Elogio della “nuova”, flebile ‘Tangled Up in Blue’ | Rolling Stone Italia
“Tomorrow’s another day”

Elogio della “nuova”, flebile ‘Tangled Up in Blue’

Nei concerti europei Bob Dylan la sta cantando con due strofe inedite. La storia senza fine della canzone, la versione preferita dall’artista, quella con la band migliore, l’adattamento senile

Elogio della “nuova”, flebile ‘Tangled Up in Blue’

Bob Dylan nel 2023

Foto: Gary Miller/Getty Images

Si è molto parlato della prima data a Oslo del tour europeo di Bob Dylan per la presenza del nuovo chitarrista Mike Seal, per le cover di Louisiana 1927 di Randy Newman e Dublin Blues di Guy Clark che nessuno si aspettava, per la prima esecuzione dal vivo in 21 anni di Crash on the Levee (Down in the Flood). Ma il pezzo che non riesco a togliermi dalla testa e di cui continuo ad ascoltare la registrazione sorprendentemente nitida tratta dal concerto (realizzata con un Apple Watch) è Tangled Up in Blue.

Dylan non lo suonava da otto anni, ma il classico di Blood on the Tracks non è certo una presenza rara nei suoi concerti. Tra il 1975 e il 2018 lo ha cantato ben 1709 volte, quarto nella classifica dei pezzi più suonati di sempre dietro a Like a Rolling Stone, Highway 61 Revisited e All Along the Watchtower. A differenza di questi altri pezzoni, Tangled Up in Blue ha continuato a evolversi nel corso del tempo sia dal punto di vista musicale, sia da quello del testo (c’è persino chi vuole ascoltare ogni singola esecuzione e variazione della canzone).

In Norvegia, Dylan ha spogliato Tangled Up in Blue fino a trasformarla in una ballata eseguita al pianoforte con un accompagnamento ridotto al minimo. La storia dei due amanti comincia come al solito (“Una mattina presto il sole splendeva / Lui era sdraiato a letto / Si chiedeva se lei fosse cambiata / Se i suoi capelli fossero ancora rossi”), ma alla terza strofa prende una direzione completamente diversa rispetto alle versioni precedenti: “Su a nord nei boschi ghiacciati / Le lacrime toccano il cielo / Le foglie cadono una dopo l’altra / E le mattine ti passano accanto / A volte ogni cosa diventa silenziosa / A volte finisce per essere d’intralcio / Guarda qui, ce n’è un altro / Domani è un altro giorno”.

Bob Dylan - Oslo 17th Oct 2026 - Tangled Up In Blue (NM recording, BB remaster - w/ lyrics transcr.)

Tangled Up In Blue - BOB DYLAN - Gothenburg October 19 2026

La strofa si chiude come nell’originale (“E per tutto quel tempo ero solo / Il passato mi stava alle calcagna / Ho conosciuto tante donne / Ma non sono mai riuscito a sfuggire ai suoi pensieri, e lei continuava a crescere”), ma quella successiva è di nuovo inedita: “Le cose cominciavano a costare troppo / L’estate mi è scivolata dalle mani / Certe verità su quella cosa non le ho mai capite / Seppellisci l’ascia di guerra, lascia tutto alle spalle / A volte vai a fare un giro / Niente sembra più lo stesso / Dopo che sei stato dall’altra parte / Si voltano, si fondono e scompaiono / Quello che so che lui stava cercando / Non è mai riuscito a trovarlo qui / E nemmeno tu / Tangled up in blue”.

Fino a pochi anni fa sarebbe stato quasi impossibile ottenere una trascrizione chiara da una esibizione di Dylan, le parole erano impastate e risultavano incomprensibili. Ora però ha saggiamente ridotto l’organico della band per mettere in risalto quel che resta della voce. Mi asterrò dall’analizzare i nuovi versi come “L’estate mi è scivolata dalle mani / Certe verità su quella cosa non le ho mai capite”, ma è difficile immaginare il Dylan del 1975 o persino quello del 1995 che li canta. La canzone, una delle due migliori di sempre, è cresciuto con lui.

Tangled up in Blue (Live at Wembley Stadium, London, UK - July 1984)

La prima volta che Dylan ha riscritto in modo significativo Tangled Up in Blue è stato nel 1984 durante il tour europeo negli stadi condiviso con Carlos Santana, con Joan Baez come ospite speciale che però ne ne è andata dopo appena qualche data (in Italia Dylan si esibì all’Arena di Verona, al Palazzo dello Sport di Roma e allo Stadio San Siro a Milano, ndr). Non era uno dei periodi migliori del Dylan performer e per rendersene conto basta ascoltare il deludente Real Live, ma la nuova versione di Tangled Up in Blue che faceva in quei giorni è una rivelazione.

«Ho sempre voluto che fosse come l’ho registrata su Real Live», diceva Dylan nel 1985 a Bill Flanagan. «Le versioni precedenti non erano mai veramente complete. L’ho riscritta in una camera d’albergo, da qualche parte, forse ad Amsterdam. Volevo cantarla, così l’ho ripresa in mano e l’ho cambiata. Quando l’ho cantata la sera dopo, ho capito che era giusta così. Era abbastanza giusta da farmi venire voglia di registrarla su disco e cancellare la vecchia versione. È successo anche con altri pezzi: mentre scrivi, a un certo punto li hai, sai di cosa parlano, ma metà non riesci proprio a farli come vorresti. Poi l’ho sistemata e adesso so che è come deve essere».

Dylan non ha più toccato il brano fino all’inizio del Neverending Tour nel 1988, ma nei tre decenni seguenti Tangled Up in Blue ha continuato a trasformarsi in modo significativo. Molti fan ritengono che abbia raggiunto l’apice durante il periodo con Charlie Sexton e Larry Campbell, dal 1999 al 2002, quando le esecuzioni superavano regolarmente gli otto minuti e diventavano una vetrina per i talenti dei musicisti.

Bob Dylan — Tangled Up In Blue

Sul piano musicale, la nuova versione di Tangled Up in Blue non può certo competere con quelle a cavallo del millennio suonate da una delle migliori band con cui Dylan si sia mai esibito, per non dire del fatto che lui aveva 60 anni, un’età relativamente giovane rispetto agli attuali 85. Ma sul piano puramente emotivo, la versione presentata per la prima volta a Oslo è alla loro altezza.

Dylan ha cominciato a scrivere Tangled Up in Blue nel 1974 annotando le parole su taccuini rossi che oggi si trovano alla Morgan Library di New York e al Bob Dylan Archive di Tulsa, in Oklahoma. L’ha registrata a settembre di quell’anno a New York. Insoddisfatto del risultato, a dicembre l’ha incisa di nuovo a Minneapolis. La storia della canzone non è evidentemente finita lì e andrà avanti finché Dylan sarà “still on the road, headin’ for another joint”.

Bob Dylan - Tangled Up In Blue (Alternative version)

Da Rolling Stone US.