Ehi, Adam Lambert, ti rivedremo in tour coi Queen? | Rolling Stone Italia
The Show Must Go On

Ehi, Adam Lambert, ti rivedremo in tour coi Queen?

Intervista al cantante che si è esibito con la band per quasi 15 anni. Il messaggio a Brian May dopo essere stato allo Sphere, il ruolo in ‘Cabaret’, il musical su un misterioso musicista anni ’70 che vorrebbe realizzare

Queen + Adam Lambert in tour

Queen + Adam Lambert in concerto a Londra nel 2022

Foto: Jim Dyson / Getty Images

Negli ultimi 15 anni Adam Lambert ha calcato alcuni dei palcoscenici più grandi al mondo come frontman dei Queen, o meglio dei Queen + Adam Lambert. Di fronte aveva spesso 50mila e passa persone. A vederlo una decina di giorni fa al Café Carlyle di New York, a un concerto a sostegno della sua Feel Something Foundation che supporta numerose iniziative a favore della comunità LGBTQ+, c’erano 90 persone.

A luglio ha pubblicato il nuovo album Adam, l’ultimo tassello di una discografia solista che risale ai tempi della partecipazione ad American Idol. Ha vissuto per anni a Los Angeles e di recente si è trasferito a New York e ha ufficializzato la sua residenza non molto tempo fa, andando alla motorizzazione per ottenere la sua prima patente di guida dello Stato. Poco dopo la nostra intervista, aveva in programma di recarsi al seggio elettorale della sua circoscrizione per votare. «Ormai conosco le strade. Stamattina sono andato a tagliarmi i capelli andando a piedi fino a SoHo, mentre a Los Angeles devi sempre prendere l’auto».

Oltre alla città, ha imparato a conoscere anche la storia del Carlyle, un elegante hotel di lusso in stile art déco nell’Upper West Side che al piano terra ospita un ristorante e uno spazio per gli spettacoli dove in passato si sono esibiti Woody Allen, Eartha Kitt, Rita Wilson, Art Garfunkel. «Ho visto il documentario sul Carlyle, molto interessante, è un posto speciale. È piccolissimo ed è proprio questo il suo fascino, si crea subito un legame fortissimo con il pubblico».

Quando il manager gli ha proposto un concerto di beneficenza alla vigilia di Halloween, Lambert ha accettato al volo. «Non volevo fare le solite canzoni di Halloween, quelle un po’ kitsch. Abbiamo inserito I Put a Spell on You, che probabilmente è la più kitsch di tutte, ma le altre le ho volute cupe, romantiche, gotiche, pescando da generazioni e generi musicali diversi. Ho immaginato le canzoni amate da un vampiro che vive da mille anni».

E così ha ha aperto con il classico dei Creedence Clearwater Revival del 1969 Bad Moon Rising, per poi fare un salto in avanti di 37 anni con Back to Black di Amy Winehouse e tornare indietro di qualche decennio con I Put a Spell on You ed Helter Skelter. «Non credo di aver mai cantato una canzone dei Beatles prima d’ora», dice Lambert. che ha scelto quella per il legame con gli omicidi della Family di Charles Manson. Ha congedato il pubblico con Another One Bites the Dust. «Si adattava al tema e mi è sembrato un bel modo di tornare sul palco per il bis. Ovviamente i Queen sono una parte enorme della mia vita».

I Queen + Adam Lambert sono fermi da quando hanno chiuso il Rhapsody World Tour alla Tokyo Dome Arena il 14 febbraio 2024. Il mese scorso Brian May ha fatto notizia in tutto il mondo quando ha detto di non avere alcuna intenzione di tornare in tour. «Ho deciso 18 mesi fa che non volevo più andare in tournée», ha detto al Times. «Amo suonare, amo viaggiare, ma il prezzo da pagare è rinunciare alla propria libertà. Ho una moglie, dei nipoti e l’astrofisica di cui voglio occuparmi, quindi forse 50 anni possono bastare».

