttore Flood contattò Harvey per registrare una versione del brano che fosse meno “Americana” (il che è assurdo, visto che Cave è australiano che ha vissuto tre decenni in Inghilterra). “Stiamo cercando di renderlo più europeo e britannico e PJ è perfetta per questo compito”, disse all’epoca alla BBC. “Ho chiamato Polly ed era molto interessata. Stiamo cercando di decostruire il materiale che ha registrato, è all’avanguardia e moderno”.

All’inizio dell’anno, Cave ha scritto della sua relazione con Harvey sul suo sito The Red Hand Files. “La verità è che non sono stato io a lasciare PJ Harvey, ma è stata PJ Harvey a lasciare me”, ha scritto. “Eccomi lì, seduto sul pavimento del mio appartamento a Notting Hill, il sole passa attraverso la finestra (forse), mi sento bene, la mia ragazza è una bella e talentosa cantante… poi suona il telefono. Alzo la cornetta e sento la voce di Polly. ‘Ciao’, le dico. E lei: ‘Voglio lasciarti’. ‘Perché?’, chiedo. ‘È finita’, risponde. Ero così sorpreso che mi è quasi caduta la siringa”.

La colonna sonora di Peaky Blinders, in uscita il 15 novembre, contiene entrambe le versioni di Red Right Hand, insieme a canzoni di White Stripes, Arctic Monkeys e David Bowie.

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