Dal mercoledì delle ceneri al venerdì santo. Sei settimane dopo Days of Ash, gli U2 hanno pubblicato a sorpresa un altro EP. Si intitola Easter Lily e non contiene pezzi esplicitamente politici come il precedente, ma sei canzoni inedite incentrate su temi che vanno dalla religione alla speranza, dall’amicizia alla morte, dallo smarrimento alla trascendenza.
«Siamo in studio dove stiamo ancora lavorando su un album chiassoso, disordinato e “irragionevolmente colorato” da suonare dal vivo… che è dove sta l’essenza degli U2», scrive Bono in un comunicato. «Continuiamo a considerare il rock un atto di resistenza contro la bruttezza che vediamo nei nostri piccoli schermi. Molti di noi che osservano il caos là fuori nel mondo sentono che stanno attraversando un deserto politico, un periodo che ci spinge a scavare più a fondo nelle nostre vite per trovare una fonte di canzoni in grado di raccontarlo».
Per Easter Lily, dice Bono, gli U2 si sono ritrovati a porsi domande personali: «Le nostre relazioni sono all’altezza di questi tempi difficili? Quanto lottiamo per l’amicizia? La fede può sopravvivere allo stravolgimento di significato premiato dagli algoritmi? Tutta la religione è spazzatura e continua comunque a dividerci… oppure ci sono risposte da trovare nelle sue crepe? Ci sono cerimonie, riti, danze che forse ci mancano? Dal rito della primavera fino alla Pasqua e alla sua promessa di rinascita e rinnovamento… L’album Easter di Patti Smith mi ha trasmesso tantissima speranza quando è uscito nel 1978. Non avevo ancora compiuto 18 anni. Il titolo dell’EP è un omaggio a lei. Più avanti torneremo a fare un po’ di casino per ricordare al resto del mondo che esistiamo, ma nel frattempo… questo è tra noi e voi».
L’EP si apre con Song For Hal, un tributo al produttore Hal Wilner con The Edge alla voce solista. «Sono raramente la voce principale», dice il chitarrista in un’intervista per il nuovissimo numero della fanzine degli U2 Propaganda. «Quando la gente mi chiede il motivo, spiego che nella band c’è già un grande cantante. Ho sempre immaginato che la voce principale sarebbe stata quella di Bono, ma lui ha insistito affinché questa la cantassi io. Gli piaceva come veniva con la mia voce. È stato un gran complimento».
In a Life è un’ode all’amicizia. «Pur riconoscendo quanto è assurdo parlare di fede e amicizia in tempi nichilisti, non ce ne pentiamo… è una cosa emotivamente diretta che per qualcuno sarà ben poco cool», dice Edge, «ma è proprio questo il punto: provocare e mettere in discussione la patina di distacco che si insinua nelle relazioni. Ascoltandola dopo Song for Hal, mi ricorda di non dare per scontati gli amici».
Scars trae ispirazione musicale dalla scena post punk dei primi anni ’80. Il testo parla di accettarsi e riconoscere le cicatrici che ci si è fatti nel corso degli anni. «Le cicatrici sono utili, gli errori sono utili, ma solo se li si riconosci», spiega Edge. «È questa la chiave. Se li nascondi o neghi che ci siano, diventano nefasti. È la radice del narcisismo: non l’amor proprio, ma la falsa perfezione. Bono porta quest’idea altrove con un riferimento alle ferite di Cristo, ricordandoci che furono inflitte da uno Stato unitamente a un’autorità religiosa. Chiesa e Stato sono una combinazione pericolosa».
Le origini di Resurrection Song risalgono a un demo che Edge ha fatto una decina d’anni fa col produttore Jacknife Lee. «Stavo cercando una canzone con dentro un bello slancio positivo», ricorda il chitarrista. «La band l’ha portata a un livello completamente nuovo. Larry Mullen Jr. suona in questo pezzo alcune delle parti di batteria migliori che abbia mai registrato».
La band ha passato molto tempo a rifinire Easter Parade. L’hanno iniziato riprendendo vecchie idee degli U2 finché Bono e Jacknife Lee non l’hanno trasformata in una cosa nuova, con un testo spirituale. «Credo che la domanda sia: perché proprio ora queste canzoni sulla trascendenza?», si chiede Edge. «Abbiamo la sensazione che il nostro pubblico desideri quanto noi avere qualcosa a cui aggrapparsi in tempi difficili. Non scriviamo canzoni che evitano di testimoniare il trauma, la rabbia, il dolore del mondo, e queste canzoni più spirituali testimoniamo anche la fonte della forza che abbiamo trovato per affrontare questo questo».
Easter Lily si chiede con Coexist (I Will Bless The Lord At All Times?), che presenta un “paesaggio sonoro” di Brian Eno. «Abbiamo iniziato questo brano con Eno», dice Edge. «Era Bono che improvvisava su questi accordi bellissimi di Brian. Bono e Jacknife Lee hanno poi ripreso il pezzo e, come un jazzista, Bono si è lanciato, totalmente senza freni. Ho avuto pochissimo a che farci, ma è uno dei pezzi di musica che preferisco tra quelli che abbiamo fatto di recente».
Non troverete i pezzi di Days of Ash e Easter Lily mel prossimo album degli U2. Quando hanno iniziato a lavorarci non avevano neppure in programma di pubblicarli. Hanno deciso di fare sul momento, lanciandosi in una corsa contro il tempo. «Ho dormito in media due ore a notte», dice Jacknife Lee in un’altra intervista su Propaganda. «Mi sembrava di vivere sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ho perso il senso del tempo. È stato tosto, ma anche eccitante. C’è molta tensione e un’eccitazione nervosa, che è una grande fonte di carburante creativo».
Dopo aver saltato la residency degli U2 allo Sphere nel 2023 e nel 2024 per riprendersi da operazioni al collo e alla schiena, Larry Mullen Jr. è tornato dietro la batteria. «Ha dovuto imparare un nuovo stile di batteria a causa dei suoi problemi», dice Jacknife Lee, «ma questa cosa gli aperto nuove possibilità».
Per ora non sono fissati una data e nemmneo un periodo in cui gli U2 pubblicheranno il nuovo album. La band non ha comunicato ufficialmente eventuali piani per un tour.
