Il chitarrista ha poi ridimensionato la dichiarazione e pochi giorni fa ha detto a Rolling Stone che in realtà non sa quale sarà il futuro della band dal vivo. «Sono stato frainteso, le parole che ho detto sono state riportate in modo lievemente impreciso. Non ho mai detto che non faremo più tour, non potrei mai dirlo. Sono in pausa e me la sto godendo. Finalmente posso fare tutto quello che sognavo di fare quand’ero costantemente in tour. Magari un giorno mi sveglierò e penserò che dobbiamo tornare in tour, ma non credo che mi imbarcherò di nuovo in tournée lunghe nove mesi».

A Lambert il chitarrista ha riferito cose simili. «Mi ha detto semplicemente che si sta godendo il tempo con la famiglia e che, in questo momento, non sente il desiderio di tornare in tour. Non credo quindi che stia dicendo che è finita o che non succederà più. D’altra parte ho sentito quel che ha detto in una di quelle interviste, quindi magari è davvero così e io non lo so».

In ogni caso l’idea di esibirsi con i Queen alla Sphere lo entusiasma. «Sono andato a vedere i Grateful Dead lì, ci ho portato mio padre per il compleanno, è un grande fan dei Dead. Sono rimasto a bocca aperta. Ho subito mandato un’e-mail sia a Brian sia a Roger: “Dovete assolutamente venire a vedere questo posto. È pazzesco. Potremmo fare qualcosa di incredibile”. Per ora è solo una fantasia. Non so quanto sia possibile, ma a me piacerebbe tantissimo».

Qualunque cosa riservi il futuro ai Queen, Lambert è felice di aver avuto l’opportunità di far parte della loro storia per tanti anni. «Sarò eternamente grato e conserverò ricordi bellissimi. Voglio dire, mi piacerebbe fare ancora qualcosa con loro? Ma certo. Ma se finisce qui, finisce qui». Non aspettatevi, però, che metta in piedi una sorta di gruppo derivato tipo Adam Lambert’s Queen Experience. «Ora che ho suonato coi membri originali della band qualsiasi altro progetto legato ai Queen sarebbe una cosa di serie B».

Del resto, il futuro di Lambert offre molte altre possibilità oltre ai Queen. Alla fine del 2024 ha debuttato a Broadway nel ruolo del Maestro delle cerimonie in una nuova produzione di Cabaret e vorrebbe partecipare ad altri musical a New York o magari a Londra. «Se dovessi farne un altro, mi piacerebbe contribuire a crearlo. Vorrei dare vita a qualcosa di nuovo, collaborare, costruirlo da zero. Anche se si trattasse della ripresa di uno spettacolo già esistente, vorrei essere il primo a interpretare un ruolo in una nuova produzione. Con Cabaret sono stato fortunato, perché erano aperti alla collaborazione e volevano che rendessi il personaggio il più possibile mio, ma la produzione era stata concepita a partire dalla visione che Eddie [Redmayne] aveva del personaggio. Mi è piaciuto moltissimo entrarci e interpretarlo, ma se dovessi farne un altro, vorrei partecipare anche alla fase in cui si sviluppa e si costruisce qualcosa».

È per questo che sta scrivendo canzoni per un musical che ha in mente, ispirato alla storia di un musicista realmente esistito negli anni ’70. Per ora preferisce non dirne il nome. «È poco noto ed è proprio questo il fascino: è una specie di eroe dimenticato». Ha già coinvolto un produttore e un possibile regista, sta registrando dei demo e lavorando alla sceneggiatura, ma se mai il musical dovesse diventare realtà non sarà lui a interpretare il protagonista. «Sono troppo vecchio per farlo, ma mi piacerebbe partecipare in qualche altro modo. Vi tocca aspettare e vedere di che si tratta». Nel frattempo, spera di mettersi al lavoro in inverno sul prossimo album solista. «Continuerò a fare musica. È quello che sono, è quello che faccio».

Da Rolling Stone US.