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I dischi più attesi del 2026

Dai Rolling Stones ai Gorillaz, passando per gli U2, Paul McCartney, le nuove confessioni sulla pista da ballo di Madonna e la colonna sonora di Charli XCX, ecco gli album che (forse) ascolteremo nei prossimi mesi

Foto: Michael Hickey/Getty Images

Vi piace il classic rock? Potrebbe essere un buon anno. Dopo le indiscrezioni secondo cui Keith Richards non se la sentirebbe di fare un tour negli stadi nel 2026, i Rolling Stones potrebbero pubblicare un nuovo album a soli (per i loro standard attuali) tre anni da Hackney Diamonds. Il produttore è lo stesso, ovvero Andrew Watt, le canzoni sono in parte nuove e in parte recuperate da quelle session. Ronnie Wood ha detto con una certa sicurezza che uscirà nel 2026, ma chissà che il cambiamento di programma sul fronte live non incida anche sulla decisione di pubblicare nuova musica. È del resto difficile se non impossibile prevedere quali dischi usciranno nel corso dell’anno. Proviamo a farlo qui unendo certezze, voci, speranze, deduzioni, e tenendo bene a mente che gli annunci vengono ormai fatti con poche settimane di anticipo, a volte pochi giorni, per non parlare dei dischi che vengono rimandati. Un paio di esempi: Rosalía ha annunciato quello che per noi è l’album dell’anno, Lux, il 21 ottobre 2025 e lo ha pubblicato il 7 novembre, mentre Lana Del Rey ha cambiato per ben due volte titolo e data di uscita del disco che alla fine (si spera) uscirà nel 2026.

Una cosa la sappiamo: c’è Andrew Watt anche dietro alle session fatte nel 2025 da Paul McCartney, che pare abbia registrato tra le altre cose degli archi negli studi di Abbey Road. Wood (sempre lui) ha anche parlato mesi fa del ritorno discografico dei Faces, la band in cui suonava con Rod Stewart e Kenney Jones prima entrare negli Stones. Si sono già riuniti in passato, ma non pubblicano una raccolta di inediti da Ooh La La del 1973. Si parla anche di un documentario ed effettivamente la loro storia non è stata celebrata quanto quelle di altre formazioni dell’epoca. Sempre sul fronte dei classici, potremmo sentire i lavori solisti di Mick Fleetwood e di Billy Gibbons degli ZZ Top, la raccolta di inediti del periodo 1990-2005 dei Love assemblata da Arthur Lee prima della morte intitolata Just to Remind You, il disco country di Brian Wilson e Fred Vail Cows in the Pasture, forse il Ghost Record che Stevie Nicks ha promesso essere pieno di storie autobiografiche, con un pezzo dedicato a Prince, e ancora i Curved Air e gli Squeeze. Ringo Starr ha parlato di un nuovo disco prodotto con T Bone Burnett, mentre ad agosto Bob Dylan è stato per due settimane in studio: pubblicherà qualcosa?

Di sicuro tra le prime uscite dell’anno, a gennaio, ci sono Secret Love dei Dry Cleaning, The Demise of Planet X degli Sleaford Mods, l’ultimo (in tutti i sensi) dei Megadeth, Tragic Magic di Julianna Barwick & Mary Lattimore. A febbraio arriveranno Britpop di Robbie Williams, Cerulean di Danny L Harle, la colonna sonora di Wuthering Heights di Charli XCX e The Mountain dei Gorillaz già presentato a sorpresa dal vivo. E poi ci sono un nome e un titolo che gli amanti della canzone americana farebbero bene ad appuntarsi: Tyler Ballgame, For the First Time Again.

Prima o poi nel corso del 2026 dovrebbero tornare i 4 Non Blondes. Linda Perry ha infatti spiegato che la band di What’s Up si è rimessa assieme e ha scritto pezzi nuovi. In vita sua Courtney Love ha pubblicato un solo lavoro solista, America’s Sweetheart del 2004. Il secondo potrebbe arrivare nel nuovo anno, ci sta infatti lavorando col vecchio amico Will Sergeant di Echo & The Bunnymen («Il mio chitarrista preferito della mia band preferita») e ci dovrebbe essere come ospite Michael Stipe, dal quale peraltro ci si attende un vero album. C’è curiosità attorno al disco che Flea dei Red Hot Chili Peppers pubblicherà nel corso dell’anno, dopo il singolo A Plea, in cui sarà accompagnato da una band di «moderni jazzisti visionari».

