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I fan americani stanno vendendo il sangue per comprare i biglietti di Harry Styles

In Italia è vietato, ma negli States le donazioni di plasma sono pagate. C’è chi fa un secondo lavoro o dà fondo ai risparmi per raccogliere i 1000 dollari per vedere un concerto della star. Cartoline dall’inferno del ticketing

Foto: Kevin Mazur/Getty Images for Harry Styles

Chante Whyte ha gioito quando Harry Styles ha annunciato l’uscita di Kiss All The Time, Disco Occasionally. Quando invece sono uscite le date del tour le è salita l’ansia. «Te lo giuro, avevo le palpitazioni tutte le notti a forza di pensare a come sarebbe stata la battaglia su Ticketmaster».

Anche se il tour Together, Together non inizierà prima del 16 maggio, la vendita dei biglietti è partita per quasi tutte le date. I fan iscritti alle prevendite hanno scoperto che il prezzo di molti biglietti supera i 1000 dollari e questo un po’ perché l’artista in questione è Harry Styles e un po’ perché è pur sempre un ex membro degli One Direction. Non va in tour da un bel pezzo, è uno che sparisce una volta finita una tournée e perciò perdere questa occasione potrebbe significare aspettare almeno altri tre anni per rivederlo dal vivo. In più, Together, Together è decisamente meno lungo dei tour precedenti, 67 date in sole 11 città nel mondo tra cui una residency di 30 serate al Madison Square Garden. La domanda è stata pazzesca: solo per le date a New York oltre 11 milioni di persone si sono messe in coda a fronte di 500 mila biglietti disponibili.

Come se non bastasse, i fan devono anche fare i conti con la battaglia che si sta consumando attorno ai rivenditori di biglietti. I prezzi elevati non sono certo una novità – già nel 1969, su queste stesse pagine, i fan si lamentavano di quanto costava andare a vedere i Rolling Stones – ma negli ultimi anni le lamentele di artisti e pubblico sono diventati sempre più forti. Sono seguite anche cause legali contro le commissioni nascoste e i bot che fanno lievitare i prezzi. E quindi la caccia al biglietto da parte dei fan di Styles è particolarmente dura e prevede anche soluzioni estreme.

Daniella Barone ha 24 anni, studia illustrazione in Florida, ma è originaria del Venezuela. Ha saltato il concerto a Miami del 2020 perché costretta a lasciare il Paese per avere la green card. Il Covid l’ha bloccata in Venezuela per alcuni mesi e quando è riuscita a tornare negli Stati Uniti il concerto era stato cancellato. Ascolta gli One Direction da quando aveva 11 anni. Non appena ha visto l’annuncio del tour ha capito che doveva procurarsi dei soldi, e in fretta. Cercare un lavoro che interferisce con gli studi non era una soluzione praticabile. Che fare allora? Donare sangue. Lo ha già fatto due volte e ha intenzione di continuare finché non potrà permettersi due biglietti e un volo per New York. «Posso mangiare solo una volta al giorno, l’ho già fatto» dice ridendo.

Anche Ava Engle, 18 anni, ha avuto la stessa idea. Studentessa alla San Diego State University, dice di avere «combattuto un sacco di battaglie su Ticketmaster». Non è riuscita a trovare un biglietto per Styles sotto i 1000 dollari durante la vendita ufficiale. Lavorare e stare al passo con lo studio non è facile e anche se gli aghi la spaventano, si è iscritta per donare il plasma. Ogni donazione le frutta circa 90 dollari che possono fare la differenza se vengono sommati ai lavoretti di tutoraggio che fa. Durante le pause scolastiche è impiegata alla reception di una piscina. Spera, mettendo assieme tutti gli introiti, di coprire la spesa. Non che le piaccia sbattersi così tanto per biglietti che qualcun altro ha pagato 200 dollari. «Ho il terrore degli aghi e quindi quando mi sono seduta ho iniziato ad avere dei ripensamenti, tipo: che sto facendo? Voglio solo vedere uno dei miei artisti preferiti. Non dovremmo arrivare a tanto per poterci permettere un concerto».

Da quando il tour è stato lanciato si sono moltiplicate le lamentele per i prezzi inaccessibili. Anche l’ex compagno di band di Styles, Zayn Malik, ne ha parlato, o così almeno sembra, durante un concerto: «Voglio solo dire un enorme grazie a ognuno di voi per essere qui stasera. Spero che i prezzi dei biglietti non fossero troppo alti. Così, tanto per dire».

Con l’impennata dei prezzi è cambiato anche il comportamento dei fan. Chi va a vedere grandi star come Styles, Billie Eilish o Olivia Rodrigo è giovane e cerca di comprare biglietti più economici e accamparsi fuori dallo stadio durante la notte per stare il più possibile vicino al palco (ma si tratta comunque biglietti possono costare tra i 400 e i 900 dollari o persino di più). Non si sa quanti biglietti di quel tipo vengono messi in vendita, il che rende la corsa all’acquisto una lotteria. E così quando mercoledì Styles ha annunciato su Instagram un concerto a Manchester a sole 20 sterline, il post ha superato 1,4 milioni di like.

«Faccio tutto nel modo giusto», dice Engle, «non sono un bot, eppure mi ritrovo centomillesima in coda. E quando finalmente riesco ad accedere alla pagina vedo che c’è pochissima disponibilità e i prezzi superano i 700 o i 1000 dollari, e non sono nemmeno posti incredibili. Che rabbia. Harry, che stiamo facendo?».

Aaron Fern, 28 anni, non era un grande fan degli One Direction, ma quando ha ascoltato il primo album solista di Styles se n’è innamorato subito. Si è iscritto a decine di prevendite per gli show al Madison Square Garden e sta pensando di aumentare il tetto della carta di credito pur affrontare la spesa. Il suo budget previsto era di 1000 dollari per due biglietti, ma dopo non essere riuscito a prenderne neanche uno è disposto a tutto e sta cercando un secondo lavoro. «Non do la colpa a Harry, sarebbe come dare la colpa al meteorologo per il tempo, ma è assurdo. Sto cercando lavori da barista, nella ristorazione, nei negozi di dischi. Qualsiasi campo in cui abbia esperienza e possa farmi guadagnare il più in fretta possibile».

Secondo Whyte, che ha 25 anni, i concerti di Styles sono esperienze «che ti cambiano la vita» e creano un forte senso di comunità. «Dell’ultimo tour di Harry ho visto quasi 30 concerti, una follia», dice ridendo. «Dico sempre a mia madre che c’è un mio neurone che va in corto circuito quando si tratta di quell’uomo».

Visti i prezzi Whyte, che è laureata in giurisprudenza e sta studiando per l’esame di abilitazione, dovrà dar fondo ai risparmi. È un sacrificio che è pronta a fare e ha intenzione di andare al maggior numero possibile di concerti, ma trova che i prezzi assurdi stridano con i temi che Styles promuove. «Andare a un suo concerto significa entrare in una comunità con cui sare sotto al palco, ballare, accamparsi fuori. È quel senso di appartenenza che mi spinge a tornare tutte le volte. È ironico che il tour si chiami Together, Together e parli dell’idea che apparteniamo gli uni agli altri e poi i prezzi dei biglietti dicono tutt’altra cosa».

Da Rolling Stone US.

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