Daniel Lopatin si è fatto strada nelle scene underground dell’elettronica e del noise col nome di Oneohtrix Point Never. Ha iniziato a lambire i territori del mainstream grazie a tour in apertura dei Nine Inch Nails e a collaborazioni con Fka Twigs e The Weeknd, ma nulla lo ha portato sotto i riflettori quanto il lavoro che ha fatto per il cinema e in particolare con i fratelli Safdie.
«Abbiamo caratteri molto diversi, ma abbiamo inclinazioni artistiche simili», racconta via Zoom dal suo appartamento a Brooklyn. La prima collaborazione è Good Time del 2017, seguita da Uncut Gems nel 2019. Oggi, la colonna sonora di Marty Supreme, il nuovo e chiacchieratissimo film di Josh Safdie dedicato al ping pong, lo ha portato fino alla shortlist degli Oscar. «Josh non è molto diverso dai personaggi che inventa. È instancabile, la sua energia è sempre al massimo». Lopatin si definisce «un po’ più introverso e timido», ma riconosce che Safdie riesce a tirargli fuori «un certo tipo di energia. Gli piace la parte di me più selvaggia».
La musica di Marty Supreme è dinamica, ritmica, scintillante quanto il film e il suo ambizioso anti-eroe Marty Mauser interpretato da Timothée Chalamet. Anche se la storia è ambientata negli anni ’50, la colonna sonora guarda con decisione agli ’80, sia nelle composizioni originali di Lopatin, sia nei brani pop inseriti nel film come quelli di Tears for Fears, Alphaville e Peter Gabriel. Lopatin lascia intendere che, in una fase iniziale, la sceneggiatura seguiva Marty fino a quel decennio, un finale poi abbandonato che ha però influenzato profondamente il modo in cui lui e Safdie hanno costruito il suono del film.
«È come un labirinto che Marty deve attraversare per arrivare al suo futuro, al suo sogno, all’immagine che ha di sé», spiega. «Ed è rappresentato da una musica che deve ancora esistere. Io e Josh tendiamo a pensare alla colonna sonora in modo allegorico: qualcosa che suggerisce ciò che non viene detto, le intuizioni dei personaggi o una sorta di presentimento».
Per Lopatin alcuni elementi della partitura sono «wormhole verso la dimensione psichica» del film. Cita due scene chiave ambientate su delle scale: una in cui l’attrice in pensione Kay Stone (Gwyneth Paltrow) sale per incontrare Marty; l’altra in cui Marty scende una scalinata nell’appartamento sfarzoso che Kay divide col marito Milton (Kevin O’Leary). «In entrambi i casi abbiamo giocato con un motivo che suggerisce l’ascesa».
La colonna sonora di Marty Supreme è nata in mezzo a un periodo di lavoro frenetico. Lopatin ha di nuovo collaborato con The Weeknd per Hurry Up Tomorrow e ha completato anche il suo ultimo album, Tranquilizer, uscito lo scorso autunno. Per quel disco, Oneohtrix Point Never ha attinto a un enorme archivio di CD di campionamenti degli anni ’90 scovato online. Li ha trovati nel 2021, ha rimandato l’idea di usarli concentrandosi su Dawn FM di The Weeknd e sul suo album del 2023, Again. Quando è tornato su quel sito, però, i campioni non c’erano più.
«È una bella lezione pratica. Mi eccitava l’idea di lavorare con queste tracce e il fatto che siano apparse e poi scomparse mi ha costretto a fare una sorta di ricerca sotterranea un po’ bizzarra per ritrovarle». Non è stato poi così difficile: un amico aveva salvato il sito e recuperato la libreria di sample, e Lopatin si è rimesso al lavoro.
Tra le esperienze formative cita anche una visita dal dentista. Durante un controllo, guardando in alto, si è ritrovato a fissare un poster con delle palme, il tipo di decorazione comune negli studi dentistici. «Ed è assurdo, visto che nessuno ama andare dal dentista. Cerchi di rendere l’ambiente accogliente, ma finisci per renderlo ancora più strano facendomi pensare a una meta irraggiungibile». Continuando a guardare, Lopatin ha notato che il poster copriva dei pannelli del controsoffitto con «quei piccoli fori strani, quelle perforazioni. E ho pensato: ecco il disco».
Dopo che molti fan gli hanno detto che la sua musica li porta a «vedere delle immagini», Lopatin ha capito di aver sempre cercato di trovare un modo per tradurre le immagini in suono. «So che la mia musica può sembrare difficile, ma io non la percepisco così. Mi sembra che le persone la capiscano bene: è una specie di cartone animato allucinatorio fatto di suoni».