Gli U2 parlano da tempo di un nuovo album in fase avanzata di lavorazione. Potrebbe contenere One Life at a Time, la canzone dedicata all’attivista palestinese (e consulente del documentario No Other Land) Awdah Hathaleen. I Massive Attack hanno promesso nuova musica con una nuova etichetta discografica, ma non necessariamente sotto forma di album, e anche Dave Grohl ha fatto capire che arriverà qualcosa di nuovo dai Foo Fighters. In primavera uscirà High Noon dei Blondie prodotto da John Congleton (St. Vincent, David Byrne), con le ultime registrazioni di Clem Burke. Ha un titolo ma non una data di pubblicazione anche il nuovo di Tori Amos: In Times of Dragons è «una metafora della lotta tra democrazia e tirannia». Ha invece cambiato più volte titolo il prossimo di Lana Del Rey. Ora si chiama Stove (in precedenza Lasso e The Right Person Will Stay) e dovrebbe essere orientato verso l’Americana, con tocchi country e dark.

Dopo le operazioni di archivio Tracks II e Nebraska ’82, Bruce Springsteen ha detto che potrebbe pubblicare il nuovo album di inediti nel 2026, cosa che non fa da Letter to You del 2020. Anzi, i dischi che ha dovrebbero essere almeno due visto che ha da tempo chiuso il sequel della raccolta di cover Only the Spring Survive. I Cure potrebbero pubblicare l’album di cui ha parlato più volte Robert Smith dopo l’uscita di Songs of a Lost World e potrebbe uscire l’album postumo di Sinéad O’Connor. Si parla anche di nuovi lavori di Björk, Muse, Aldous Harding, Cult, Strokes, Prodigy, Soft Cell, Peaches, Bill Callahan, Evanescence, ma anche di Johnny Marr e dell’ex compare Morrissey, che ha già diffuso la tracklist. Sull’esordio solista di Zack de la Rocha dei Rage Against the Machine abbiamo smesso di contare da tempo, nel nuovo di Joanna Newsom speriamo ancora. I Guns N’ Roses hanno pubblicato una serie di singoli, Slash dice che hanno parecchio materiale, significa che uscirà un album?

Per gli amanti della musica americana, si parla anche di nuovi lavori di Lemon Twigs (prolificissimi), Iron & Wine, Courtney Barnett, Bill Callahan (a febbraio), Hiss Golden Messenger, Buck Week dei Big Theif, Lucinda Williams (a gennaio), Robyn Hitchcock, Black Crowes. Sono tornati gli Alabama Shakes di Brittany Howard: dopo il singolo Another Life e l’annuncio delle date, arriverà un album? 

Sul fronte pop, Madonna ha lavorato col produttore Stuart Price a una sorta di sequel di Confessions on a Dance Floor del 2005 e Chappell Roan potrebbe tirare fuori il primo disco dopo il boom di The Rise and Fall of a Midwest Princess. Si parla da tempo dell’ultimo (forse in tutti i sensi) dei Coldplay, del nono di Rihanna (uscirà mai?) e naturalmente del pluririmandato Bully di Kanye West, previsto per il 30 gennaio. Si spera in un ritorno di Janet Jackson, il mondo K-pop attende i BTS, c’è curiosità per le mosse di Nicki Minaj dopo la svolta MAGA, Asap Rocky ci farà ascoltare Don’t Be Dumb, album pluri-rimandato, il primo del rapper in otto anni.

In Italia, l’anno si aprirà con gli strumentali di Ferrum Sidereum degli Zu, il mixtape Fastlife 5 di Guè, Tutto è possibile di Geolier, Il console generale di Flavio Giurato, Lunedì di Tutti Fenomeni e il debutto omonimo dei Si! Boom! Voilà!, la band di Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori), Roberta Sammarelli (ex Verdena), N.A.I.P., Julie Ant, Davide Lasala (a questo link la prima intervista che hanno concesso). A fine gennaio arriverà Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi.

Poco più della metà dei concorrenti di Sanremo 2025 ha pubblicato un album di inediti dopo il festival e ovviamente anche quest’anno molti lo faranno, a partire da Sayf. Al di là di Sanremo, ci si aspetta da mesi il disco di Blanco, qualcosa da Cosmo, il più volte annunciato Residui di rock’n’roll di Gianluca Grignani, la collaborazione tra Rose Villain e Guè. Ci piacerebbe ascoltare il secondo lavoro della trilogia di Carmen Consoli aperta con Amori luci, uno dei nostri dischi italiani del 2025 e qualcosa di nuovo da Madame.

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